Giovanni Battista MANSO

Stampa tratta da "Vita di Torquato Tasso'' - Tipografia di Alvisopoli, Venezia 1825.

Ritratto del Marchese Giovanni Battista Manso

Giovanni Battista Manso, noto negli ambienti ermetici anche con lo pseudonimo Tardo, Marchese di Villa Lago, nato a Napoli nel 1569 e morto nella medesima città nel 1645, si colloca in quel tratto eminente della civiltà napolitana in cui la nobiltà illuminata, il mecenatismo, la pratica accademica e la riflessione letteraria concorsero a formare un ambiente di straordinaria densità intellettuale. La sua figura, tuttavia, richiede una lettura criticamente attenta: egli non fu, per quanto talora suggerito in interpretazioni posteriori, un alchimista in senso proprio, ma un gentiluomo di lettere immerso in un contesto nel quale la poesia, la filosofia morale, la storia naturale, la magia naturale e le pratiche proto-spagiriche convivevano entro un medesimo orizzonte culturale ed ermetico 1 2.

La data di nascita al 1569 è oggi stabilita su base documentaria, correggendo una tradizione più antica che la collocava al 1561.

Manso apparteneva a una famiglia che, pur non ascrivibile all’antica aristocrazia feudale, aveva acquisito rilievo nelle professioni giuridiche e nella vita civile napoletana. Il nonno Giovan Battista insegnò diritto allo Studio cittadino, mentre il padre Giulio, scomparso prematuramente, lasciò la famiglia in condizioni economiche non floride.

Tale situazione fu superata grazie al suo matrimonio con Costanza Belprato, celebrato tra il 1585 e il 1587, che consentì a Manso di consolidare la propria posizione sociale e di avviare quella funzione di patronato culturale che lo avrebbe reso figura centrale nella vita intellettuale del Regno 3 4.

Già negli anni giovanili egli prese parte alle attività accademiche cittadine, risultando membro dell’Accademia degli Svegliati nel 1586. Nel 1588 partecipò a un’azione militare contro i corsari ottomani sotto la guida di Carlo Loffredo, ricevendo nello stesso anno la nomina a capitano dal viceré il primo duca di Peñaranda de Duero don Juan de Zúñiga. Tali elementi, pur marginali rispetto alla sua futura attività, attestano l’inserimento di Manso nella rete politico-sociale del viceregno spagnolo 5 .

Il momento decisivo della sua biografia si compie con la fondazione, nel 1611, dell’Accademia degli Oziosi, istituita sotto la protezione del viceré il conte galiziano di Lemos don Pedro Fernández de Castro. Manso ne assunse il principato accademico con il nome di Tardo e con l’impresa di Saturno, simbolo di meditazione e lentezza operativa. L’Accademia riunì alcuni tra i più illustri ingegni del tempo: Giambattista della Porta, Giulio Cesare Capaccio, Giambattista Marino, Antonio Basso e numerosi altri 6.

Le riunioni, inizialmente tenute presso il chiostro di Santa Maria delle Grazie e successivamente nel monastero di San Domenico Maggiore, si svolgevano sotto un regime disciplinato, volto a conciliare libertà speculativa e controllo politico 7.

RITO EGIZIO TRADIZIONALE

STEMMA famiglia Manso

Il marchese Manso partecipò attivamente al dibattito letterario, contribuendo alla riflessione sulla poetica barocca e sulla funzione della metafora. La sua dimora divenne luogo di incontro stabile per letterati e studiosi, mentre la sua biblioteca fu concepita come strumento di trasmissione del sapere 8. Il suo testamento prevede esplicitamente la continuità delle attività accademiche e la fruizione pubblica dei libri, affidandone la custodia a istituzioni religiose e civili, segno di una consapevole progettualità culturale 9 10.

Il rapporto tra Manso e l’ambiente ermetico napoletano deve essere delineato con precisione metodologica. Non esiste alcuna prova documentaria che egli abbia praticato direttamente l’alchimia o la spagiria; tuttavia la sua attività si svolse in un contesto profondamente segnato dalla presenza di tali saperi. La Napoli tra XVI e XVII secolo costituiva infatti uno dei principali centri europei della cosiddetta “magia naturale”, disciplina che, nella tradizione di Giambattista della Porta, integrava osservazione empirica, sperimentazione e riflessione filosofica sulla natura 11 12.

In questo ambiente operarono figure come della Porta, Ferrante Imperato, Tommaso Campanella e altri studiosi impegnati nello studio dei segreti naturali, della distillazione e delle virtù Sottili dei corpi 13. Manso fu in relazione diretta con alcuni di essi, in particolare con della Porta, membro eminente dell’Accademia degli Oziosi. Il suo ruolo, pertanto di armonizzatore culturale e promotore di un contesto nel quale tali discipline potevano essere discusse e trasmesse 14 15.

Rito Egizio Tradizionale

“i paradossi” di Giovanbattista Manso

La sua produzione letteraria riflette questa posizione. Nelle opere dedicate all’amore e alla bellezza, come l’Erocallia, e nei dialoghi morali dei Paradossi, si coglie una tensione verso una concezione unitaria del sapere, nella quale l’indagine sulla natura e quella sull’animo umano appaiono reciprocamente implicate. Analogamente, il progetto dell’Enciclopedia, rimasto incompiuto, testimonia l’ambizione di ordinare l’intero sapere secondo una struttura sistematica, in consonanza con le grandi sintesi enciclopediche della prima età moderna 16.

Particolarmente significativo è il suo rapporto con Torquato Tasso, con il quale intrattenne un dialogo ideale sulla natura dell’amicizia e dell’ispirazione poetica. Attorno a Manso si raccolse inoltre una costellazione di figure quali Giambattista Marino, Giulio Cesare Capaccio, Francesco De Pietri, Giambattista Basile e Tommaso Campanella, che testimoniano la densità e la complessità del milieu culturale napolitano del tempo 17 18.

Negli ultimi decenni della sua vita, Manso consolidò una reputazione che travalicava i confini del Regno di Napoli. Egli favorì la circolazione delle nuove scoperte scientifiche, tra cui quelle di Galileo Galilei, contribuendo alla loro diffusione in ambiente napolitano. Nel 1621 fu insignito del titolo di marchese di Villa Lago da Filippo IV, e nel 1638 accolse a Napoli il poeta inglese John Milton, che gli dedicò il componimento latino Mansus, segno della risonanza europea della sua figura 19.

RITO EGIZIO TRADIZIONALE

Giovan Battista Manso Marchese di Villa Lago

La morte, avvenuta nel 1645, chiude l’esistenza di un uomo che svolse un ruolo essenziale nella configurazione di quel tessuto culturale entro il quale la tradizione ermetica napolitana poté esprimersi 20 21. La sua figura si impone dunque come nodo di connessione tra letteratura, filosofia naturale e istituzioni accademiche, rendendo possibile la trasmissione di un sapere che, pur non sempre formalizzato in trattati, operò in profondità nella storia intellettuale dell’Europa moderna 22. Certamente la sua opera Accademica contribuì a creare quell’humus di saperi stratificati nei secoli, che giungendo al principe di San Severo don Raimondo di Sangro per mezzo del suo Maestro Fulvio Gherli, gli consentirono di creare un Cenacolo Ermetico ristretto, conosciuto come la Rosa d’Ordine Magno, dal quale nel 1747 sempre a Napoli prese vita il Rito Egizio Tradizionale 23 24 25 26 27.

 

 

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Note

  1. Floriana Calitti, “MANSO Giovan Battista”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 69, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2007 al LINK.
  2. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  3. Floriana Calitti, “MANSO Giovan Battista”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 69, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2007 al LINK.
  4. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
  5. Floriana Calitti, “MANSO Giovan Battista”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 69, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2007 al LINK.
  6. Società civile e società letteraria nel primo seicento: “l’Accademia degli Oziosi”. Vitto Ivo Comparato Quaderni storici vol. 8, N. 23 (2), Intellettuali e centri di cultura (MAGGIO – AGOSTO 1973), pp. 359-388 (30 pagine) consultabili al LINK.
  7. Girolamo de Miranda, “Una quiete operosa. Forma e pratiche dell’Accademia napoletana degli Oziosi (1611–1645)”, Napoli, Fridericiana Editrice, 2000; Pietro Giulio Riga, “Giovan Battista Manso e la cultura letteraria a Napoli nel primo Seicento”, Bologna, I Libri di Emil, 2015.
  8. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  9. Floriana Calitti, “MANSO Giovan Battista”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 69, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2007 al LINK.
  10. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
  11. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
  12. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  13. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  14. Amalia Perfetti, “L’alchimia a Napoli tra Cinquecento e Seicento: Leonardo Fioravanti e Giovan Battista Della Porta”, in Monika Bosse, Andrea Stoll (a cura di), Napoli viceregno spagnolo. Una capitale della cultura alle origini dell’Europa moderna (sec. XVI-XVII), Napoli, Vivarium, 2001, pp. 311–328; Sergius Kodera, “Giambattista della Porta”, Stanford Encyclopedia of Philosophy, 2015 (rev. 2025) vedasi LINK.
  15. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  16. Giovan Battista Manso, “Erocallia overo dell’amore e della bellezza”, Venezia, Evangelista Deuchino, 1628; Giovan Battista Manso, “I paradossi o vero dell’amore”, Milano, 1608.
  17. Pietro Giulio Riga, “Giovan Battista Manso e la cultura letteraria a Napoli nel primo Seicento”, Bologna, I Libri di Emil, 2015.
  18. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  19. Floriana Calitti, “MANSO Giovan Battista”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 69, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2007 al LINK.
  20. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
  21. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  22. Floriana Calitti, “MANSO Giovan Battista”, cit.; John Milton, Poetical Works, Oxford, Oxford University Press, 1979.
  23. Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 – ISBN 9788894296419.
  24. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
  25. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  26. Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402.
  27. In Enciclopedia TRECCANI, Voce: Massoneria, Sub: Cenni Storici al 2° Capoverso  al LINK.
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