Unicum

“… una nuova chiave di lettura determinante

nella storia dell’Ermetismo Napolitano …”

 

La storia ci aiuta a comprendere meglio importanti aspetti del Nostro passato. Ha il fascino di essere duttile e plasmabile, poiché approfondimenti, ricerche e ritrovamenti ne possono modellare l’essenza.

Due lustri di studio nel cospicuo patrimonio Archivistico pervenutoci, di proprietà del Nostro Venerabile Rito, ci ha donato la possibilità, grazie a documenti originali, di poter ricomporre alcuni aspetti fondamentali della storia del Rito Egizio, ma anche della storia dell’Ermetismo Napolitano. Altre importanti fonti le abbiamo ricercate con un lungo ed approfondito studio esegetico in Vaticano, nel monumentale Archivio Segreto 1, nei manoscritti di Emanuele Palermo 2 custoditi a Napoli nella Biblioteca Nazionale ed altri importanti volumi presenti nell’Archivio di Stato di Napoli nel fondo del Ministero di Polizia, o sempre nella città partenopea presso “Archivio Storico per le Province Napoletane” ed a Roma all’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.

Molto impiego di risorse in un lungo lasso di tempo è occorso per interpretare testi prevalentemente manoscritti con grafie antiche e non sempre chiarissime, tanta dedizione ed amore verso la storia della propria secolare Istituzione, ci ha ridonato un quadro completo di tutte le successioni, i periodi e gli sviluppi, delineando biografie supportate da elementi che ad oggi in molti casi erano in prevalenza sconosciuti. Siamo riusciti anche a rinvenire ritratti e fotografie e così poter comporre una Galleria, con tutti i Gran Hyerophanti che in questi 270 anni ci hanno preceduto 3.

Sono emersi aspetti Rituali, Cerimoniali e Docetici, perfettamente custoditi nei “Quaderni” della Fratrìa, nei quali con dovizia sono appuntate attente note descrittive. Tutti questi elementi, hanno accresciuto il già significativo Corpus Ermeticum del Nostro Venerabile Rito, donandoci la possibilità di meglio ancora delineare i Rituali, che dalla metà del settecento ci trasmettiamo. Gli aspetti Rituali pervengono dal Barone de Tschudy, il quale li elaborò avvalendosi degli insegnamenti Ermetici e prevalentemente Alchemici del suo Maestro il Principe di San Severo. Esperienze ermetiche che nascevano dalle quotidiane operatività trasmutatorie, mediate in laboratorio “ai Fuochi” 4. Ancora oggi, il Rito Egizio Tradizionale custodisce e trasmette Gradi alchemico-operativi quale: il Cavaliere del Sole, il Supremo Comandante degli Astri ed il Cavaliere della Fenice, unitamente ad altri gruppi di Gradi quale il Cavaliere dell’Iris ed il Cavaliere dell’Occidente. Un ulteriore gruppo di Gradi racchiude: il Vero Massone Cavaliere dell’Iris, il Cavaliere degli Argonauti ed il Cavalier del Toson d’Oro. Oltre questi elementi presenti anche nel Catechismo Operativo, che hanno completato il già strutturato Corpus Rituale, sono state a noi tramandate numerose vicende storiche, che ci hanno fatto esattamente comprendere come si siano svolti alcuni accadimenti relativi anche al Governo del Rito in seno al Gran Consiglio del Sinedrio.

Ad oggi vi sono, prevalentemente in rete, ricostruzioni su determinati eventi, prive di qualunque documentazione storica, ed alcuni volumi pubblicati non citano le dovute fonti, pur tramandando episodi che appartengono anche a periodi molto più recenti.

Noi abbiamo voluto nell’assoluto rispetto di tutte le Tradizioni e di tutti i personaggi coinvolti, (spesso figure di altissimo lignaggio ed enorme spessore culturale) ridisegnare alcuni aspetti sui quali ancora non era stata fatta storicamente molta luce.

Lo facciamo con onestà intellettuale e nell’auspicio di aver saputo cogliere la vera natura degli eventi.

Siamo assolutamente pronti ad accogliere suggerimenti e pareri su aspetti che abbiamo potuto documentare, e non per questo si ha la presunzione di essere i depositari dell’unica verità.

Come in siffatto caso, nella storia basta che venga ritrovato un documento od un elemento inconfutabile, per dover rimettere in discussione quanto in precedenza sostenuto.

Dopo attente ricostruzioni documentali, presentiamo anche a quel novero di studiosi che tanto hanno dedicato a questa porzione di Storia di Napoli, il frutto di alcune recenti ricerche e ritrovamenti, che ci portano a ben delineare l’esatta discendenza ininterrotta del Rito Egizio Tradizionale dal Principe di San Severo, fino ai nostri giorni. Grazie ad un documento rinvenuto in Archivio, alla pagina 169 del Libro d’Oro del Gran Consiglio del Sinedrio, è emersa a comprova l’esatta successione dal Gran Hyerophante Don Giustiniano LebanoSairtis Hus dei Marchesi di Lustra Cilentano, il quale lasciò la Somma Ankh nelle sapienti mani del Duca Don Gaetano PetriccioneMorienus, figlio naturale di Re Ferdinando II di Borbone 5. Volle prediligerlo ad altri Sinedriti in virtù del suo Sangue Reale, dovendogli trasmettere una Tradizione Ermetica secolare, che non a caso è sin dall’antichità chiamata Arte Reale.

Rito EgizioTradizionale

Documento Napolitano – Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli® – Edizione Riservata, Napoli 1911 – Libro d’Oro del Gran Consiglio del Sinedrio pagina 169©

Nel Documento Napolitano, vi è l’enumero di tutti i Gran Sinedriti, elencando il Gran Hyerophante Generale ed a seguire il suo predecessore ed emerito (i quali recano come Insegne il Sole di Ra e l’Ankh), designando colui che gli succederà nel Governo del Venerabile Rito, contraddistinto con la Piramide, nella persona del Fratello Don Gaetano Petriccione│Morienus, allora trentacinquenne, ed il Fratello Carlo Fortunato Giocoli│Vergilus dei Principi di Jadera, che ne diverrà il suo Vicario 6, oltre ad altri insigni Fratelli membri del Gran Sinedrio.

Da questo documento storico databile con certezza 21 marzo 1892 7 si comprende l’organigramma del Governo del Rito e le geometrie che lo governeranno fino al 1910, anno in cui passò al di là del Velo il Gran Hyerophante Generale Don Giustiniano LebanoSairtis Hus, trasmettendo la Somma Ankh al suo successore designato Don Gaetano PetriccioneMorienus.

Questa decisione pare non fu condivisa, né colta con piacere dall’insigne Fratello Leone CaetaniN.R. Ottaviano 8, il quale avrebbe voluto succedere al Lebano.

Gli ultimi due lustri della Storia del Rito erano stati di fatto caratterizzati da vedute radicalmente differenti del Corpus Ermeticum, che emersero generando due differenti scuole di pensiero, che videro interpreti il Duca Petriccione da un lato ed il Principe Caetani dall’altro. Quella pura della Scala di Napoli, seguace della Via Tradizionale che sin dall’origine custodendo gli Arcana Arcanorum, si rifaceva alla Schola Alchemica Napoletana, fu retta da Don Gaetano Petriccione│Morienus. Egli con il gruppo maggioritario di Fratelli del Rito Egizio Tradizionale, seguiva gli insegnamenti dell’Ermetismo Solare, rappresentando la trasmissione della Santa Scienza, pervenuta dagli Alessandrini 9, attraverso insegnamenti Pitagorici 10 e Mitraici 11 che in Napoli si diffusero come gli Isei 12 in maniera stabile. Il tutto ampliato da tramandi cabalistici 13 ed ulteriori influssi di più culti pregni dei Misteri Antichi, sviluppatisi fecondi nella Città del Sole. Gli insegnamenti del Rito si prefiggevano la finalità di conseguire il Magistero Alchemico-Trasmutativo, portando come fine supremo l’Iniziato a divenire da Epopto ad Adepto.

Nell’altro filone, una diversa Via che fu definita Neo-Pagana retta dal Principe Leone CaetaniN.R. Ottaviano 14, che lo coinvolgerà in una personale rivisitazione “Romulea” del corpus dottrinario tradizionale del Rito.

Il tempo corroborava l’allontanamento progressivo delle due correnti, che nel corso degli anni delinearono due vere e proprie differenti scuole docetiche, che porteranno ad una inesorabile scissione alla morte del Maestro, il Sovrano Gran Hyerophante Giustiniano Lebano│Sairtis Hus, il quale al fine di donare continuità alla Via Egizia, aveva già da tempo designato alla sua successione Don Gaetano Petriccione, già Discepolo Diretto di Don Pasquale de ServisIzar, figlio naturale di Re Francesco I e quindi anch’egli un Borbone 15. Il Lebano (certo non per motivi politici, conoscendone i suoi orientamenti) comprese nel tempo e con l’età matura, che la Via Reale andava seguita e perpetrata all’interno della dinastia dei Borboni, con chi avesse Sangue Reale e meglio potesse custodire e trasmettere l’Ars Regia (così come si continuerà nel tempo a tramandare nel Rito Egizio Tradizionale). Petriccione | Morienus da Alchimista infatti sin dal principio del suo cammino scelse il suo Jeronimo, ispirandosi all’eremita e grande alchimista, Morienus 16 (seguendo il Solco paterno, suo Figlio e Discepolo Don Eduardo sceglierà con medesima affinità ermetica lo Jeronimo Geber 17). Era da tempo che le posizioni fra i due filoni di pensiero si allontanavano, poiché il Caetani continuava ad interessarsi sempre più alla via Neo Pagana seguendo anche altre influenze, avendo già nel 1891 aderito alla Società Teosofica italiana di Roma 18, dove approfondì l’amicizia con il Duca Pasquale Del Pezzo di Napoli.

In quel periodo il Caetani fu molto preso dalla vita politica della Capitale. Fu eletto Deputato per il quarto collegio di Roma, nella XXIII Legislatura del Regno d’Italia (24.03.1909 – 29.09.1913) 19 seguendo un indirizzo radicale e fortemente anticlericale. Nel 1911 si trovò a fianco del gruppo socialista nella opposizione all’impresa di Libia. Non rieletto nelle successive votazioni del 1913, era in procinto di tornare interamente ai suoi studi di insigne islamista, quando la grande guerra venne ad interromperne la sua operosità ed a modificare profondamente la sua vita. Quasi in risposta alla campagna nazionalistica che lo aveva tacciato di antipatriottismo agli occhi di più persone ed in più ambienti per l’episodio libico, egli si arruolò volontario nel 1915 e trascorse due anni al fronte in Cadore, come ufficiale nell’artiglieria da montagna 20. Fu proprio in questo periodo prima del conflitto bellico, che la sua posizione Neo Pagana emerse con vigore anche pubblicamente. Alcune cronache del tempo e racconti di ambienti esoterici romani, narrano che il Gruppo di Ekatlos 21 (anche se lo Jeronimo con il quale guiderà in qualità di Sommo Hierophante e Pontefice il suo nuovo Gruppo Chiamato Sinedrio Eterno Romuleo è Ekatlo-Ekatlon) 22, fu attivo nell’Urbe a partire dal 1913 ed a seguire, diffuse l’accadimento di un evento straordinario. Grazie alle visioni di una Sibilla attiva nel Gruppo (al secolo Cesarina Ribulsi) 23, viene rinvenuto a Roma, in un non ben definito sepolcro sulla via Appia 24, un antico scettro di epoca romana avvolto tra le bende, sulle quali sembra vi fossero le istruzioni per la celebrazione di un rito propiziatorio che, nelle notti successive, venne celebrato da un gruppo di esoteristi facenti parte del gruppo riunitosi intorno allo stesso Principe Caetani | Ekatlos, “affinché gli dèi concedessero la vittoria all’Italia nell’imminente conflitto mondiale”. Questi accadimenti e queste memorie furono riprese sulla storica rivista di scritti esoterici Krur ove nel 1929 fu pubblicato un articolo, a firma di “Ekatlos”, intitolato “La grande orma: la scena e le quinte”  25 dove l’autore renderà noti i movimenti e le azioni magico-teurgiche di vari personaggi che dal 1913 al 1923, operarono attraverso molteplici aspetti rituali 26. Queste attività sviluppatesi nel tempo anche con impegno politico e relazionale, porteranno il Gruppo di Ekatlos ad organizzare un incontro con Benito Mussolini avvenuto a Milano in Piazza San Sepolcro, il 23 marzo 1919. Mussolini, venne salutato con il titolo di “Console d’Italia” 27 dalla neopagana, mazziniana, socialista e proto-femminista Sorella Regina Terruzzi 28, membro attivo del sodalizio di Ekatlos, nell’ambito della fondazione dei fasci di combattimento. Nella stessa occasione la Terruzzi presentò a Benito Mussolini, Cesarina Ribulsi (la “sibilla” dello scettro) che dopo la Marcia su Roma, vestita con un completo rosso (colore augurale romano), donerà allo stesso Mussolini la ricostruzione di un fascio littorio, con ascia di bronzo proveniente si dice da una tomba etrusca e dodici verghe di betulla legate con strisce di cuoio rosso (secondo alcune prescrizioni rituali) 29, con lo scopo di influenzare e portare sulla via Neo Pagana. per vie magiche. il Partito Nazionale Fascista e poi, attraverso quest’ultimo, anche lo Stato al fine di ripristinare il culto pagano di Roma. A questo scopo, sempre a Mussolini, venne consegnata, secondo l’articolo apparso su Krur, una “formula rituale etrusca di purificazione”, come disse lo stesso Ekatlos: quella stessa portata dalla Chiave Pontificale: «Quod bono fastumque sit».

Tutta questa attività politica ed esoterica dimostra palesemente l’allontanamento del Principe Caetani e del suo nuovo Gruppo Neo Pagano, dal Solco del filone Ermetico-Trasmutatorio della Scala di Napoli da sempre contraddistinto da un proverbiale riserbo. L’elemento che conferma questo suo allontanamento non solo dottrinale ma anche materiale dal Rito Egizio Tradizionale e dalla Scala di Napoli è la sussistenza di questo documento originale 30, che infatti non è presente nei Nostri Archivi Storici del Rito.

Documento Originale del Sinedrio Eterno Romuleo tratto dal Volume di Riccardo Donato La Chiave della Sapienza Ermetica, Vol II – Rebis Viareggio 2014 – Allegato n°3 pag 308

Volendo porre attenzione ai contenuti appare chiaro che dalla primigenia dicitura Gran Consiglio del Sinedrio propria del Rito Egizio Tradizionale (ed ancora oggi in uso), si passa ad un Sinedrio Eterno Romuleo e che, dalla Dignità di Sovrano Gran Maestro Hyerophante, si passa alla dicitura Sommo Hierophante e Pontefice.

Questi cambiamenti, sono resi visibilmente più icastici, dal radicale mutamento dello Jeronimo Sinedriale 31 che non tocca solo il Principe Caetani che DA N.R. Ottaviano DIVIENE Ekatlo-Ekatlon, ma questo evidente cambiamento avviene con tutti gli altri Sinedriti che lo seguiranno in questo nuovo Consesso, come si può constatare confrontando questo documento del Sinedrio Eterno Romuleo con il nostro precedente materiale d’Archivio interno pubblicato in apice 32.

  1. Leone Caetani da N.R.Ottaviano diviene Ekatlo-Ekatlon
  2. Marc’Antonio Valeriano da S.V. Vir Gilius diviene Maronis
  3. Scipione Dé Notaris da Urdah-Uru diviene Bne-Ba-An
  4. Federico Dé Alteris da N.R. Giulio Pomponio Leto diviene A Ris Theos
  5. Marco Romano Pignatelli da Silvio Italico diviene Italo 33.

Questo attesta che il Principe Caetani abbia costituito, alla morte del Maestro Lebano, un nuovo Consesso di Matrice Romulea e questo si evince dalla mancanza nel suo elenco dei Fratelli che componevano il Vertice della precedente Piramide del Gran Consiglio del Sinedrio del Rito Egizio Tradizionale.

Scompaiono nomi cardine quali Don Gaetano Petriccione │ Morienus destinato alla successione per espresso volere del Lebano, Don Carlo Fortunato Giocoli │ Vergilus 34 che ne diverrà il suo Vicario 35. Mancano anche i Fratelli Antonio Guevara | B-Anur 36 M.·.C.·. e Ferrante Spinelli │ Ac-Onion  37 M.·.C.·. che unitamente al Lebano ed a Izar rappresentavano il vertice del Governo del Rito e numericamente la metà del Gran Consiglio del Sinedrio 38.

Unitamente alle fonti documentali, che ci sono pervenute ed abbiamo pubblicato, ci sono giunte numerose tracce su questi storici eventi che sancirono una profonda spaccatura, facendo sì che i cammini delle due scuole di pensiero, si dividessero distintamente. I motivi di questo progressivo allontanamento del Caetani dalla Scala di Napoli sono molteplici e tutti molto significativi. Ciò lascia comprendere il perché anche nei lustri a venire i due gruppi abbiano vissuto ed operato autonomamente.

Nel Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli® pertanto permane il tramando ininterrotto della Tradizione Napolitana della Scala di Napoli, in quanto Don Gaetano Petriccione│Morienus a sua volta passò la Somma Ankh al suo successore Don Antonio de SantisPhilaletes Jatricus, discendente di Re Carlo III di Borbone che a sua volta poi la trasmise, a Don Filippo CostaIshabel, suo discepolo, a seguire, a Don Eduardo Petriccione│Geber dei Duchi Giordano d’Oratino, figlio naturale di Don Gaetano Petriccione│Morienus, poi Don Vincenzo GiganteArpocrate, discepolo di Don Giustiniano Lebano│Sairtis Hus, in seguito a Don Luigi Ciardiello de Bourbon│L’Argonauta, anch’egli discendente di Re Ferdinando II di Borbone, successivamente a Don Luigi PetriccioneCaliel dei Duchi Giordano d’Oratino, figlio di Eduardo Petriccione│Geber in seguito a Don Peppino CostaSitael, figlio di Don Filippo Costa│Ishabel, il quale nel 2007 passò la Somma Ankh a Don Logos dei Principi di Jadera, suo discepolo diretto attualmente al Governo del Nostro Venerabile Rito, come già accaduto per i suoi avi.

Ma da quanto ci perviene in memorie di archivio e tramandi orali dai Nostri Maestri che ci hanno preceduto, l’origine del dissidio ebbe non solo una matrice Dottrinale. Don Leone Caetani uomo di grande carisma, che aveva una personalità molto decisa ed austera, forte anche dei suoi almi natali in seno ad un antichissimo Casato, che aveva dato insigni personaggi alla storia fra cui due Papi (Gelasio II [1118] Bonifacio VIII [1294]) e due Viceré di Sicilia (Corrado Caetani e Pietro Caetani) 39, non accettò di poter essere secondo ad alcuno.

La devozione per il suo Maestro Lebano 40 ed anche la significativa differenza di età fra i due, lo avevano tenuto nei ranghi gerarchici molto rigorosi quali quelli di una Fratrìa Ermetica soprattutto in quegli anni. La scomparsa del Maestro nel 1910 e la non designazione a succedergli, creò un insanabile dissidio che portò il Principe Caetani a crearsi una sua nuova filiazione Ermetica. Pur rifacendosi idealmente ad una discendenza Egizia, in verità il Caetani ne aveva reciso la continuità, allontanandosi de facto dalla Scala di Napoli, che proseguirà ininterrotta, nel Rito Egizio Tradizionale, la sua continuità trasmissiva fino ai nostri giorni. Un altro motivo piuttosto complesso sul quale molto ad oggi si è letto anche in rete, è il convulso rapporto che Don Leone Caetani ebbe con il suo discepolo Ciro Formisano conosciuto ai più come Kremm-Erz.

Tutti concordano sui rapporti umani e familiari che il giovanissimo Ciro Formisano ebbe sin dall’infanzia con il vecchio Don Pasquale De Servis | Izar il quale era affittuario di un appartamento della famiglia Formisano 41, e con Don Giustiniano Lebano │ Sairtis Hus unito da profonda ed antica amicizia fraterna con il De Servis. Certamente il piccolo Formisano respirò una certa “aria Ermetica”, frequentando questi Grandi Maestri sin dalla giovanissima età, ma è anche vero che non fu comunque ritenuto idoneo di poter far parte del Rito Egizio, notizia che oltre ad essere presente nei Nostri Archivi 42 è confermata anche da personaggi apicali, che hanno appartenuto, anche se idealmente, alla filiazione del Caetani e si sono ispirati con devozione ai suoi importanti insegnamenti 43.

Il Kremm-Erz in verità non appartenne mai al Rito Egizio Tradizionale ed infatti non ve ne è traccia negli elenchi 44, ma contrariamente ai suggerimenti dei Maestri (De Servis e Lebano) ebbe alla fine accesso nel nuovo gruppo costituito dal Caetani 45, con il quale però da subito entrò in un profondo conflitto. Il Principe Caetani, non tollerava il metodo eccessivamente divulgativo adottato dal Kremm-Erz, con il quale diffondeva gli insegnamenti segreti dell’Ordine 46 e manifestò pubblicamente la sua contrarietà con vigore 47.

Nel corso delle loro vite più volte cercarono reciprocamente invano di riavvicinarsi. Profonde divergenze di vedute e vecchie ruggini, portarono il Kremm-Erz, verso un suo specifico cammino ed alla creazione della sua Schola Philosophica Hermetica Classica Italica Fratellanza Terapeutica Magica di Miriam e di molteplici altre iniziative che in qualche maniera sicuramente risentirono di questo influsso egizio 48.

Va ricordato che il Caetani aderì nel 1919 al Martinismo di matrice Papussiana 49 entrando nella Loggia romana “Il Silentium” con l’avvocato Alessandro Sacchi │ Sinesio che ne fu il suo Fratello Presentatore, ove unitamente al Fratello Marco Egidio Allegri │ Flamelicus, partecipavano ai Lavori i Fratelli Prof. Adolfo Banti │ Alembroth di Ancona ed il Conte Ottavio Ulderico Zasio │Artephius di Venezia, da lui conosciuti quando prestava servizio militare. Questo fattore è la riprova, dell’allontanamento radicale del Principe Caetani dal Cenacolo del Rito Egizio Tradizionale e dei Regimi della Scala di Napoli, per continuare le sue attività esoteriche in Roma (la sua città natale, ove da sempre risiedeva e svolgeva in pianta stabile le sue attività sociali, accademiche e politiche oltre a quelle intense di natura esoteriche). La Loggia “Il Silentium” apparteneva al Supremo Consiglio Italiano Martinista, posto all’Obbedienza dell’Ordine Martinista di Francia. Ciò conferma con evidenza che il Caetani aveva interrotto i rapporti Ermetici con i suoi vecchi Fratelli del Rito Egizio Tradizionale, i quali ponevano sotto la loro egida le Logge figlie del Martinismo Napolitano sin dalla loro Fondazione e che daranno vita all’Ordine Martinista Napolitano, ancora oggi attivo ininterrottamente ed il cui attuale Gran Maestro è il Fratello Asaliah, Discepolo Diretto di Don Luigi Petriccione | Caliel dei Duchi Giordano d’Oratino 50.

Il rinvenimento del Documento Napolitano, riscrive una pagina importante della storia della Scala di Napoli, collocando al giusto posto le tessere musive di questo mosaico a lungo incompleto, che nel corso del tempo aveva lasciato spazio ad interpretazioni differenti e sovente difformi dalla realtà. Occorre anche ricordare per cronaca storica ed amore di verità, che la Catena iniziatica del Sinedrio Eterno Romuleo si spezzò nel 1926 51, lasciandone orfani i Fratelli, poiché il Caetani, leader unico ed indiscusso del Gruppo, fu costretto per le sue idee liberali e socialiste ad emigrare precipitosamente in Canada, oltre che per sue personali vicende familiari 52. Alcuni sanno, infatti, che il Principe Leone Caetani espatriò nel 1926 53, ma solo pochissimi ermetisti conoscono la vera storia “della cassa dei documenti” 54.

E’ vero sì che alla morte di Don Leone Caetani 55, avvenuta esattamente alle 04:45 del giorno di Natale del 1935, a seguire, furono spediti per mare dei documenti dell’Ordine al suo amico e Fratello Pasquale del Pezzo; ma è vero altresì come pochi sappiamo, che giunse solo un collare, alcuni documenti e delle candele rituali, ma non certo tutte le chiavi ermetiche come la signora Ofelia, che ne era la compagna, affermò a pochi eletti anni a seguire. Il resto della documentazione rimase nella loro casa posta fra le montagne dell’Okanagan nell’agro di Vernon 56. Prova ne è anche che l’Ordine Eterno Romuleo (che nel tempo alcuni hanno definito Antico Ordine Egizio, uno dei filoni cadetti della Scala di Napoli, privo di ogni operatività alchemica), interruppe i propri lavori alla partenza del Caetani nel 1926 il quale pose l’Ordine in sonno 57. Non pervennero mai in Italia tutti gli insegnamenti segreti del Gruppo di Ekatlo (anche se non erano certamente quelli Ermetici-Alchemici della Scala di Napoli relativi all’Apoteosis, ai più conosciuta come Osirificazione). Si spezzò così la Catena Iniziatica dei Saperi di quello che fu l’Ordine Neo Pagano che il Principe Caetani volle creare nel 1910, introducendo dottrine che in seguito svilupperà collaborando anche con importanti riviste esoteriche quali Krur 58 e prendendo attivamente parte alla vita dei circoli esoterici della Capitale, con il suo solito prestigio personale di fine ermetista, finché non cadde la scure delle leggi contro le società segrete, che lo costrinse al doloroso esilio.

Il Rito Egizio Tradizionale non interruppe mai i suoi Lavori Ermetici, da sempre molto riservati e Sottili, poiché svolti nei Laboratori e nelle Cantine senza clamori, tanto da riuscire a sopravvivere anche alla pressione liberticida delle leggi repressive, che il regime fascista adottò a partire dal 1925 59.

©Collezione Privata del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli®

Documento Napolitano – Neapolis MDCCCXCII

© Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli® – 2018.

 



Note

  1. Archivio Segreto Vaticano, Nunziatura di Napoli.
  2. Emanuele Palermo, Colpo d’occhio sulla condotta de’ patrioti durante la Repubblica Napoletana nell’anno 1799, e sopra quello di Ferdinando IV, tanto prima di essersi ritirato in Sicilia, durante il periodo di quella mal consegnata Repubblica, quanto dopo ricuperato il suo Regno. Napoli Biblioteca Nazionale – Manoscritti X. F-69.
  3. Il 10 dicembre del 1747 nell’avito Palazzo Napoletano dei di Sangro di Vico San Domenico Maggiore, il Principe di San Severo, Venerabile Maestro della Loggia “Perfetta Unione”, diede vita al Cerchio Interno della Rosa d’Ordine Magno, che diverrà il Primo Nucleo del Rito Egizio Tradizionale.
  4. Riferito espressamente al Lavoro Alchemico effettuato dal Principe di San Severo e dal suo Discepolo Barone de Tschudy in Laboratorio.
  5. Ferdinando II delle Due Sicilie – fonte Wikipedia (consultato in data 11-05-2018)
  6. Principi Giocoli di Jadera – fonte Wikipedia
  7. Da una verifica effettuata negli Archivi Storici, il documento Napolitano è riferito ad una Convocazione Straordinaria tenutasi di lunedì in occasione dell’Equinozio di Primavera presso la Grande Piramide allo Zenith di Napoli, giorno nel quale cadeva il punto dell’Ariete indicato nel testo Sinedriale come punto gamma (γ).
  8. Lo Jeronimo N.R. (che sta per Nobile Romano) Ottaviano, fu scelto dal Principe Caetani poiché egli sosteneva di essere la Re-Incarnazione di Ottaviano Cesare Augusto.
  9. N. Malaise, Les conditions de penetration e de diffusion des cultes egiptiennes en Italie, EPRO n.22, Leida 1972.
  10. Renato Palmieri, La Chiave Astronomica della Fondazione di Neapolis – Dal Corriere Partenopeo Anno XII-N.3-31 marzo 1990.
  11. Il grande libro dei misteri di Napoli e della Campania risolti e irrisolti”, Newton Compton Editori, Roma, 2006.
  12. AA.VV. “Alla ricerca di Iside” – Analisi, studi e restauri dell’Iseo Pompeiano nel Museo di Napoli, Roma 1992.
  13. Moshe Idel- Kabbalah in Italy, 1280-1510: A Survey Published by: Yale University Press-Copyright Date: 2011 Pages: 288.
  14. Caetani | Ottaviano firmò con questo pseudonimo alcuni articoli di carattere pagano apparsi sulla rivista kremmerziana Commentarium; nell’ultimo articolo da lui scritto, dal titolo Gnosticismo e Iniziazione, dichiarò apertamente di essere pagano. Non sono che pagano e ammiratore del paganesimo e divido il mondo in volgo e sapienti; i sapienti di questo poco [che sanno] se ne servono per difendersi dal volgo, che i miei antenati simboleggiavano nel cane e lo pingevano alla catena sul vestibolo della domus familiae con la nota scritta: Cave canem; cane perché latra, addenta e lacera.
  15. Francesco I delle Due Sicilie – fonte Wikipedia (consultato in data 11-05-2018)
  16. Morienus Romanus, “Morieni Romani Eremitae Hierosolymitani”, autore del Testamento, il primo testo d’alchimia tradotto dall’arabo nel XII secolo. Esso compare in numerosi manoscritti ed è stato più volte stampato a partire dal XVI secolo sino alla monumentale opera di Jean Jacques Manget, la Bibliotheca chemica curiosa, pubblicata a Ginevra nel 1702. Lee Stavenhagen ne ha curato l’edizione critica nel 1974, omettendo il doppio prologo di Roberto di Chester, che nel 1144 appunto tradusse dall’arabo il Testamento. Di tale edizione si è avvalsa Michela Pereira per offrire la traduzione italiana di questa preziosa testimonianza della letteratura alchimistica medievale, corredandola di una puntuale introduzione. Il Testamento raccoglie le rivelazioni di Morieno, eremita di Gerusalemme e discepolo di Adfar d’Alessandria, a Khalid ibn Yazid ibn Mu‘awiyya, re degli arabi, «dei segreti divini del magistero e del compimento dell’arte alchemica». «Nell’alchimia – ricorda la Pereira – il sapere nasce dal fare, e non si dà una conoscenza puramente teoretica, né una subordinazione (‘applicazione’) della pratica». Nei procedimenti alchemici l’artefice è consustanziale alla pietra, giacché essa, come insegna Morieno a Khalid,”si estrae da te, tu sei la sua miniera, la si può trovare presso di te e trarla da te, e dopo che ne avrai fatto esperienza”. A cura di Michela Pereira, Morieno Romano, Testamento Alchemico – Roma 1996, Atanòr.
  17. Ispirandosi al Maestro Abū Mūsā Jābir ibn Ḥayyān al-Azdī, latinizzato in Geber (persiano: جابر بن حيان‎‎; Ṭūs, 721 circa – Baghdad, 765 o 822), è conosciuto come il più grande alchimista musulmano. Nato in Persia, è stato anche un filosofo, geografo e farmacista.
  18. L’eredità di Don Leone Caetani  (consultato il 15-05-2018).
  19. Leone Caetani – fonte Camera dei Deputati.
  20. Leone Caetani – fonte Enciclopedia Treccani.
  21. Secondo gli studi condotti da Marco Baistrocchi infatti il nome originale dell’autore era Ekatlo, al quale poi Evola avrebbe aggiunto una “s” finale nella pubblicazione intitolata “La grande orma: la scena e le quinte”. Krur, n.12, 1929, pp. 353-354.
  22. Riccardo Donato, La Chiave della Sapienza Ermetica – Rebis Viareggio 2014 – Allegato n°3 pag 308.
  23. Ossia: donna che svolge funzioni di medium tra gli uomini ed altri piani. Cesarina Ribulsi (Torino, 9 marzo 1892 – Viterbo, 1963).
  24. Secondo Del Ponte il ritrovamento sarebbe avvenuto nella notte del Solstizio d’Inverno ed il sepolcro si sarebbe trovato sulla via Appia Antica. Renato Del Ponte, Evola e il magico Gruppo di Ur – Scandiano, SeaR, 1994.
  25. Un articolo pubblicato nel dicembre 1929 sull’ultimo numero della rivista Krur diretta da Julius Evola. In questo articolo, intitolato “La grande orma: la scena e le quinte”, si rendono noti gli atti di un gruppo di persone che intendevano riattivare un collegamento con la religione romana. Krur, n.12, 1929, pp. 353-354.
  26. Nel medesimo articolo citato di Krur, Ekatlos narra che: “Dopo una visione dei Dioscuri e di un’aquila sul Campidoglio all’alba di un giorno di poco seguente la battaglia di Caporetto (24 ottobre – 19 novembre 1917)”. Tale visione fu interpretata dal gruppo di Ekatlos, come un segno di buon auspicio e, più nello specifico, preannunciante la vittoria finale italiana nella guerra (nonostante si fosse appena verificato il disastro di Caporetto). Ed anche la celebrazione, nelle notti dei mesi successivi, di un rito eseguito secondo le indicazioni scritte nelle bende che avvolgevano lo scettro stesso e avente lo scopo di propiziare la vittoria italiana nell’imminente conflitto mondiale. Secondo la testimonianza di Ekatlos, durante questi riti il gruppo avrebbe assistito a diverse visioni, tra le quali quelle di antichi eroi romani, che avrebbero preannunciato l’entrata in guerra dell’Italia e la sua vittoria finale. Ed anche la realizzazione dell’immagine di una fenice coronata, con intorno l’iscrizione R.R.R.I.A.T.C.P., e la sua collocazione in un piccolo edificio della vecchia Roma. Tale immagine avrebbe avuto lo scopo di evocare la risorgenza della romanità pagana e la ricostituzione dell’impero.
  27. Il fatto sarebbe avvenuto a Milano, in Piazza San Sepolcro il 23 marzo 1919, il giorno e il luogo stesso della fondazione dei fasci di combattimento, ma anche giorno della festività del Tubilustrium secondo l’antico calendario romano.
  28. Sia la Ribulsi che la Terruzzi facevano parte delle persone convenute a Roma per il Congresso Femminile Internazionale, le cui partecipanti furono ricevute da Mussolini proprio in quell’occasione.
  29. La consegna, sempre a Mussolini, del fascio littorio ricostruito, avvenne al Palazzo del Viminale il 19 maggio 1923 da parte della professoressa Cesarina Ribulsi, vestita di rosso (colore augurale nell’antica Roma) e presentata a Mussolini da Regina Terruzzi.
  30. Riccardo Donato, La Chiave della Sapienza Ermetica Vol II – Rebis Viareggio 2014 – Allegato n°3 pag 308.
  31. Aspetto della cui valenza un ermetista vero, sa coglierne la motivazione.
  32. Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli – Edizione Riservata Napoli 1911, Libro d’Oro del Gran Consiglio del Sinedrio, pagina 169.
  33. Si può notare anche l’ingresso di nuovi altri Fratelli non presenti nei precedenti Elenchi del Gran Consiglio del Sinedrio: Carlo Brancaccio | Bne J Sum Di Ur.
  34. Discendente del Principe di Jadera il Vescovo di San Severo, Mons. Carlo Francesco Giocoli il quale legato da profondi legami familiari battezzò nel Castello di Torremaggiore il 2 febbraio del 1710 Don Raimondo Di Sangro futuro Principe di San Severo – Ciro Panzone, L’Eredità del Castello Ducale di Torremaggiore. Foggia, Leone editrice, 1993, pag. 238.
  35. Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli – Edizione Originale Riservata Napoli 1911 – Ristampa 2017, ISBN 9788894296419.
  36. Dei Duchi di Bovino Discepolo diretto di Don Pasquale De Servis | Izar e discendente di Giovanni Maria Guevara 7° Duca di Bovino, membro della Rosa d’Ordine Magno e fra i fondatori del Rito Egizio Tradizionale – Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli – Edizione Originale Riservata, Napoli 1911.
  37. Patrizio Napoletano dei Principi di Tortorell godette di nobiltà nel Seggio del Nido e fu Discepolo diretto di Don Giustiniano Lebano│Sairtis Hus – Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli – Edizione Originale Riservata, Napoli 1911.
  38. Tutti membri appartenenti ad Antiche Famiglie Nobiliari che avevano sin dalla sua Fondazione operato nel Rito Egizio Tradizionale come attestato negli Archivi Storici del Rito – A Cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos, “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti”- Napoli 7 Luglio 2017 – Ed. Riservata, ISBN 9788894296433.
  39. Fondazione Caetani.
  40. Si evince da una sua sentita e devota lettera al Maestro Giustiniano Lebano del 1906 – Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli – Edizione Riservata.
  41. Viveva nello stesso stabile in via della Parrocchia a Portici in una casetta addossata alla Chiesa parrocchiale del paese. CENSUR – Centro Studi Nuove Religioni.
  42. Vi sono a riguardo memorie di Don Vincenzo GiganteArpocrate negli Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli – Edizione Riservata.
  43. Vi sono gruppi di seri esoteristi che, ad oggi rifacendosi all’Opera del Maestro Don Leone Caetani, portano viva la sua fiaccola ed i suoi importanti e profondi insegnamenti di quello che fu un personaggio fondamentale dell’Ermetismo italiano.
  44. Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli – Edizione Originale Riservata, Napoli 1911.
  45. Aspetto acclarato della biografia del Kremmerz, che è riscontrabile in molte monografie a lui dedicate ed in maniera inconfutabile verificabile con il documento pubblicato in questo tracciato (al n°6) tratto da: Riccardo Donato, La Chiave della Sapienza Ermetica – Rebis Viareggio 2014 – Allegato n°3 pag 308.
  46. N.R. Ottaviano nella rivista kremmerziana “Commentarium” : “…questa sapienza di cui mi interesso io è il patrimonio di pochi per il governo degli inferiori, perciò il mago re e non il mago che diventa il servitore gratuito degli oziosi e dei curiosi. Su tale argomento sono perfettamente in disaccordo con il dott. Kremmerz al quale mi uniscono affetto e comunità di studi, …tutti vogliono sapere senza rischiar niente, ne la pelle, ne il benessere sociale, cotal cosa è fuor delle regole della natura … dunque esiste un diritto di non dare e in materia parteggio per l’assolutismo più completo e per questo mi asterrò più oltre di scrivere in questa rivista…” – Nardini Editore 1982, vol I pag 209.
  47. E’ per questo motivo che nel 1910 “Ottaviano” (Leone Caetani) prende congedo dalla rivista “Commentarium” imputando al Kremmerz di avere incautamente divulgato segreti magici sia pure per ragioni “umanitarie”. Articolo a firma del Caetani apparso sul Giornale kremmerziano per le Accademie Ermetiche (S.P.H.C.I.) Il Commentarium di Bari del 1910 .
  48. Il Kremmerz continuando le sue ricerche e la sua opera creò il suo “Grande Ordine Egiziano”.
  49. Il Martinismo di matrice Papussiana detto Martinismo moderno, fece il suo ingresso in Italia nel 1910 quando Gérard Encausse (La Coruña, 13 luglio 1865 – Parigi, 26 aprile 1916) – un esoterista e medico francese, noto con lo pseudonimo Papus – autorizzò, con Lettera-Patente, il Fratello Dunstano Cancellieri ad installare a Roma la prima Loggia Martinista in italia, dando così vita all’Ordine Martinista per l’Italia, che si perfezionò con l’esatta dicitura, Supremo Consiglio Italiano Martinista, posto all’Obbedienza dell’Ordine Martinista di Francia.
  50. Va ricordato il dato fondamentale che tutti i Membri del Gran Consiglio del Sinedrio che hanno ricoperto la Dignità di Sovrano Gran Maestro Hyerophante, hanno appartenuto contemporaneamente all’Ordine Martinista Napolitano, ricoprendone sempre ruoli assolutamente apicali.
  51. Apis Eleazar, Riti Egizi, Volume 1 – Editore Mimesis, Milano Udine 2014, pag. 22, ISBN: 9788857524788.
  52. Lettera di Leone Caetani a Giorgio Levi Della Vida, 25 marzo 1934. Presso l’archivio di famiglia Levi Della Vida – Comitato Nazionale per il IV Centenario della Fondazione dell’Accademia dei Lincei 1603-2003.
  53. Fonte Enciclopedia Treccani.
  54. E’ un episodio che si tramanda nel ristretto Circolo Ermetico Napolitano, pervenuto sino ai nostri giorni, con dovizia di riferimenti, particolari e conferme.
  55. Causata da un male incurabile alla gola.
  56. Un distretto regionale della Columbia Britannica, in Canada.
  57. Apis Eleazar, Riti egizi, Volume 2. Editore Mimesis, Milano Udine 2016, pag. 129, ISBN: 9788857536118.
  58. Il nome della rivista KRUR era tratto dal lingua sumera ”k-r, k-u-r” ossia residenza, casa, montagna e forza, e i suoi contenuti includevano anche una componente nazionalistica – Hugh B. Urban, Magia Sexualis: Sex, Magic, and Liberation in Modern Western Esotericism – University of California Press, 2006. p. 154 H.B. Urban (2006).
  59. Nel 1940, in pieno regime fascista, avvenne il passaggio della Somma Ankh da parte di Don Eduardo Petriccione │ Geber dei Duchi Giordano d’Oratino, figlio naturale di Don Gaetano Petriccione │ Morienus, al discepolo di Don Giustiniano Lebano │ Sairtis Hus, Don Vincenzo Gigante│Arpocrate, il quale consacrò alla Via, la sua lunga vita, supportato nella conduzione del Grande Magistero da Don Ludovico Maffei | Generator, discepolo diretto di Geber. Documento dattiloscritto recante gli Emblemi, a firma del Sovrano Gran Hyerophante e Gran Maestro Caliel, datato Napoli 3 Marzo, 1991 – Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli®.