Ferrante SANSEVERINO

Rito Egizio Tradizionale

Ferrante Sanseverino – IV Principe di Salerno

Ferrante Sanseverino, IV principe di Salerno, conosciuto anche con lo pseudonimo di Ostinato, nacque a Napoli il 18 gennaio 1507 da Roberto, principe di Salerno e conte di Marsico, e da Marina d’Aragona; rimasto presto orfano di padre, crebbe attraverso la tutela familiare e, nell’ottobre del 1516, sposò Isabella Villamarino, figlia di Bernardo conte di Capaccio e grande ammiraglio del Regno, un’unione che lo collocò sin dall’adolescenza nel cuore più alto dell’aristocrazia vicereale napoletana 1.

Insediato al governo dei propri feudi nel 1522, visse tra Napoli e Salerno circondandosi di uomini di lettere e di pensiero, tra i quali le fonti ricordano Agostino Nifo e Pomponio Gaurico, e costruì presto un’immagine di signore colto, magnifico e politicamente ambizioso 2.

La sua carriera militare fu degna di un grande barone del Rinascimento: prese parte alla battaglia di Capo d’Orso, fu fatto prigioniero insieme con il marchese del Vasto e Ascanio Colonna, accompagnò Carlo V dopo l’incoronazione di Bologna, seguì l’imperatore nelle imprese di Tunisi e di Algeri, e in seguito ricoprì il comando della fanteria italiana in Lombardia, dove si distinse anche alla rotta di Ceresole 3.

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Sanseverino Principi di Salerno – Stemma di Famiglia

Ma il tratto più memorabile della sua figura fu l’intreccio tra potere feudale e politica culturale: il principe tenne a Napoli un palazzo che le fonti descrivono come sede di rappresentazioni teatrali regolari, promosse le prime commedie di impianto classico viste in città, accolse attori e testi provenienti da Siena, e fece del proprio ambiente una cerniera tra la corte napolitana e i più vivaci sodalizi letterari del Cinquecento 4.

In tale orizzonte Bernardo Tasso divenne suo segretario dal 1532 e ne condivise per oltre vent’anni le sorti; accanto a lui si muovevano Scipione Capece, Luigi Dentice, Antonio di Roggiero, Laura Terracina, Pietro Aretino, Sperone Speroni e Daniele Barbaro, tutti nomi che attestano quanto la corte sanseverinesca fosse un vero laboratorio di poesia, musica, filosofia e rappresentazione politica 5.

Ferrante fu inoltre legato alle accademie cinquecentesche: nelle liste dell’Accademia degli Intronati di Siena figura con il nome di “Ostinato”, e la sua appartenenza all’Accademia dei Sereni di Napoli è ricordata come parte di una strategia culturale che saldava teatro, diplomazia intellettuale e antagonismo verso il potere vicereale spagnolo 6. La stessa storiografia recente ha mostrato come, nella Napoli degli anni Quaranta e Cinquanta, il suo nome si plasmasse con quello dell’Accademia Segreta promossa sotto la sua protezione, dove si riunivano studiosi, spagiristi, speziali ed erboristi per vagliare “segreti” e prove della natura; in questo ambiente, che la critica collega alle prime forme di sapere ermetico e sperimentale e ai futuri sviluppi della tradizione chimico-medica napolitana, si scorge il punto di passaggio dal naturalismo umanistico alla sensibilità ermetica e spagirica 7 8 9.

Proprio Scipione Capece, che in età matura trovò protezione presso Ferrante a Salerno, rappresenta bene questo contesto di filosofia naturale e di discussione colta, mentre l’Accademia Pontaniana, che a Napoli aveva già radici antiche, conobbe nel suo tempo un declino che spinse molti intellettuali a cercare nuovi luoghi di protezione e di incontro presso la corte sanseverinesca 10.

Sul versante poetico, la figura del principe non fu soltanto quella del patrono: un sonetto inserito nella raccolta di Laura Terracina e un canto amebeo più tardo, attribuito da Benedetto Croce a Ferrante Sanseverino, mostrano come la sua immagine fosse già divenuta materia di celebrazione letteraria, fino a trasfigurare la lontananza dalla patria e dalla consorte in emblema di fedeltà politica e di malinconia amorosa 11.

La rottura con il governo spagnolo si consumò nel 1547, quando Ferrante si oppose con fermezza all’introduzione dell’Inquisizione “all’uso di Spagna” a Napoli; inviato come ambasciatore dei napoletani presso Carlo V, tornò in città accolto con grande onore, ma ciò accrebbe la gelosia del viceré Pedro de Toledo, fino alla definitiva sua caduta in disgrazia del 1552, alla successiva confisca dei feudi e all’esilio in Francia, dove morì nel novembre del 1568 12.

Nella memoria culturale del Mezzogiorno, Ferrante Sanseverino resta dunque figura bifronte: signore d’armi e di corte, principe dell’onore feudale e insieme artefice di una stagione in cui letteratura, teatro, musica, filosofia naturale e ricerca dei segreti dell’ermetismo e della natura si tennero strettamente avvinte, fino a farne uno dei maggiori interpreti della civiltà colta napoletana del Cinquecento 13.

La figura di questo nobile mecenate fu di grande ausilio per lo sviluppo delle scienze ermetiche in Napoli che si svilupparono sotto la sua munifica egida consentendo di accrescere quei saperi Sottili, che perverranno nel XVIII secolo a don Raimondo di Sangro Principe di San Severo il quale nel 1747, per custodire e trasmettere i “Secreti della Santa Scienza” creò un circolo interno di ermetisti la Rosa d’Ordine Magno dal quale prese vita il Rito Egizio Tradizionale 14 15 16 17 18.

 

 

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Note

  1. Luca Addante, “Sanseverino Ferrante”, in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Volume 90, Roma, 2017, consultabile online al LINK.
  2. Luca Addante, “Sanseverino Ferrante”, in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Volume 90, Roma, 2017, con particolare riferimento ai rapporti con Agostino Nifo e Pomponio Gaurico consultabile online al LINK.
  3. “Sanseverino, Ferrante, principe di Salerno”, in Enciclopedia Italiana, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, 1936, disponibile al LINK.
  4. Valentina Leone, “Tra Intronati e Sereni. Momenti e forme della politica culturale di Ferrante Sanseverino principe di Salerno nei sodalizi accademici cinquecenteschi”, in Letteratura e potere/poteri. Atti del XXIV Congresso dell’Associazione degli Italianisti (ADI), Roma, Adi editore, 2023, disponibile al LINK.
  5. Tasso Bernardo”, in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, 2019, consultabile al LINK; Valentina Leone, “Più de la propria amar la vita nostra. Ferrante Sanseverino principe di Salerno tra celebrazione poetica e ambizione politica”, in Poesia, storia, politica nel Rinascimento italiano, Pisa, Edizioni ETS, 2025.
  6. Valentina Leone, “Tra Intronati e Sereni. Momenti e forme della politica culturale di Ferrante Sanseverino principe di Salerno nei sodalizi accademici cinquecenteschi”, cit., con riferimento all’Accademia degli Intronati di Siena e all’Accademia dei Sereni di Napoli.
  7. Francesco Villani, “Esperienze, scenari terapeutici, suggestioni dal Nuovo Mondo in Ferrante Imperato aromatario di medicina (Napoli, sec. XVI)”, in Giuseppe Muto, Encarnación Sánchez García, Tommaso Tagliaferri, Paola Ventura (a cura di), Napoli, l’impero e la circolazione dei saperi. Il Cinquecento, Napoli, Federico II University Press (fedOA), 2026, pp. 57–98, con riferimento all’Accademia Segreta promossa da Ferrante Sanseverino e agli ambienti di speziali, erboristi e studiosi di “segreti”.
  8. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
  9. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  10. Cenni storici”, Accademia Pontaniana, Napoli, disponibile online al LINK; Istituto di Linguistica Computazionale “Antonio Zampolli” (CNR), scheda su Bernardino Telesio e contesto accademico meridionale, disponibile al LINK.
  11. Valentina Leone, “Più de la propria amar la vita nostra. Ferrante Sanseverino principe di Salerno tra celebrazione poetica e ambizione politica”, cit.; Benedetto Croce, “Canzoni musicali del principe di Salerno per la moglie”, in Aneddoti di varia letteratura, Bari, Laterza, 1919; estratto disponibile in Edizioni ETS al LINK.
  12. Sanseverino Ferrante, principe di Salerno”, in Enciclopedia Italiana, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, 1936; si veda anche: Ereticopedia, “Ferrante Sanseverino”, Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo, disponibile al LINK.
  13. Sintesi critica fondata sui contributi sopra citati, in particolare sugli studi di Valentina Leone e sulle voci del Dizionario Biografico degli Italiani relative alla rete culturale napoletana del XVI secolo.
  14. Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 – ISBN 9788894296419.
  15. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
  16. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  17. Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402.
  18. In Enciclopedia TRECCANI, Voce: Massoneria, Sub: Cenni Storici al 2° Capoverso  al LINK.
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