Academia Secretorum Naturae

Schola Alchemica Napolitana

Academia Secretorum Naturae di Giovanbattista della Porta

ACCADEMIA DEI SECRETI

Academia Secretorum Naturae

(Napoli 1560)

 

Nel tessuto della Napoli vicereale tra il tardo Quattrocento e il pieno Cinquecento, ove la compresenza di tradizioni filosofiche, pratiche operative, tensioni religiose e memorie misteriche determina un singolare crogiuolo di saperi, la città si configura come uno dei centri più fecondi e singolari dell’intera tradizione ermetica europea; la presenza secolare di una colonia egiziano-alessandrina insediata nell’area della Regio Nilensis, l’odierna Piazzetta Nilo, con la statua del dio fluviale donata dai mercanti d’Egitto stanziati in città, aveva depositato nei secoli uno strato sottile ma tenace di sapienza iniziatica, di culti misterici e di pratiche magico-rituali che la conquista romana, le invasioni barbariche e il successivo assorbimento nel Cristiano Occidente non erano stati in grado di estirpare, sicché tale corrente sotterranea costituì l’humus profondo entro cui germogliò, nel XVI secolo, quella fioritura straordinaria di cenacoli ermetici, accademie filosofiche e sodalizi dediti allo studio delle forze Sottili della Natura che ebbe nell’Academia Secretorum Naturae, fondata da Giovan Battista della Porta intorno al 1560, il proprio vertice visibile e insieme la forma più compiuta di condensazione 1 2 3 4.

In tale scenario Napoli, città popolosa e capitale di un Viceregno spagnolo ricco di fermenti intellettuali e di contraddizioni violente, teatro di una convivenza tormentata tra ortodossia controriformistica e vigorosa eredità del naturalismo rinascimentale, vedeva l’Università fondata da Federico II nel 1224 e i grandi conventi mendicanti, primo fra tutti San Domenico Maggiore, operare al tempo stesso come fucine di pensiero libero e avamposti di vigilanza dottrinale; fu in questo orizzonte che la tradizione ermetica napolitana, radicata nel neoplatonismo fiorentino di Marsilio Ficino e nelle vene profonde della speculazione pitagorica e orfica con profonde radici nel territorio, si organizzò in forme accademiche di straordinaria originalità 5 6 7.

Prima ancora che della Porta costituisse la propria accademia, un precedente di straordinario interesse storico era già fiorito negli anni Quaranta del Cinquecento con Girolamo Ruscelli da Viterbo, noto anche sotto il fecondo pseudonimo di Alessio Piemontese, il quale fondò con ogni probabilità nel 1547 sotto la protezione del principe di Salerno Ferrante Sanseverino quella che egli stesso avrebbe poi chiamato, nel Proemio ai Secreti nuovi del 1567, l’Accademia Segreta; essa contava ventisette sodali, tre signori e capi e ventiquattro compagni, riuniti in uno spazio messo a disposizione dal loro mecenate, e disponeva di risorse economiche tali che il solo Sanseverino vi contribuiva con mille scudi annui, mentre la dotazione complessiva raggiungeva la cifra ragguardevole di settemila-ottocento scudi annui, con lo scopo dichiarato di “studiare e imparare noi stessi”, ossia investigare filosoficamente la natura nei suoi aspetti anatomici, medicinali e chimici, per trasformare in certezze e notizie vere tanti utilissimi e importantissimi secreti d’ogni sorte e per ogni qualità di persona; ogni ricetta o procedimento doveva essere verificato sperimentalmente per almeno tre volte, in presenza di testimoni, secondo un metodo di verifica inter-soggettiva che anticipa di oltre un secolo le pratiche della Royal Society di Londra 8 9 10 11 12.

La caduta in disgrazia del Principe Sanseverino, travolto dalla politica imperiale spagnola, decretò la fine precipitosa dell’Accademia Segreta, costrinse Ruscelli alla fuga a Venezia presso l’editore Enrico Valgrisi e determinò in lui l’anonimato prudenziale sotto il nome di Alessio Piemontese, affinché le eventuali pubblicazioni non rivelassero i nomi e le attività dei compagni rimasti a Napoli; anche l’Accademia Pontaniana, diretta da Scipione Capece, subì in quegli anni lo scioglimento forzato per le medesime ragioni politiche, a riprova della fragilità dei cenacoli ermetici napolitani di fronte ai mutamenti del patronato e alla vigilanza degli organi repressivi civili e soprattutto ecclesiastici 13 14 15.

È intorno all’anno 1560 che Giovan Battista Della Porta, nato a Vico Equense nel 1535 e cresciuto in una nobile famiglia napoletana di rango elevato con possedimenti in Via Toledo e una villa sulle colline dell’Arenella, fondò quella che è universalmente riconosciuta come la prima accademia scientifica d’Europa, l’Academia Secretorum Naturae, denominata correntemente Accademia dei Secreti; la sede prescelta fu la villa estiva posta in Salita Due Porte all’Arenella, luogo appartato e collinare, distante dagli sguardi indiscreti della città bassa e ben adatto alla riservatezza indispensabile alle attività del sodalizio 16 17 18 19.

Della Porta aveva già dimostrato le proprie straordinarie doti intellettuali pubblicando nel 1558, a soli ventitré anni, la prima edizione della sua opera capitale, la Magiae naturalis sive de miraculis rerum naturalium libri IIII, trattato che gli valse una notorietà europea amplissima, e nel 1563 il De furtivis literarum notis, fondamentale manuale di steganografia e crittografia; la Magia naturalis, presentata dall’autore come la perfezione della filosofia naturale e la più alta delle scienze, trattava nella sua struttura originaria in quattro libri dell’azione delle stelle sulle cose terrestri, delle meraviglie prodotte da animali e piante, delle trasmutazioni dei metalli e della distillazione alchemica, per poi ampliarsi nell’edizione in venti libri del 1589, includendo geologia, ottica, medicina, veleni, cosmesi, magnetismo, polvere da sparo e scrittura invisibile, e configurandosi come la più ambiziosa summa del naturalismo magico rinascimentale 20 21 22 23 24.

La regola di ammissione all’Accademia dei Secreti era di una semplicità magistrale nella sua esigenza: per varcare la soglia del sodalizio, ogni candidato doveva dimostrare di aver compiuto una nuova scoperta nell’ambito delle scienze naturali, sconosciuta al resto dell’umanità; l’accento tuttavia non era posto sul metodo scientifico in senso moderno, ma sul meraviglioso, sulle proprietà ascose e inattese della Natura, quelle che il vocabolario del tempo designava con la parola secreti, termine che non indicava informazioni celate in senso generico, bensì le proprietà nascoste degli enti naturali, il magnetismo, la virtù delle piante, le reazioni chimiche inattese, sottratte all’ordinaria percezione sensoriale e attingibili soltanto attraverso l’investigazione sperimentale del filosofo naturale 25 26 27.

I soci si riunivano per discutere di medicina, chimica, metallurgia, cosmesi, botanica, caccia e ottica, ma anche per condurre esperimenti di natura alchemica e, con ogni probabilità, di magia naturale; la dimensione operativa dell’Accademia si manifestava attraverso pratiche di distillazione, preparazione di sostanze, sperimentazioni ottiche e meccaniche, secondo un paradigma del conoscere facendo che costituisce uno dei tratti distintivi della magia naturale rinascimentale e che prefigura, pur senza identificarvisi, alcuni aspetti della futura metodologia scientifica 28 29 30 31. In tale rete si colloca anche la figura di Francesco Storella, la cui opera testimonia la persistenza di un aristotelismo ermetico nel quale testi quali il Secretum secretorum e la Tabula Smaragdina venivano integrati in una visione coerente dell’arte alchemica, e la cui relazione con ambienti napoletani e con lo stesso della Porta contribuisce a delineare un quadro in cui teoria e prassi si alimentano reciprocamente 32.

Il cenacolo che si raccolse attorno alla figura del della Porta annovera nomi di primo piano della cultura napoletana e italiana di fine Cinquecento: Ferrante Imperato, speziale napolitano nato intorno al 1550 e morto dopo il 1615, rappresenta il caso più emblematico di quella densità tra professione farmaceutica, naturalismo sperimentale e sapere alchemico che caratterizzava l’ambiente della scuola ermetica napolitana; la sua Dell’Historia Naturale in ventotto libri, pubblicata a Napoli nel 1599, dedica ben nove dei suoi volumi all’alchimia e costituisce la prima opera di storia naturale scritta interamente in lingua italiana e la prima a contenere la rappresentazione figurata di un museo-wunderkammer rinascimentale, mentre il museo naturalistico che egli allestì nella sua casa presso Palazzo Gravina, con erbario, raccolta mineralogica, fossili, gemme e terre officinali raccolti nei viaggi in Italia meridionale, era al tempo stesso laboratorio alchemico e luogo di incontro per naturalisti, medici e filosofi ermetici provenienti da ogni parte d’Europa 33 34. Tra i sodali figurano altresì Giulio Cesare Capaccio, teologo e storico di Napoli, autore della fondamentale Historiae Neapolitanae e futuro segretario del Comune, Giovanni Battista Manso, marchese di Villa, scrittore, poeta e mecenate napolitano, poi fondatore dell’Accademia degli Oziosi ed esercitatore della sua protezione su Torquato Tasso e su Giovanni Battista Marino, e Giambattista Basile, autore del Lo cunto de li cunti, prima grande raccolta organica di fiabe della letteratura europea; questa presenza di poeti e letterati accanto a speziali, medici e sperimentatori chimici non è casuale, poiché l’ermetismo napolitano del tardo Cinquecento si nutre di quella osmosi continua tra ars poetica e ars philosophica che il Rinascimento aveva ereditato dalla tradizione neoplatonica, e che trovava nel concetto di furor ermetico, l’ardore interiore che accende i sensi e illumina la facoltà razionale, il suo più alto punto di convergenza 35 36 37 38.

È in questo medesimo ambiente che si formò la possente mente di Giordano Bruno da Nola, entrato quindicenne nel convento domenicano di San Domenico Maggiore di Napoli nel 1563 e vissuto in prossimità della Piazzetta Nilo in cui la colonia egiziano-alessandrina aveva lasciato tracce monumentali e spirituali; egli maturò ben presto una concezione dell’ermetismo di straordinaria radicalità, giudicando il Corpus Hermeticum la buona e vera religione dell’antico Egitto, distrutta dall’avvento del Cristianesimo, e interpretando la sua restaurazione come alternativa concreta all’intolleranza religiosa che lacerava l’Europa, mentre la vicinanza intellettuale e quasi certamente personale tra Bruno e della Porta, entrambi accomunati dall’interesse per la fisiognomica e la magia naturale e plasmati dall’ammirazione per la tradizione egizia-napolitana, è stata più volte segnalata dagli studiosi come uno dei nodi cruciali della storia dell’ermetismo rinascimentale italiano 39 40.

Intorno al 1590, nel contesto dell’Accademia degli Oziosi, si svolse a Napoli un’accesa disputa pubblica tra della Porta e Tommaso Campanella, il domenicano calabrese nato nel 1568, che aveva assorbito nel convento di San Domenico Maggiore la medesima tradizione neoplatonica e naturalistica che aveva formato Bruno, orientandola però in direzione di un panpsichismo cosmologico per cui il mondo era tutto senso e vita e anima e corpo, statua dell’Altissimo, e la magia naturale era strumento privilegiato per percepire e interpolare la rete di simpatie e antipatie che connetteva ogni cosa dell’Universo; tale disputa rappresenta il vertice visibile di un dialogo sotterraneo che attraversò per decenni la scuola ermetica napolitana, mettendo a confronto una magia orientata all’operatività sperimentale con una concezione più propriamente cosmosofica e iniziatica 41 42 43.

Il principale veicolo attraverso cui l’Accademia dei Secreti esercitò la propria influenza sulla cultura europea fu la straordinaria produzione editoriale del suo fondatore: la Magia naturalis nella sua edizione definitiva in venti libri del 1589 costituisce la sintesi più compiuta della dottrina del naturalismo magico rinascimentale, poiché vi l’universo è presentato come organismo vivente percorso da forze di attrazione e repulsione, di simpatia e antipatia, che il mago-filosofo può riconoscere e plasmare al proprio volere attraverso la conoscenza sperimentale delle proprietà Sottili degli enti naturali; Della Porta afferma che la magia è divisa in due parti, l’una infame, sporca e macchiata di spiriti immondi, l’altra naturale, onorata e venerata, e questa distinzione disegna con precisione l’orizzonte epistemologico dell’Accademia, la quale si collocava deliberatamente sul versante della magia naturalis, intesa come investigazione razionale e sperimentale delle forze nascoste della Natura, escludendo ogni forma di negromanzia o magia demoniaca 44 45. Sul piano più specificamente alchemico e spagiro, l’opera di Ferrante Imperato offre la documentazione più puntuale delle pratiche laboratoriali che si svolgevano nell’ambiente dell’Accademia; i nove libri della Dell’Historia Naturale dedicati all’alchimia contengono osservazioni originali sulla preparazione dei fogli d’amianto, sull’origine organica dei fossili e su numerose reazioni e preparazioni chimiche di prima importanza, mentre la Wunderkammer di Palazzo Gravina funzionava come laboratorio attivo e dinamico, dotato di strumenti per la distillazione, la calcinazione e la sublimazione dei minerali, esattamente quelle operazioni che la spagiria paracelsiana, arte della separazione e della ricongiunzione dei princìpi zolfo, mercurio e sale, aveva codificato come il cuore dell’operatività alchemica 46 47.

Altrettanto rilevante è il De humana physiognomonia in sei libri del 1586, opera in cui della Porta svolge una teoria della corrispondenza tra i caratteri fisici degli esseri umani e degli animali e le disposizioni interiori dell’anima, fondandola sul principio ermetico delle simpatie universali e sull’analogia tra microcosmo e macrocosmo; questa dottrina fisiognomica non era separabile, nella mente del della Porta, dall’impianto alchemico e magico della Magia naturalis, poiché entrambe le opere condividono il medesimo presupposto ontologico di un universo strutturato da corrispondenze segrete tra i diversi livelli dell’essere, che il sapiente può decifrare e utilizzare, mentre la Phytognomonica del 1588 completava questo sistema estendendo il principio delle corrispondenze al regno vegetale e registrando, per inciso, la prima osservazione scientifica di spore fungine 48 49.

La tradizione dei libri di secreti, cui appartengono tanto la Magia naturalis del della Porta quanto i Secreti nuovi del Ruscelli, si situa, come ha chiarito William Eamon, al punto di congiunzione tra i segreti privati ed esoterici degli alchimisti medievali e gli esperimenti pubblici baconiaci del XVII secolo; questi testi erano intermediari tra la tradizione iniziatica chiusa e la nascente sperimentazione pubblica, custodivano nella forma scritta un sapere che in precedenza aveva circolato soltanto per via orale o manoscritta, all’interno di cerchie ristrette e giurate, e lo consegnavano, con le debite cautele, a un pubblico di lettori istruiti, mentre il giuramento di segretezza imposto ai membri dell’Accademia riflette esattamente questa tensione tra esigenza di trasmissione e imperativo di riservatezza 50 51 52 53.

La breve ma intensa esistenza dell’Accademia dei Secreti si concluse nel 1580 per ordine di Papa Gregorio XIII, all’esito di un procedimento inquisitoriale che aveva preso avvio già nei primi anni Settanta del Cinquecento; il Sant’Uffizio romano aprì un’indagine sul della Porta e sulla sua accademia tra il 1577 e il 1578, per procedura avviata dal Cardinale Scipione Rebiba, e nel 1579 la macchina inquisitoriale travolse formalmente il della Porta, costringendolo all’abiura, mentre tra i principali accusatori figurò Jean Bodin, che nel De la démonomanie des sorciers del 1580 definì pubblicamente il della Porta grand sorcier néapolitain e mago venefico, chiedendo sostanzialmente che fosse mandato al rogo; l’accusa principale seppur assolutamente infondata era di aver naturalizzato il Sabba delle streghe, avendo incluso nella prima edizione della Magia naturalis una ricetta per quello che volle definire “l’unguento delle streghe”  quello che in realtà era semplicemente un rimedio spagirico a base di ciò che oggi definiremmo alcaloidi tropanici, e di condurre pratiche di magia cerimoniale 54 55 56. Paradossalmente, proprio nel 1579, mentre il procedimento inquisitoriale stringeva le sue maglie attorno all’Accademia, della Porta fu assunto al servizio del Cardinale Luigi d’Este, incarichi scientifici e diplomatici tra Padova, Venezia e prevalentemente Napoli, dove conobbe Paolo Sarpi; questa protezione cardinalizia non bastò a evitare la chiusura dell’Accademia, ma valse a proteggere il fondatore da conseguenze fisiche più gravi, mentre egli rimase sotto sorveglianza perenne dell’Inquisizione per il resto della sua vita e fu costretto nell’edizione del 1589 della Magia naturalis a espungere i passi più compromettenti, tra cui la famigerata ricetta dell’unguento detto dagli inquisitori, “delle streghe” e la confutazione naturalistica della demonologia, nonché a mettere alla prova davanti all’Inquisizione il proprio impegno sperimentale anti-superstizioso, dimostrando per via empirica che l’aglio non disattiva le proprietà dei magneti 57 58 59.

La sede fisica dell’Accademia, la villa estiva del Della Porta in Salita Due Porte all’Arenella, ha acquistato nel tempo i contorni di un vero locus arcanus; nel 2014 un’équipe di speleologi napoletani ha individuato e parzialmente esplorato ciò che con grande probabilità corrisponde ai laboratori sotterranei dell’Accademia, una cavità ricavata nella roccia tufacea, con un ingresso sormontato da una muratura di grossi blocchi recante un teschio a bocca spalancata, le cui pareti rivelano divinità egizie incise nella roccia e tracce di raffigurazioni legate a culti misterici, mentre su alcune colonne sono state individuate figure che rimandano a pratiche rituali e a sistemi simbolici di matrice ermetico-egizia; la successiva costruzione di un edificio moderno sul sito ha compromesso e inglobato gran parte di tale struttura, il cui valore storico e archeologico è oggi al centro di contenziosi giuridico-amministrativi 60.

La chiesa di Santa Maria Porta Coeli e di San Gennaro, posta in Vico Molo alle Due Porte all’Arenella e fondata nel 1664 dalla nobildonna Isabella di Costanzo, erede di Cinzia della Porta, figlia di Giambattista, custodisce nei propri sotterranei ulteriori tracce di quello che era l’ambiente iniziatico dellaportiano, mentre la tela attribuita a Pacecco De Rosa, raffigurante San Gennaro intercedente presso la Vergine per la salvezza di Napoli dall’eruzione vesuviana del 1631, ornava quello spazio carico di memorie ermetiche, a testimonianza di quella continuità tra sacro cristiano e tradizione esoterica che è una delle cifre permanenti della civiltà napoletana 61.

La tradizione ermetica che si coagulò attorno all’Accademia dei Secreti non si esaurì con la sua soppressione, ma continuò a tramandarsi attraverso i decenni e i secoli successivi, trasmettendosi per Via Iniziatica attraverso quei cenacoli che, come ha documentato la tradizione del Rito Egizio Tradizionale, costituiscono il vero canale di continuità della sapienza ermetica napolitana; in tale linea di custodia, che nella lettura del nostro Rito Egizio Tradizionale passa anche attraverso il Gualdi ed il Santinelli fino a Fulvio Gherli e conduce al suo discepolo don Raimondo di Sangro Principe di San Severo, la vicenda dell’Accademia dei Secreti si iscrive come vertice visibile e momento di massima cristallizzazione pubblica di una corrente sotterranea che aveva radici almeno nel IV secolo e che avrebbe continuato a operare dopo la chiusura, trovando nuovi veicoli istituzionali nella successiva fioritura delle Accademie napolitane del Seicento 62 63 64 65 66.

L’Accademia degli Oziosi, fondata nel 1611 da Giovanni Battista Manso, già socio dell’Accademia dei Secreti, accolse tra i suoi animatori Tommaso Campanella e Marco Aurelio Severino, raccogliendo così parte dell’eredità filosofica del cenacolo dellaportiano; l’Accademia degli Investiganti, detta anche Accademia Chimica, fondata nel tardo Seicento dal marchese di Arena Andrea Conclubet, portò avanti quella fusione tra chimica sperimentale e tradizione ermetica che aveva caratterizzato le pratiche laboratoriali dell’Accademia dei Secreti attraverso la mediazione di figure come Tommaso Cornelio e Leonardo di Capua, mentre della Porta fu ascritto all’Accademia dei Lincei l’8 luglio 1610, rivelando la continuità tra l’esperienza dell’Accademia dei Secreti e il grande progetto linceo di Federico Cesi, esplicitamente orientato a una libera investigazione naturalistica sgombra dai vincoli della tradizione scolastica 67 68.

Questo filo ininterrotto di trasmissione ermetica napolitana, che attraversa l’Accademia dei Secreti, la scuola di Giordano Bruno e Tommaso Campanella formata nel convento di San Domenico Maggiore, le successive accademie del Seicento e infine, nel cuore del Settecento, il laboratorio alchemico del Principe Raimondo di Sangro nella Rosa d’Ordine Magno, è il medesimo filo che il Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli ha custodito e tramandato ininterrottamente, dalla sua fondazione come sistema iniziatico strutturato nel XVIII secolo fino ai giorni nostri; la presenza nella Regio Nilensis degli antichi Alessandrini, la fioritura ermetica del XVI e XVII secolo di cui l’Accademia dei Secreti fu il vertice, e la successiva opera del Principe di Sangro come primo Gran Maestro del Rito costituiscono tre momenti di un’unica, ininterrotta corrente Iniziatica, il cui deposito vivente è il Rito Egizio Tradizionale 69 70 71 72 73.

Non è dunque un accidente storico che Bruno, cresciuto nel medesimo ambiente in cui operava Della Porta, avesse tratto la propria concezione cosmologica da quella tradizione religiosa egiziana che egli giudicava buona e vera, né che la sua profezia di una restaurazione dell’ermetismo egiziano avesse avuto tanti echi nelle successive riflessioni rosacrociane e massoniche; il contesto napolitano del secondo Cinquecento, con la sua colonia alessandrina, i suoi conventi domenicani custodi di testi alchemici non considerati eretici dal Concilio di Trento, i suoi speziali-alchimisti come l’Imperato, i suoi filosofi come Bruno e Campanella, e soprattutto con il laboratorio operativo dell’Accademia dei Secreti, rappresenta il principale laboratorio di sintesi tra sapere sperimentale e Tradizione Iniziatica Egizia nell’Europa del Rinascimento 74 75 76.

L’Accademia dei Secreti del della Porta ove persistevano nel laboratori anche simboli Egizi, ha dunque rappresentato molto più che un semplice circolo di curiosi investigatori della Natura: essa fu il primo tentativo sistematico di organizzare in forma istituzionale quella ricerca delle proprietà nascoste del cosmo, secreti nel senso pieno e antico del termine, che la tradizione ermetica aveva sempre affidato alla trasmissione orale e al rapporto diretto tra maestro e discepolo; il rigore sperimentale che essa praticava, la sua apertura a discipline eterogenee come metallurgia, botanica medicamentosa, alchimia e spagiria paracelsiana, la sua vocazione di cenacolo elitario aperto soltanto a chi avesse dimostrato sul campo la propria eccellenza intellettuale, disegnano il profilo di un’istituzione che anticipò di generazioni le accademie scientifiche moderne, pur rimanendo radicata in una visione del mondo profondamente ermetica, in cui la Natura era un organismo animato percorso da forze invisibili che l’Uomo Sapiente poteva imparare a conoscere e a governare; la sua chiusura per decreto pontificio nel 1580 non interruppe quella tradizione, ma la costrinse soltanto a ripiegare verso forme di trasmissione iniziatica più segrete e riservate, che avrebbero poi alimentato la nascita del Rito Egizio Tradizionale nella Napoli dei Borbone, sicché ciò che lega la villa dell’Arenella al Palazzo di San Severo, l’Accademia dei Secreti alla Rosa d’Ordine Magno, il magister secretorum del Cinquecento ai Sovrani Gran Hyerophanti Generali del Rito Egizio Tradizionale, è un filo d’oro che non si è mai spezzato 77 78 79 80.

 

 

 

©Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli® – 2018. Agg.to del 01/04/2026 EV .

Note

  1. European Commission, The Academia Secretorum Naturae: magic, secrets and instruments of experimental science in the sixteenth-century Naples, progetto SECRETS, programma Horizon Europe, grant agreement numero 101148607, Università Ca’ Foscari Venezia, vedasi il LINK.
  2. Fausto Nicolini, voce «Giambattista Della Porta», in Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, vol. XXVII, 1931; R. Zaccaria e G. Romei, voce «Della Porta Giovambattista», in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, vol. XXXVII, 1989.
  3. Umberto Eco e Riccardo Fedriga (a cura di), “Storia della filosofia, vol. 2 – Dall’Umanesimo a Hegel”, Laterza Edizioni Scolastiche, Roma–Bari, 2014; Paola Zambelli, L’ambigua natura della magia: filosofi, streghe, riti nel Rinascimento, il Saggiatore, Milano, 1991.
  4. Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 – ISBN 9788894296419.
  5. Paolo Rossi, “La nascita della scienza moderna in Europa”, Bari, Laterza, 1997; Allen G. Debus, The Chemical Philosophy: Paracelsian Science and Medicine in the Sixteenth and Seventeenth Centuries, New York, Science History Publications, 1977.
  6. William Eamon e Françoise Paheau, “The Accademia Segreta of Girolamo Ruscelli: A Sixteenth-Century Italian Scientific Society”, in Isis. A Journal of the History of Science Society, vol. 75, n. 2, The University of Chicago Press, Chicago, giugno 1984, pp. 327–342.
  7. Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 – ISBN 9788894296419.
  8. Girolamo Ruscelli, “Secreti nuovi di maravigliosa virtù del signor Ieronimo Ruscelli”, i quali continovando a quelli di donno Alexio, cognome finto del detto Ruscelli, contengono cose di rara experienza, et di gran giovamento, Venezia, Heredi di Marchio Sessa, 1567, proemio “A’ lettori”, LINK.
  9. Giambattista della Porta, “Magiae naturalis sive de miraculis rerum naturalium libri IV”, Napoli, Ioannes Maria Scotto, 1558; Giambattista della Porta, Magiae naturalis libri XX, Francoforte, Andreas Wechelius, Claudius Marnius e Ioannes Aubrius, 1589; John Henry, “Giambattista della Porta”, in The Stanford Encyclopedia of Philosophy, edizione aggiornata, LINK.
  10. Paolo Rossi, “La nascita della scienza moderna in Europa”, Bari, Laterza, 1997; Allen G. Debus, The Chemical Philosophy: Paracelsian Science and Medicine in the Sixteenth and Seventeenth Centuries, New York, Science History Publications, 1977.
  11. William Eamon e Françoise Paheau, “The Accademia Segreta of Girolamo Ruscelli: A Sixteenth-Century Italian Scientific Society”, in Isis. A Journal of the History of Science Society, vol. 75, n. 2, The University of Chicago Press, Chicago, giugno 1984, pp. 327–342.
  12. Fausto Nicolini, voce «Giambattista Della Porta», in Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, vol. XXVII, 1931; R. Zaccaria e G. Romei, voce «Della Porta Giovambattista», in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, vol. XXXVII, 1989.
  13. Girolamo Ruscelli, “Secreti nuovi di maravigliosa virtù del signor Ieronimo Ruscelli”, i quali continovando a quelli di donno Alexio, cognome finto del detto Ruscelli, contengono cose di rara experienza, et di gran giovamento, Venezia, Heredi di Marchio Sessa, 1567, proemio “A’ lettori”, LINK.
  14. Giambattista della Porta, “Magiae naturalis sive de miraculis rerum naturalium libri IV”, Napoli, Ioannes Maria Scotto, 1558; Giambattista della Porta, Magiae naturalis libri XX, Francoforte, Andreas Wechelius, Claudius Marnius e Ioannes Aubrius, 1589; John Henry, “Giambattista della Porta”, in The Stanford Encyclopedia of Philosophy, edizione aggiornata, LINK.
  15. Fausto Nicolini, voce «Giambattista Della Porta», in Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, vol. XXVII, 1931; R. Zaccaria e G. Romei, voce «Della Porta Giovambattista», in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, vol. XXXVII, 1989.
  16. European Commission, The Academia Secretorum Naturae: magic, secrets and instruments of experimental science in the sixteenth-century Naples, progetto SECRETS, programma Horizon Europe, grant agreement numero 101148607, Università Ca’ Foscari Venezia, vedasi il LINK.
  17. Girolamo Ruscelli, “Secreti nuovi di maravigliosa virtù del signor Ieronimo Ruscelli”, i quali continovando a quelli di donno Alexio, cognome finto del detto Ruscelli, contengono cose di rara experienza, et di gran giovamento, Venezia, Heredi di Marchio Sessa, 1567, proemio “A’ lettori”, LINK.
  18. Ferrante Imperato, “Dell’Historia Naturale di Ferrante Imperato napolitano” Libri XXVIII, nella quale ordinatamente si tratta della diversa condition di miniere, e pietre, con alcune historie di piante et animali sin’hora non date in luce, Napoli, Stamperia a Porta Reale per Costantino Vitale, 1599; seconda edizione ampliata: Venezia, Presso Combi et la Noù, 1672.
  19. Gianpasquale Greco, “Il mistero delle grotte di Due Porte all’Arenella”, in L’Espresso Napoletano, Rogiosi Editore, Napoli, 2014.
  20. European Commission, The Academia Secretorum Naturae: magic, secrets and instruments of experimental science in the sixteenth-century Naples, progetto SECRETS, programma Horizon Europe, grant agreement numero 101148607, Università Ca’ Foscari Venezia, vedasi il LINK.
  21. Giambattista della Porta, “Magiae naturalis sive de miraculis rerum naturalium libri IV”, Napoli, Ioannes Maria Scotto, 1558; Giambattista della Porta, Magiae naturalis libri XX, Francoforte, Andreas Wechelius, Claudius Marnius e Ioannes Aubrius, 1589; John Henry, “Giambattista della Porta”, in The Stanford Encyclopedia of Philosophy, edizione aggiornata, LINK.
  22. Fumikazu Saito, “Knowing by Doing in the Sixteenth Century Natural Magic: Giambattista della Porta and the Wonders of Nature”, in Circumscribere. International Journal for the History of Science, volume 14, 2014, pagine 17–39.
  23. Giovan Battista Della Porta, “De furtivis literarum notis vulgo de ziferis libri IV”, Napoli, Ioan. Maria Scotus, 1563.
  24. Jean Bodin, De la démonomanie des sorciers, Paris, Jaques du Puys, 1580.
  25. European Commission, The Academia Secretorum Naturae: magic, secrets and instruments of experimental science in the sixteenth-century Naples, progetto SECRETS, programma Horizon Europe, grant agreement numero 101148607, Università Ca’ Foscari Venezia, vedasi il LINK.
  26. Girolamo Ruscelli, “Secreti nuovi di maravigliosa virtù del signor Ieronimo Ruscelli”, i quali continovando a quelli di donno Alexio, cognome finto del detto Ruscelli, contengono cose di rara experienza, et di gran giovamento, Venezia, Heredi di Marchio Sessa, 1567, proemio “A’ lettori”, LINK.
  27. Luigi Braco, “L’Accademia dei Segreti”, saggio digitale su iniziazioneantica.altervista.org; Karl-Heinz Schlote, “Chronologie der Naturwissenschaften: der Weg der Mathematik und der Naturwissenschaften von den Anfängen in das 21“. Jahrhundert, Verlag Harri Deutsch, Frankfurt am Main, 2002.
  28. Paolo Rossi, “La nascita della scienza moderna in Europa”, Bari, Laterza, 1997; Allen G. Debus, The Chemical Philosophy: Paracelsian Science and Medicine in the Sixteenth and Seventeenth Centuries, New York, Science History Publications, 1977.
  29. Donato Verardi, “Aristotelianism and Hermeticism in Renaissance Naples: Francesco Storella and the Secrets of Alchemy”, in Ambix. Journal of the Society for the History of Alchemy and Chemistry, volume 73, numero 1, 2026, pagine 3–24, LINK.
  30. Fumikazu Saito, “Knowing by Doing in the Sixteenth Century Natural Magic: Giambattista della Porta and the Wonders of Nature”, in Circumscribere. International Journal for the History of Science, volume 14, 2014, pagine 17–39.
  31. William Eamon e Françoise Paheau, “The Accademia Segreta of Girolamo Ruscelli: A Sixteenth-Century Italian Scientific Society”, in Isis. A Journal of the History of Science Society, vol. 75, n. 2, The University of Chicago Press, Chicago, giugno 1984, pp. 327–342.
  32. Donato Verardi, “Aristotelianism and Hermeticism in Renaissance Naples: Francesco Storella and the Secrets of Alchemy”, in Ambix. Journal of the Society for the History of Alchemy and Chemistry, volume 73, numero 1, 2026, pagine 3–24, LINK.
  33. Voce «Imperato Ferrante», in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, edizione online.
  34. Giovan Battista Della Porta, “De humana physiognomonia libri sex”, Vico Equense, Giuseppe Cacchio, 1586; edizione critica moderna a cura di Alfonso Paolella, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2011, 6 voll.
  35. Voce «Manso Giovanni Battista», in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, vol. 69, 2007.
  36. Giambattista Basile, “Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille”, Napoli, Ottavio Beltrano, 1634–1636, 5 tomi.
  37. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale”, Edizione Riservata, Gran Loggia Phoenix, Napoli, 2011 – ISBN 978-88-94296440-2.
  38. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale – Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli”, Edizione Riservata, Gran Loggia Phoenix, Napoli, 2016 – ISBN 978-88-94296448-8.
  39. A. Mercati, “Il sommario del processo di Giordano Bruno con appendice di documenti sull’eresia e l’Inquisizione a Modena nel secolo XVI”, Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano, 1942.
  40. Voce «Della Porta, Giambattista», in Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, 1931.
  41. Tommaso Campanella, “Del senso delle cose e della magia” libri quattro, Frankfurt, apud G. Tampachium, 1620.
  42. Giambattista della Porta, “Phytognomonica octo libris contenta”, Napoli, Horace Saluianus, 1588.
  43. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  44. Giambattista della Porta, “Magiae naturalis sive de miraculis rerum naturalium libri IV”, Napoli, Ioannes Maria Scotto, 1558; Giambattista della Porta, Magiae naturalis libri XX, Francoforte, Andreas Wechelius, Claudius Marnius e Ioannes Aubrius, 1589; John Henry, “Giambattista della Porta”, in The Stanford Encyclopedia of Philosophy, edizione aggiornata, LINK.
  45. Luigi Braco, “L’Accademia dei Segreti”, saggio digitale su iniziazioneantica.altervista.org; Karl-Heinz Schlote, Chronologie der Naturwissenschaften: der Weg der Mathematik und der Naturwissenschaften von den Anfängen in das 21. Jahrhundert, Verlag Harri Deutsch, Frankfurt am Main, 2002.
  46. Voce «Imperato Ferrante», in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, edizione online.
  47. Giovan Battista Della Porta, “De humana physiognomonia libri sex”, Vico Equense, Giuseppe Cacchio, 1586; edizione critica moderna a cura di Alfonso Paolella, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2011, 6 voll.
  48. Giovan Battista Della Porta, “De furtivis literarum notis vulgo de ziferis libri IV”, Napoli, Ioan. Maria Scotus, 1563.
  49. Giulio Cesare Capaccio, “Historiae Neapolitanae” libri duo, Napoli, Io. Iacobum Carlinum et Constantinum Vitalem, 1607.
  50. Girolamo Ruscelli, “Secreti nuovi di maravigliosa virtù del signor Ieronimo Ruscelli”, i quali continovando a quelli di donno Alexio, cognome finto del detto Ruscelli, contengono cose di rara experienza, et di gran giovamento, Venezia, Heredi di Marchio Sessa, 1567, proemio “A’ lettori”, LINK.
  51. Paolo Rossi, “La nascita della scienza moderna in Europa”, Bari, Laterza, 1997; Allen G. Debus, The Chemical Philosophy: Paracelsian Science and Medicine in the Sixteenth and Seventeenth Centuries, New York, Science History Publications, 1977.
  52. William Eamon, “Science and the Secrets of Nature. Books of Secrets in Medieval and Early Modern Culture”, Princeton University Press, Princeton (New Jersey), 1994; traduzione italiana: La scienza e i segreti della natura, ECIG, Genova, 1998.
  53. Luigi Braco, “L’Accademia dei Segreti”, saggio digitale su iniziazioneantica.altervista.org; Karl-Heinz Schlote, Chronologie der Naturwissenschaften: der Weg der Mathematik und der Naturwissenschaften von den Anfängen in das 21. Jahrhundert, Verlag Harri Deutsch, Frankfurt am Main, 2002.
  54. Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale”, cit. Fondo Napoli, Serie Spagiria, busta 47 della Porta : Ciò che la scienza moderna chiama alcaloidi tropanici erano definiti umori segreti, generati da certe piante occulte (come Atropa belladonna, Datura, Hyoscyamus, Mandragora), i quali operano nei più reconditi canali dello spirito animale, chiudendo le porte percorsa dall’umore “quod suam virtutem in spiritus animales exercet, eos movens atque ad operationem disponens” e movendo secreti, viscere e luce interiore. Nei penetrali della Spagiria essi son tenuti come principii assai potenti e perigliosi, che si vogliono condurre per via di distillazione, sublimazione e purificazioni lunghe, acciocché la loro natura venenosa si risolva in una sostanza più sottile, eterea e ordinata. Solo in dosi minutissime, e dentro un rito ben definito, il loro uso è consentito per la sua via, non già per dilettarsi di sogni o vapori, senza cadere nelle mani della materia ignara o della voluttà empia.
  55. M. Valente, “Della Porta e l’Inquisizione”, in Studi Storici, anno XXXVIII, Istituto Gramsci, Roma, 1997.
  56. G. Gabrieli, “Contributi alla storia dell’Accademia dei Lincei”, 2 voll., Accademia Nazionale dei Lincei, Roma, 1989.
  57. Fumikazu Saito, “Knowing by Doing in the Sixteenth Century Natural Magic: Giambattista della Porta and the Wonders of Nature”, in Circumscribere. International Journal for the History of Science, volume 14, 2014, pagine 17–39.
  58. G. Gabrieli, “Contributi alla storia dell’Accademia dei Lincei”, 2 voll., Accademia Nazionale dei Lincei, Roma, 1989.
  59. Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale”, cit. Fondo Napoli, Serie Spagiria, busta 47 della Porta : Ciò che la scienza moderna chiama alcaloidi tropanici erano definiti umori segreti, generati da certe piante occulte (come Atropa belladonna, Datura, Hyoscyamus, Mandragora), i quali operano nei più reconditi canali dello spirito animale, chiudendo le porte percorsa dall’umore “quod suam virtutem in spiritus animales exercet, eos movens atque ad operationem disponens” e movendo secreti, viscere e luce interiore. Nei penetrali della Spagiria essi son tenuti come principii assai potenti e perigliosi, che si vogliono condurre per via di distillazione, sublimazione e purificazioni lunghe, acciocché la loro natura venenosa si risolva in una sostanza più sottile, eterea e ordinata. Solo in dosi minutissime, e dentro un rito ben definito, il loro uso è consentito per la sua via, non già per dilettarsi di sogni o vapori, senza cadere nelle mani della materia ignara o della voluttà empia.
  60. Gianpasquale Greco, “Il mistero delle grotte di Due Porte all’Arenella”, in L’Espresso Napoletano, Rogiosi Editore, Napoli, 2014.
  61. Gianpasquale Greco, “Il mistero delle grotte di Due Porte all’Arenella”, in L’Espresso Napoletano, Rogiosi Editore, Napoli, 2014.
  62. William Eamon, “Science and the Secrets of Nature. Books of Secrets in Medieval and Early Modern Culture”, Princeton University Press, Princeton (New Jersey), 1994; traduzione italiana: La scienza e i segreti della natura, ECIG, Genova, 1998.
  63. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale”, Edizione Riservata, Gran Loggia Phoenix, Napoli, 2011 – ISBN 978-88-94296440-2.
  64. Paolo Galiano, “Raimondo de Sangro e i Riti Egiziani”, in Simmetria – Rivista di Studi Iniziatici, Fondazioni Lanzi – Simmetria Institute, Roma, 2009.
  65. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale – Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli”, Edizione Riservata, Gran Loggia Phoenix, Napoli, 2016 – ISBN 978-88-94296448-8.
  66. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  67. Frances Amelia Yates, “Giordano Bruno and the Hermetic Tradition”, Routledge and Kegan Paul, London, 1964; traduzione italiana: Giordano Bruno e la tradizione ermetica, Laterza, Roma–Bari, 1969.
  68. Giambattista Basile, “Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille”, Napoli, Ottavio Beltrano, 1634–1636, 5 tomi.
  69. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale”, Edizione Riservata, Gran Loggia Phoenix, Napoli, 2011 – ISBN 978-88-94296440-2.
  70. Umberto Eco e Riccardo Fedriga (a cura di), “Storia della filosofia, vol. 2 – Dall’Umanesimo a Hegel”, Laterza Edizioni Scolastiche, Roma–Bari, 2014; Paola Zambelli, L’ambigua natura della magia: filosofi, streghe, riti nel Rinascimento, il Saggiatore, Milano, 1991.
  71. Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 – ISBN 9788894296419.
  72. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale – Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli”, Edizione Riservata, Gran Loggia Phoenix, Napoli, 2016 – ISBN 978-88-94296448-8.
  73. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  74. Giambattista della Porta, “Phytognomonica octo libris contenta”, Napoli, Horace Saluianus, 1588.
  75. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale – Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli”, Edizione Riservata, Gran Loggia Phoenix, Napoli, 2016 – ISBN 978-88-94296448-8.
  76. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  77. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale”, Edizione Riservata, Gran Loggia Phoenix, Napoli, 2011 – ISBN 978-88-94296440-2.
  78. Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 – ISBN 9788894296419.
  79. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale – Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli”, Edizione Riservata, Gran Loggia Phoenix, Napoli, 2016 – ISBN 978-88-94296448-8.
  80. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
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