Giulio Cesare CAPACCIO

Giulio Cesare Capaccio nacque a Campagna d’Eboli (Salerno) negli ultimi mesi del 1552 e morì a Napoli nel 1634, configurandosi quale una delle più eminenti figure della cultura napolitana tra la fine del XVI e i primi decenni del XVII secolo, uomo di lettere, storico, giureconsulto e interprete di quella corrente simbolica ed ermetica che, nella Napoli vicereale, trovava terreno fertile di elaborazione dottrinale in continuità con la tradizione rinascimentale e tardo-umanistica 1 2 3.

Educato dapprima sotto la disciplina dei Domenicani e successivamente formato negli studi giuridici tra Napoli e Bologna, egli acquisì una solida cultura classica fondata sul latino, sul greco e sulle discipline giuridiche, inserendosi precocemente nei circoli intellettuali della Capitale del Regno, nei quali la riflessione filosofica si intrecciava con la filosofia naturale, la magia naturale e la simbologia ermetica 4 5 6. Rientrato stabilmente a Napoli intorno al 1575, si dedicò con fervore alla predicazione e alla produzione letteraria sacra, dando alle stampe le Prediche quadragesimali e la Selva de’ concetti scritturali, opere nelle quali già si manifesta una peculiare attitudine alla costruzione analogica del discorso, ove il concetto si trasfigura in immagine e l’immagine diviene veicolo di dottrina 7.

Tale disposizione trovò piena espressione nel trattato Delle imprese (1592), nel quale Capaccio si propone quale sistematizzatore di un sapere simbolico che attinge alla tradizione emblematica e alla scienza dei geroglifici, delineando un metodo di lettura del reale fondato sulla corrispondenza tra visibile e invisibile 8. In questa prospettiva, pur in assenza di prove dirette circa una sua operatività alchemica, egli deve essere annoverato tra gli interpreti della cultura ermetica napolitana, intesa maggiormente quale visione sapienziale del mondo e non meramente quale pratica ai fuochi nei laboratori 9 10.

La Napoli nella quale Capaccio operò si presentava come uno dei principali centri europei di elaborazione delle dottrine naturali, ove alchimia, spagiria, neoplatonismo ed ermetismo si intrecciavano in una fitta rete di relazioni tra filosofi, medici, religiosi e uomini di lettere 11 12.

In tale contesto egli si inserì quale figura di raccordo tra dimensione di ricerca e speculativa, giungendo nel 1602 a ricoprire l’ufficio di segretario della città di Napoli, carica che gli conferì accesso privilegiato agli ambienti del potere e gli permise di farsi custode della memoria civica, trasfusa nelle sue opere in forma non meramente cronachistica, ma simbolica e allegorica 13 14.

La sua partecipazione alla fondazione dell’Accademia degli Oziosi nel 1611 lo colloca tra i protagonisti di quel cenacolo nel quale poesia, filosofia e simbolismo si compenetravano sotto l’influsso delle dottrine neoplatoniche ed ermetiche ancora vive nella cultura napoletana 15 16. In tale ambiente si avverte l’eco dell’opera di Giambattista della Porta, la cui Magia Naturalis aveva contribuito a legittimare una forma di sapere che univa osservazione empirica e interpretazione arcana dei fenomeni 17 18.

L’attività di Capaccio si estese altresì alla redazione di testi celebrativi e cerimoniali, quali testi per le commemorazione funebri di personaggi di alto lignaggio e descrizioni di feste pubbliche, nei quali la città veniva rappresentata quale organismo simbolico, ordinato secondo una gerarchia di segni e significati riconducibili ad un principio superiore di armonia 19.

Tale concezione trova la sua espressione più alta nell’opera Il Forastiero del 1634, dialogo erudito e iniziatico nel quale la descrizione di Napoli si trasfigura in un vero e proprio itinerarium mentis: la città diviene microcosmo, riflesso delle leggi del macrocosmo, e ogni luogo si offre quale segno da decifrare secondo la dottrina delle corrispondenze 20 21 22.

In Capaccio, infatti, il visibile è costantemente interpretato quale epifania di un ordine invisibile; la realtà storica viene trasfigurata in tessuto simbolico attraverso l’uso sistematico dell’allegoria, rendendo la sua opera accessibile soltanto a chi possieda adeguate chiavi ermeneutiche 23 24. Tale impostazione lo avvicina profondamente alla tradizione spagirica, nella quale la natura è concepita quale organismo animato da principi interni conoscibili mediante un sapere iniziatico 25 26.

La sua vicenda biografica conobbe tuttavia momenti di crisi, in particolare nel 1613, quando fu costretto all’esilio con conseguente confisca dei beni e dispersione della sua biblioteca 27. Trasferitosi a Urbino, egli continuò la sua attività di scrittore, producendo opere di carattere politico e morale, tra cui il Principe, nelle quali il sapere simbolico viene rielaborato in funzione di una riflessione sull’ordine civile e sulla natura del potere 28. Rientrato a Napoli nel 1623, poté reinserirsi nel tessuto culturale cittadino, portando a compimento la sintesi tra storia, simbolo e memoria che caratterizza l’intera sua produzione 29.

Nel quadro della scuola ermetica napolitana, Capaccio rappresenta una figura di cerniera tra la stagione rinascimentale e quella barocca, testimoniando la persistenza di un sapere simbolico che, pur mutando forma, conserva intatta la propria struttura fondamentale 30 31. La sua opera può essere anche letta, in chiave alchemica o spagirica, quale processo di trasmutazione del reale in simbolo e del simbolo in conoscenza, secondo un itinerario che richiama analogicamente le fasi dell’Opera: dalla confusione della materia alla sua chiarificazione, fino alla reintegrazione in una visione unitaria 32  33.

Egli si configura pertanto non solo quale storico e letterato, ma quale interprete eminente di quella Scientia Hermetica che, nella Napoli del suo tempo, trovava espressione in una pluralità di linguaggi convergenti verso la ricerca dell’unità nel molteplice. Il suo apporto letterario, ha contribuito a generare quell’humus fecondo dal quale nel XVIII secolo a Napoli prenderà vita il Rito Egizio Tradizionale che grazie alla fulgida figura del Principe di san Severo don Raimondo di Sangro nascerà dalla Rosa d’Ordine Magno 34 35 36 37 38.

 

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Note

  1. Salvatore Nigro, “Capaccio Giulio Cesare”, in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 18, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, 1975, consultabile integralmente al seguente LINK.
  2. Giovanni Santoro, “La cultura a Napoli nel Rinascimento”, Napoli, Liguori Editore, 1985, pp. 213-220.
  3. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  4. Giovanni Santoro, “La cultura a Napoli nel Rinascimento”, Napoli, Liguori Editore, 1985, pp. 213-220.
  5. Giulio Cesare Capaccio, “Il Forastiero”, Napoli, 1634, introduzione e commento moderno a cura di Nicola De Blasi, Napoli, Guida Editori, 1993, pp. IX-XV.
  6. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  7. Giulio Cesare Capaccio, “Delle prediche quadragesimali”, Napoli, presso Horatio Salviani, 1582; Giulio Cesare Capaccio, “Selva de’ concetti scritturali”, Venezia, presso Giovanni Battista Ciotti, 1593; seconda edizione ampliata, Venezia, 1600.
  8. Giulio Cesare Capaccio, “Delle imprese trattato di Giulio Cesare Capaccio in tre libri diviso”, Napoli, ex officina Horatii Salviani, appresso Gio. Giacomo Carlino e Antonio Pace, 1592, disponibile integralmente al LINK.
  9. Salvatore Nigro, “Capaccio Giulio Cesare”, cit., passim.
  10. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
  11. Lorenza Gianfrancesco, “Gold and Elixir: Alchemy and Religious Orders in Early Modern”, Naples, 2018, studio accademico disponibile integralmente al seguente LINK.
  12. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  13. Giulio Cesare Capaccio, “Il Forastiero”, Napoli, 1634, introduzione e commento moderno a cura di Nicola De Blasi, Napoli, Guida Editori, 1993, pp. IX-XV.
  14. Salvatore Nigro, “Capaccio Giulio Cesare”, cit., sezione relativa alla carriera pubblica.
  15. Giambattista Manso, “Discorsi accademici”, Napoli, 1611; cfr. anche Mario Santoro, “Le accademie napoletane del Seicento”, Napoli, Federico & Ardia, 1967, pp. 88-95.
  16. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
  17. Giambattista Della Porta, “Magia Naturalis”, Napoli, 1558; edizione ampliata 1589.
  18. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  19. Giulio Cesare Capaccio, “Apparato funerale nell’esequie del conte di Lemos viceré di Napoli”, Napoli, 1611; Giulio Cesare Capaccio, “Relazione dell’apparato fatto dal popolo napolitano nella festività del glorioso San Giovanni Battista”, Napoli, 1612.
  20. Giulio Cesare Capaccio, “Il Forastiero dialogi di Giulio Cesare Capaccio divisi in dieci giornate”, Napoli, per Tarquinio Longo, 1634, disponibile integralmente al seguente LINK.
  21. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
  22. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  23. Lina Bolzoni, “La rete delle immagini. Predicazione in volgare dalle origini a Bernardino da Siena”, Torino, Einaudi, 2002, pp. 301-315.
  24. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  25. Allen G. Debus, “The Chemical Philosophy: Paracelsian Science and Medicine in the Sixteenth and Seventeenth Centuries”, New York, Science History Publications, 1977, vol. I, pp. 145-160.
  26. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
  27. Rosario Villari, “La rivolta antispagnola a Napoli. Le origini (1585-1647)”, Bari, Laterza, 1967, pp. 60-67.
  28. Salvatore Nigro, “Capaccio Giulio Cesare”, cit., sezione relativa all’esilio e alla produzione urbinate.
  29. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  30. Rosario Villari, “La rivolta antispagnola a Napoli. Le origini (1585-1647)”, Bari, Laterza, 1967, pp. 60-67.
  31. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  32. Mircea Eliade, “Arti del metallo e alchimia”, Torino, Bollati Boringhieri, 1980, pp. 55-70.
  33. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  34. Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 – ISBN 9788894296419.
  35. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
  36. A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
  37. Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402.
  38. In Enciclopedia TRECCANI, Voce: Massoneria, Sub: Cenni Storici al 2° Capoverso  al LINK.
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