Ferrante IMPERATO
Ferrante Imperato nacque verosimilmente a Napoli intorno al 1525 e si affermò quale speziale, naturalista e insigne collezionista in uno dei secoli più fecondi della cultura partenopea, quando la città si offriva come crogiuolo di osservazione della natura, di pratica farmaceutica e di meditazione sulle virtù segrete della materia; la sua figura, così come restituita dalle fonti, va collocata con prudenza nel contesto della filosofia naturale rinascimentale, poiché non lo si può definire alchimista in senso stretto, ma certamente uomo partecipe di quell’orizzonte ermetico-naturalistico nel quale spezieria, distillazione, medicina chimica e ricerca dei secreti si toccavano e spesso si confondevano 1 2.
Stabilito a Napoli, presso piazza Santa Chiara, Imperato esercitò la spezieria con perizia tale da esser scelto nel Consiglio degli Otto prima del 1572, organo deputato alla vigilanza dell’arte degli speziali, segno evidente di un’autorevolezza professionale riconosciuta anche sul piano civico; la sua attività non si limitava alla preparazione dei medicamenti, ma implicava una conoscenza viva della materia, delle sue trasformazioni e delle sue proprietà nascoste, in un tempo in cui la preparazione dei farmaci era anche esercizio di laboratorio e di esperienza diretta 3.
Tra gli episodi più significativi della sua carriera vi fu la partecipazione alla controversia sulla teriaca e sul mitridato, medicamenti compositi di antichissima tradizione, dei quali Imperato preparava la teriaca già nel 1557; nel 1577 egli intervenne nella disputa attraverso una lettera inserita nel trattato di Nicola Antonio Stigliola, difendendo con vigore la dignità dello speziale e il valore dell’esperienza praticata sulle cose rispetto alla sola autorità del libro, atteggiamento che ben si accorda con la sensibilità ermetica, perché pone la verità della natura nell’operazione, nella prova, nella separazione e nella trasformazione della materia 4 5.
A rendere ancor più notevole la sua figura fu la creazione di un celebre museo naturalistico allestito nella sua abitazione, ove raccolse esemplari dei tre regni della natura, oggetti artificiali, strumenti e libri, formando non un semplice deposito di curiosità, ma un autentico teatro della natura e insieme un laboratorio del sapere, nel quale l’ordine delle cose visibili si disponeva a significare un ordine più profondo; la collezione, avviata probabilmente tra il 1566 e il 1567 e poi accresciuta, ebbe vasta fama e divenne un riferimento nella storia europea delle raccolte scientifiche 6.
La sua opera capitale, Dell’historia naturale di Ferrante Imperato napolitano – libri XXVIII, stampata a Napoli nel 1599, costituisce la più compiuta sintesi del suo pensiero e delle sue osservazioni; articolata secondo una visione enciclopedica di ascendenza pliniana, essa si distingue per l’attenzione ai processi della natura e alle arti che li imitano e li svelano, e acquista particolare rilievo per il fatto che nove dei ventotto libri sono dedicati all’alchimia, dato che non basta a farne un adepto dell’arte trasmutatoria in senso settario, ma che rivela con evidenza il suo interesse per le operazioni della materia, per la separazione dei principi e per le virtù occulte delle sostanze, ossia per quella spagiria che costituisce uno degli aspetti più caratteristici della tradizione ermetica 7.
Il contesto napolitano nel quale Imperato operò fu straordinariamente fecondo sotto questo profilo, e qui si impone la figura di Giovan Battista Della Porta, con il quale egli condivise l’interesse per i segreti della natura, per la distillazione e per le virtù nascoste delle sostanze; la storiografia ha mostrato come entrambi abbiano partecipato alla circolazione di idee affini al paracelsismo, contribuendo a formare una cultura nella quale l’esperienza, la sperimentazione e la speculazione si intrecciano in modo singolare 8 9 10.
Nello stesso ambiente si collocano anche Fabio Colonna, che frequentò il suo museo-wunderkammer e trasse profitto dalle sue raccolte botaniche, e Nicola Antonio Stigliola, coinvolto nella polemica sulla teriaca; a tale cerchia appartiene pure Bartolomeo Maranta, autorevole precedente nel medesimo dibattito, mentre sullo sfondo si disegna l’intero paesaggio intellettuale della Napoli vicereale, in cui botanica, farmacologia, alchimia e filosofia naturale si sovrappongono e si fecondano vicendevolmente 11 12.
Imperato ebbe inoltre una vita pubblica di rilievo, essendo stato capitano del Popolo dell’Ottina di Nido dal 1585, governatore della Gran Casa dell’Annunziata nel 1587 e protettore del Sacro Monte di Pietà nel 1597, incarichi che mostrano quanto la sua persona fosse stimata non solo come esperto della materia e custode di raccolte, ma anche come figura di equilibrio tra sapere tecnico, utilità sociale e dignità civile 13 14.
Ferrante Imperato resta pertanto una presenza eminente della cultura napolitana del secondo Cinquecento: non alchimista nel senso ristretto del termine, né autore di arcani, ma uomo profondamente immerso in quella scienza della materia nella quale la spezieria, la filosofia naturale e la ricerca ermetica si incontrano; nel suo museo, nella sua opera e nella sua pratica si riflette una visione secondo cui la natura non è mera apparenza, ma crogiuolo vivente di trasformazioni, teatro di forze invisibili e scuola di sapienza, ed egli occupa perciò un posto di rilievo nella tradizione napoletana che prepara e accompagna lo sviluppo dell’Ars Regia 15.
Imperato rappresenta uno degli esponenti che contribuirono a creare quel fecondo ambiente dove crebbe e si sviluppò la tradizione spagirica napolitana che nello scorrere del tempo giunse per via del suo Maestro Fulvio Gherli fino a don Raimondo di Sangro Principe di San Severo ed al suo Rito Egizio Tradizionale 16 17 18 19.
©Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli® – 2018. Aggiornamento 01/03/2026 E∴V∴
Note
- Cesare Preti, “Imperato, Ferrante”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 62, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2004.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- Cesare Preti, “Imperato, Ferrante”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 62, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2004.
- Nicola Antonio Stigliola, “Theriace et Mithridatia libellus”, Napoli, 1577.
- Cesare Preti, “Imperato, Ferrante”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 62, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2004.
- Cesare Preti, “Imperato, Ferrante”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 62, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2004.
- Ferrante Imperato, “Dell’historia naturale di Ferrante Imperato napolitano”, libri XXVIII, Napoli, Costantino Vitale, 1599.
- Raffaella Zaccaria, “Della Porta, Giovambattista”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 37, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1989.
- Lorenza Gianfrancesco, “Books, Gold, and Elixir: Alchemy and Religious Orders in Early Modern Naples”, in Ambix, vol. 65, n. 3, 2018, pp. 250–274.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- Augusto De Ferrari, “Colonna Fabio”, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana; voce “Fabio Colonna”, in Enciclopedia Treccani; Cesare Preti, “Imperato, Ferrante”, cit. .
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- Cesare Preti, “Imperato, Ferrante”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 62, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2004.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- Cesare Preti, “Imperato, Ferrante”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 62, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2004.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 – ISBN 9788894296419.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402.

