Accademia degli Investiganti

ACCADEMIA degli INVESTIGANTI

(Napoli – 1663)

Motto dell’Accademia degli Investiganti di Napoli fondato nel 1650 da Tommaso Cornelio e Leonardo di Capua: Vestigia Lustrat (frase lucreziana che significa “esamina le tracce” o “scruta le orme”). Lo Stemma oggi non reperibile ritraeva un Cane bracco, simbolo della ricerca instancabile delle tracce della verità.

Nel quadro del Seicento europeo, segnato dalla crisi dell’aristotelismo scolastico e dall’emergere di nuovi modi di intendere la conoscenza naturale, Napoli si presenta come uno dei luoghi più significativi della trasformazione intellettuale dell’età moderna.

In una città che aveva già conosciuto, nel secolo precedente, la lezione di Giambattista della Porta e l’eredità spirituale di Giordano Bruno, il rinnovamento filosofico visse una tensione profonda e continuativa del pensiero Italiano.

In tale orizzonte prese forma l’Accademia degli Investiganti, sodalizio che la tradizione storica colloca nella sua costituzione ufficiale tra il 1663 e il 1664, con un nucleo promotore composto da Tommaso Cornelio, Francesco d’Andrea e Leonardo di Capua, e con riunioni tenute nel palazzo di Andrea Concublet marchese di Arena 1 2 3 4 5 6 7.

Giannone ricorda che l’adunanza prese per impresa un cane bracco con il motto lucreziano Vestigia lustrat, mentre la sintesi di Treccani sottolinea il modello della Royal Society di Londra e dell’Accademia del Cimento, oltre alla presenza di Cornelio, Di Capua, Francesco d’Andrea, Luca Antonio Porzio, Juan Caramuel Lobkowitz, Sebastiano Bartoli, Carlo Buragna e altri protagonisti della nuova filosofia napolitana 8 9 10.

La denominazione stessa del sodalizio rivela con chiarezza il suo programma: investigare significa procedere per tracce, seguirne i segni del reale senza accontentarsi degli schemi ricevuti. Gli Investiganti si mossero dunque in direzione di una critica rigorosa della fisica aristotelica, a favore di un orientamento atomistico e meccanicista nutrito dalla rielaborazione gassendiana dell’epicureismo, dalla lezione galileiana sul moto e dalla moderna fisiologia di William Harvey.

RITO EGIZIO TRADIZIONALE

Giuseppe Valletta giureconsulto e letterato. Fra i Fondatori dell’Accademia degli Investiganti.

In questo contesto Tommaso Cornelio, figura centrale della cultura napolitana, diede alle stampe i Progymnasmata Physica nel 1663, offrendo una delle più alte testimonianze dell’assimilazione meridionale della nuova scienza; Leonardo di Capua, medico e filosofo, portò nel campo della medicina una vigorosa critica delle certezze galenico-aristoteliche; Francesco d’Andrea, giurista di altissimo profilo, introdusse nel sodalizio un metodo di indagine applicato anche alla riflessione politica e giuridica e il noto giureconsulto e letterato Giuseppe Valletta, conosciuto anche per la sua imponente biblioteca 11 12 13 14 15 16 a partire da quella conosciuta come “Fondo Valletta” custodito nella Biblioteca dei Girolamini di Napoli 17.

Accanto al nucleo fondatore, la tradizione accredita altri nomi che parteciparono alla vita dell’Accademia in fasi successive, e che vanno tuttavia considerati con esattezza cronologica. Niccolò Amenta, nato nel 1659, non può essere incluso tra i promotori iniziali, ma risulta certamente appartenente al movimento; analogamente Lucantonio Porzio, nato nel 1639, appartiene con maggiore verosimiglianza alla stagione della maturazione del sodalizio che non alla sua primissima costituzione. Carlo Buragna, nato nel 1634, si colloca anch’egli in questa sfera di adesioni successive e, come attestano le fonti, tornò a Napoli nel 1660 alla scuola di Tommaso Cornelio, dove il suo antiaristotelismo si consolidò ulteriormente. Quanto al patronato aristocratico, esso fu essenziale alla sopravvivenza e alla protezione dell’impresa, sotto la munifica egida del marchese di Arena 18 19 20 21.

La dimensione istituzionale dell’Accademia ebbe un ampio respiro, le relazioni di Cornelio e del suo ambiente con la circolazione europea delle idee furono reali, e l’episodio della visita ricevuta nell’estate del 1664 da Philip Skippon e John Ray conferma che gli Investiganti si trovavano inseriti in reti di scambio ben più ampie del solo orizzonte napolitano. La loro attività si svolse tuttavia entro un quadro di forte vigilanza dottrinale, poiché l’atomismo e il meccanicismo ponevano problemi alla teologia scolastica, soprattutto in rapporto alla dottrina eucaristica e al linguaggio aristotelico della sostanza e degli accidenti. Anche per questo gli Investiganti operarono spesso con cautela, ricorrendo a una scrittura densa ma sorvegliata, capace di sostenere la novità senza esporre inutilmente il proprio discorso 22 23 24 25 26 27 28.

RITO EGIZIO TRADIZIONALE

Fondo Valletta – Custodito nella Biblioteca dei Girolamini di Napoli

L’eredità dell’Accademia fu profonda. La cultura napolitana del tardo Seicento e del primo Settecento, fino a Vico e oltre, non può essere compresa senza tenere conto della frattura e insieme della continuità che gli Investiganti rappresentarono. Pietro Giannone, Giambattista Vico e Antonio Genovesi si mossero in un ambiente già predisposto alla critica del dogmatismo, alla valorizzazione dell’esperienza e alla lettura non conformistica delle fonti. Vico stesso nacque nel 1668, dunque in un contesto immediatamente successivo alla stagione più viva degli Investiganti, e il suo percorso intellettuale si formò in una Napoli nella quale la discussione sul metodo, sulla storia e sul fondamento della conoscenza era ormai entrata nel vivo 29 30 31.

Se il testo viene osservato anche nella prospettiva delle tradizioni iniziatiche, l’Accademia degli Investiganti appare come una figura del procedere per vestigia: una ricerca che non si soddisfa dell’apparenza, ma vuole risalire alla causa nascosta. In tal senso l’eco di Giambattista della Porta e la memoria della sua Magia naturalis rappresenta una fase di passaggio verso una scienza più rigorosa, nella quale il meraviglioso viene trasposto in legge e il simbolo in osservazione 32.

Il passaggio dalla magia naturale alla filosofia sperimentale non può essere considerato una semplice rottura, ma una trasmutazione intellettuale, e la trasmutazione, come insegna ogni disciplina sapienziale, non distrugge la sostanza, bensì la conduce a un diverso grado di manifestazione 33 34 35 36.

L’atomismo degli Investiganti si colloca inoltre dentro una lunga genealogia di pensiero che, da Epicuro e Lucrezio, attraversa il Rinascimento e approda alla scienza moderna. La riscoperta del De rerum natura da parte dell’umanesimo, il rilancio di Gassendi e la sua mediazione nel Seicento europeo costituiscono il presupposto di una visione del reale in cui il timore del dogma cede il passo all’indagine razionale. In questa linea, Cornelio e Di Capua non apparvero come semplici importatori di dottrine straniere, ma come interpreti originali di una tradizione che seppe assumere, in terra napoletana, una fisionomia autonoma e coerente 37 38 39 4041 42.

L’Accademia degli Investiganti, in definitiva, rappresenta uno degli episodi più alti della resistenza intellettuale napolitana al conformismo dottrinale. Il suo merito non consiste soltanto nell’aver accolto e diffuso la nuova filosofia naturale, ma nell’aver creato uno spazio in cui la ragione poté esercitarsi con libertà, rigore e responsabilità. È questo il tratto che ne conserva la rilevanza storica: la fedeltà alla verità ricercata, non imposta; l’indagine come forma di disciplina interiore; la cultura come servizio alla mente vigile e non come semplice ripetizione dell’eredità ricevuta 43 44 45 46 47 48 49.

Anche sa da ottiche meno dirette rispetto ad altre Accademie, che ebbero un taglio più ermetico, anche il contributo degli Investiganti, contribuì ad accrescere quel novero di saperi che finirono con il confluire nel XVIII secolo in Circoli Riservati come quello creato dal principe di San Severo, Don Raimondo di Sangro che nel suo Cenacolo Ermetico noto come la Rosa d’Ordine Magno, dal suo interno creò nel 1747 il Rito Egizio Tradizionale 50 51 52 53 54.

 

©Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli® – 2018. Agg.to del 01/04/2026 EV .

Note

  1. Accademia degli Investiganti: costituzione ufficiale tra il 1663 e il 1664; promotori Cornelio, D’Andrea e Di Capua; riunioni nel palazzo del marchese di Arena; vedasi LINK.
  2. Giambattista Della Porta, profilo biografico e ruolo nella cultura napoletana; al LINK.
  3. Giordano Bruno, profilo biografico e rilievo storico; al LINK.
  4. Tommaso Cornelio, profilo biografico; al LINK.
  5. Leonardo di Capua, profilo biografico.
  6. Francesco d’Andrea, profilo biografico.
  7. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
  8. Pietro Giannone, “Istoria civile del Regno di Napoli”, tomo IX, edizione digitale Project Gutenberg, consultabile al LINK.
  9. Antonio Clericuzio, «Le accademie scientifiche del Seicento», in “Il Contributo italiano alla storia del Pensiero: Scienze”, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 2013, al LINK.
  10. Giovanni Alfonso Borelli, voce biografica in “Il Contributo italiano alla storia del Pensiero: Scienze”, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 2013, al LINK.
  11. Pierre Gassendi, profilo filosofico e biografico al LINK.
  12. William Harvey, profilo biografico e rilievo scientifico al LINK.
  13. Tommaso Cornelio: contesto scientifico e biografico al LINK.
  14. Leonardo di Capua: alla voce di sintesi filosofica.
  15. Francesco d’Andrea: alla voce dell’Enciclopedia Italiana.
  16. Giordano Bruno, alla voce dell’Enciclopedia Italiana.
  17. Il famoso Fondo della Biblioteca privata di Giuseppe Valletta, fra i Fondatori dell’Accademia degli Investiganti giurista, erudito e bibliofilo napoletano: la sua ricca collezione, che comprendeva testi giuridici, filosofici, religiosi e letterari, arricchì notevolmente il patrimonio librario degli oratoriani di Napoli. Vedasi il LINK.
  18. Niccolò Amenta, profilo biografico.
  19. Lucantonio Porzio, profilo biografico.
  20. Carlo Buragna, profilo biografico.
  21. Carlo Buragna, consultare la voce di sintesi con riferimento alla scuola di Tommaso Cornelio.
  22. Accademia degli Investiganti: costituzione ufficiale tra il 1663 e il 1664; promotori Cornelio, D’Andrea e Di Capua; riunioni nel palazzo del marchese di Arena; vedasi LINK.
  23. William Harvey, profilo biografico e rilievo scientifico al LINK.
  24. Circostanze storiche e scientifiche dell’Accademia degli Investiganti, al LINK.
  25. Gassendi, alla voce di sintesi filosofica.
  26. Harvey, alla voce di sintesi medica.
  27. Gassendi, alla voce nell’Enciclopedia Italiana.
  28. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
  29. Giambattista Vico, profilo biografico.
  30. Giambattista Vico, alla voce del contributo filosofico.
  31. Pietro Giannone, riferimento al contesto napoletano post-investigante al LINK.
  32. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  33. Giambattista Della Porta, voce dell’Enciclopedia Italiana, vedasi LINK.
  34. Giambattista Della Porta, “lettura storico-filosofica del suo rapporto con la magia naturale”, al LINK.
  35. Giordano Bruno, voce di sintesi.
  36. Giordano Bruno, alla voce dell’Enciclopedia Italiana.
  37. Pierre Gassendi, profilo filosofico e biografico al LINK.
  38. Gassendi, alla voce di sintesi filosofica.
  39. Harvey, alla voce di sintesi medica.
  40. Gassendi, alla voce nell’Enciclopedia Italiana.
  41. Alison Brown, “The Return of Lucretius to Renaissance Florence”, al LINK.
  42. Richard H. Popkin, “The History of Scepticism from Erasmus to Spinoza”, al LINK.
  43. Accademia degli Investiganti: costituzione ufficiale tra il 1663 e il 1664; promotori Cornelio, D’Andrea e Di Capua; riunioni nel palazzo del marchese di Arena; vedasi LINK.
  44. William Harvey, profilo biografico e rilievo scientifico al LINK.
  45. Tommaso Cornelio: contesto scientifico e biografico al LINK.
  46. Leonardo di Capua: alla voce di sintesi filosofica.
  47. Francesco d’Andrea: alla voce dell’Enciclopedia Italiana.
  48. Giambattista Vico, profilo biografico.
  49. Giambattista Vico, alla voce del contributo filosofico.
  50. Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 – ISBN 9788894296419.
  51. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
  52. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  53. Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402.
  54. In Enciclopedia TRECCANI, Voce: Massoneria, Sub: Cenni Storici al 2° Capoverso  al LINK.
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