Giovanni PONTANO
Giovanni Pontano, nato tradizionalmente nel 1429 a Cerreto di Spoleto, benché altre fonti autorevoli collochino la nascita al 7 maggio 1426, fu tra i massimi umanisti dell’Italia meridionale e figura eminente del Rinascimento napolitano; studiò a Perugia, ove ricevette la sua prima formazione in lingua e lettere, e nel 1447-1448 si trasferì a Napoli, entrando nell’orbita della corte aragonese, dove divenne consigliere, segretario militare e, dopo il 1486, cancelliere dei re aragonesi, officio che esercitò fino al 1495, quando fu allontanato in seguito alla sua posizione che volle favorire le trattative di pace con i Francesi, pur rimanendo una delle personalità intellettuali più autorevoli del Regno 1. La sua ascesa ed il progressivo consolidarsi delle sue funzioni nella Capitale del Regno, gli riservarono un ruolo autorevole nell’ambito dei cenacoli umanistici napolitani, in virtù dei suoi profondi saperi, che univano competenza filologica, capacità politiche ed una profonda percezione acuta della vita civile; non a caso la storiografia contemporanea lo definisce, filosofo, poeta e politico, a capo dell’Accademia Napolitana poi denominata in suo onore Accademia Pontaniana, e ne ricorda il primato culturale nell’Italia meridionale della seconda metà del Quattrocento 2 3.
Dopo la morte di Antonio Beccadelli detto il Panormita nel 1471, Pontano assunse la presidenza del cenacolo accademico napolitano, che la tradizione e l’uso storiografico hanno poi chiamato Accademia Pontaniana; secondo la ricostruzione storicamente attestata dell’istituzione, le adunanze erano iniziate già nel 1443 sotto l’ispirazione di Beccadelli e di Alfonso il Magnanimo, si svolsero prima nel Castel Nuovo e poi, dopo la morte del Re nel 1458, presso la dimora in stile rinascimentale napolitano del Panormita collocata di via Nilo, quindi nelle dimore di Pontano e nel tempietto da lui fatto costruire nel 1492 nell’odierna via Tribunali che ancora porta il suo nome, ove sino al 1503 si tennero discussioni di argomento letterario, filologico, biblico, teologico e geografico, con particolare attenzione, nel 1494, alle nuove scoperte geografiche 4 5. In quel cenacolo, che da lui prese stabilmente il nome di “Pontaniana”, si raccolsero e operarono, fra gli altri, Gabriele Altilio, Jacopo Sannazaro, Cariteo | Benedetto Gareth, Andrea Matteo Acquaviva, Girolamo Carbone, Giovanni Cotta, Francesco Pucci, Tristano Caracciolo, Pietro Summonte e Galateo | Antonio de Ferraris; dopo la morte di Pontano, l’Accademia passò sotto la guida del Summonte e di Carbone, quindi al Sannazaro, e la sua influenza continuò a farsi sentire anche nel secolo seguente, quando l’ambiente culturale napolitano, sotto il viceregno spagnolo, restò uno dei principali laboratori culturali della penisola 6 7.
La produzione letteraria di Pontano, interamente latina, si distende su registri molteplici: il De bello Neapolitano, trattazione storica della guerra napoletana; i trattati morali e politici De prudentia e De fortuna; il De sermone, fondamentale per la sua riflessione sul linguaggio; l’Urania, poema astrologico-didascalico; i dialoghi a contenuto morale, religioso e filologico; e infine i carmi lirici, fra i quali spiccano la Lepidina e il De amore coniugali, opere nelle quali la grazia della forma classica si salda a una sensibilità moderna, domestica e insieme civica 8.
L’analisi recente della sua opera ha mostrato come Pontano non fosse soltanto un elegante latinista, ma un pensatore del linguaggio, della significazione e della vita sociale: egli condivise con Lorenzo Valla la convinzione che il discorso filosofico esiga una piena familiarità con il latino e il greco, e sviluppò una meditazione nella quale la parola appare come strumento di comunicazione, persuasione e deliberazione pratica, intimamente connesso alla sociabilità umana; in tale prospettiva, il De sermone rappresenta una tappa capitale della sua antropologia morale 9.
Sul versante astrologico, Pontano è davvero un autore che si serve dell’astrologia come chiave esplicativa dell’autorità poetica e della qualità dell’ingegno, e uno studio specifico ha mostrato che egli interpreta il Centiloquium di Tolomeo proprio per porre in questione la teoria ficiniana del furor poetico; la sua riflessione si sviluppa in testi come l’Urania, l’Actius e il De rebus coelestibus, in cui la causalità celeste viene posta in relazione con la poesia, la prudenza e l’ordine del mondo umano 10 11 12.
Da ciò deriva il legame, solo parziale ma reale, con quel più vasto clima napolitano che la storiografia moderna collega all’ermetismo rinascimentale: non si può certo attribuire al Pontano una pratica alchemica o spagirica in senso stretto, né la paternità di un sistema ermetico autonomo, ma è legittimo porlo nel medesimo orizzonte intellettuale in cui, a Napoli, astrologia, filosofia naturale, lettura ficiniana di Ermete e interrogazione sulle virtù ascose della natura si toccavano e si fecondavano reciprocamente 13 14 15. In questa stessa rete di relazioni il suo nome riaffiora nel Crater Hermetis di Lodovico Lazzarelli, composto a Napoli fra il 1485 e il 1495, ove Pontano compare accanto a Re Ferdinando I d’Aragona; anche questo aspetto, permette di cogliere come la sua figura fosse percepita, da alcuni contemporanei e da parte della ricezione successiva, quale nodo eminente del sapere napolitano in cui si incrociavano letteratura, astrologia, politica e simbolo 16 17 18.
Pontano può essere presentato come il grande ordinatore dell’umanesimo napolitano, il quale, pur non essendo un ermetista nel senso operativo del termine, vive al centro di quel terreno culturale che rese possibile, nel lungo periodo, la fioritura di ulteriori forme di ermetismo e di speculazione sulla natura nel Mezzogiorno d’Italia 19 20.
Giovanni Pontano, oltre ad avere composto trattati di somma importanza intorno a questa branca della conoscenza naturale, si applicò altresì alla versione latina della Tetrabiblos di Claudio Tolomeo, poi universalmente nota sotto il titolo di Quadripartitum, apparsa nel 1535 all’interno della prima edizione curata da Joachim Camerarius, nella quale era altresì compreso l’originale greco. Nel quadro napoletano del Quattrocento, egli pose le fondamenta di una vera astrologia predittiva, attingendo con fermezza alla filosofia naturale aristotelica e celebrando Aristotele, nel proemio del vasto De rebus coelestibus, quale più acuto investigatore dei segreti della natura. Nondimeno, nel medesimo ambiente storico e territoriale, la complessa commistione fra aristotelismo ed ermetismo emerge con singolare evidenza nel suo commento al Centiloquium, le Commentationes in centum sententiis Claudii Ptolemaei, stampate nel 1512, opera di astrologia medica intrisa di motivi magico-terapeutici, nella quale egli riattiva la virtù curativa dei talismani e delle immagini celesti, che invece erano escluse dal commento di Alì 21.
Pontano considera l’astrologia sotto due forme poetiche, nell’Urania e nel Meteororum liber, e sotto due forme prosastiche di rilievo, vale a dire nel già ricordato De rebus coelestibus e nel De fortuna. Nell’Urania, il destino, immobile e ineluttabile, potrebbe rende meno efficace le preghiere e i sacrifici rituali, rilevando che all’uomo sia concessa una certa facoltà di operare mutamenti nella natura e nel proprio medesimo destino 22 23. Nel Meteororum liber, invece, egli, richiamandosi ai principî aristotelici, mostra che le energie ordinatrici del cosmo hanno radice nel mondo naturale, e riconosce in particolare nell’energia astrale del Sole e della Luna, non meno che in quella generatrice di Venere, i principî dai quali si compongono i fenomeni del reale; il loro intreccio basta a render conto di ogni manifestazione, fino all’animazione stessa della materia 24 25.
Nel De rebus coelestibus, intrecciando la cosmologia di Aristotele con nozioni fisiche di ascendenza stoica, desunte altresì da autori antichi quali Manilio e Firmico, Pontano delinea una teoria organica degli influssi celesti, descrivendo la vita fisica e psichica dell’universo intero come se esso fosse un immenso organismo vivente. In questo corpo cosmico, i cieli eterni fecondano la sfera terrena quasi secondo il modello del maschile che agisce sulla femminile: la Terra si offre quale matrice ricettiva, il cielo quale principio attivo e fecondante. Al centro di tale ordinata architettura si erge il Sole, cuore vitale del grande animale universale. Per mezzo dell’aria sublunare, che è come un pneuma atto a propagare, temperare e moltiplicare gli influssi secondo gradi diversi di intensità e di vigore, il cielo imbeve la Terra, polo femminile del creato 26. Da questa medesima aria si generano poi i diversi spiritus nel sangue, dai quali procedono i temperamenti, le inclinazioni e i desideri degli uomini. Spinta da ulteriori impulsi solari, l’aria si trasforma in anima vegetativa, modellando ogni vivente, legandolo al proprio habitat, alle altre forme vegetali e ai moti medesimi dell’atmosfera. Infine, accogliendo l’aspetto più regale del Sole, essa si converte in intelligenza, capace di opporsi alla forza del cielo, ma non di sottrarsi ad esso, né ai temperamenti che gli astri hanno impresso nelle creature. Tali concezioni sono da Pontano ribadite sia nel commento al Centiloquium sia nel terzo libro del De fortuna, ove egli afferma che ogni effetto stellare, compresi i moti che in noi sono indotti dall’aria, rinvia interamente alle stelle 27 28.
Particolare rilievo assume, in questo contesto, il concetto di influxus, che a Napoli avrebbe poi conosciuto larga fortuna, specialmente nell’opera di Giovan Battista Della Porta. Nel De fortuna, ciò che comunemente viene denominato influxus non è, in verità, se non una inclinazione che sospinge le potenzialità degli enti terreni a condursi al proprio compimento. Riprendendo in filigrana la teoria dell’inchoatio formae di Alberto Magno, Pontano intende gli aspetti celesti come cause che risvegliano le virtù latenti nella materia, conducendole dalla potenza all’atto. Le prime disposizioni del cielo operano infatti con gradualità, passando dalla mera possibilità alla piena effettività, così come avviene nelle piante, che prima germogliano, poi fioriscono, quindi fruttificano e infine giungono a maturità: il frutto, osserva l’umanista, è già implicitamente contenuto nel primo apparire del germoglio 29 30.
Questo influxus, o inclinazione stellare, plasma dunque tanto il regno vegetale quanto quello animale, oltre a determinare il carattere umano, il quale, al pari delle virtù ascose presenti nei minerali, nelle piante e negli animali, resta soggetto alle dinamiche astrologiche del firmamento 31 32.
Nel contesto napolitano, Pontano basa l’astrologia previsionale sulla filosofia naturale aristotelica, lodando Aristotele come supremo indagatore della natura nel proemio del De rebus coelestibus. Tra i primi intellettuali tra XV e XVII secolo, egli respinge la condanna piciana nelle Disputationes adversus astrologiam divinatricem (1496) di Giovanni Pico della Mirandola (1463-1494), condividendo la critica agli abusi delle previsioni individuali rinascimentali 33 34.
Non si limita a difenderla come tecnica predittiva, ma la rifonda come scienza essenziale per integrare discipline fisiche, psicologiche e morali, riaffermando l’influsso celeste: per lui, attento a Tolomeo, equivale a fisica e cosmologia. Tale impostazione ispira Agostino Nifo, Francesco Storella e Giovan Battista Della Porta, che ne derivano un piano celeste fisico regolatore del cosmo, incluse propensioni morali tramite influxus e aër 35. Della Porta vi lega inclinazioni umane (es. lussuria nelle prostitute) ad azione indiretta dei cieli e diretta del temperamento, quest’ultimo subordinato, come insegnò Pontano, all’attuarsi stellare 36 37 38 39 40 41 42.
Morì a Napoli nel 1503, e con lui si chiuse una stagione nella quale la corte aragonese aveva saputo fare della città non soltanto un centro politico, ma un vero laboratorio della voce latina, della memoria storica, dell’osservazione del cielo e della misura morale dell’uomo; la sua eredità, raccolta dalla Pontaniana e dai suoi discepoli, continua a rappresentare uno dei più alti emblemi della civiltà umanistica meridionale 43.
Questi saperi si svilupparono nella Napoli ermetica lungo i secoli di Accademia in Accademia, di Cenacolo in Cenacolo, fino a giungere nel XVIII secolo a don Raimondo di Sangro principe di San Severo che ricevendo insegnamenti ermetici e soprattutto operativi dal suo Maestro Fulvio Gherli, li trasfuse nel suo riservato Circolo Interno detto della Rosa d’Ordine Magno dal quale nel 1747 prese vita il Rito Egizio Tradizionale 44 45 46 47 48.
Bibliografia
- 1512 — Giovanni Pontano, Commentationes super centum sententiis Ptolemaei, Napoli.
- 1530 — Giovanni Pontano, De rebus coelestibus libri XIIII, Basilea .
- 1959-1960 — Nicola Badaloni, I fratelli Della Porta e la cultura magica e astrologica a Napoli nel ‘500, «Studi storici», I, 1959-60, pp. 677-715.
- 1975 — Giovanni Pontano, Poemi astrologici, in Mauro De Nichilo, I poemi astrologici di Giovanni Pontano. Storia del testo, Dedalo, Bari.
- 1989 — Francesco Bottin, Strumentalismo e ‘macchinismo’ nell’universo astrologico di G. Pontano, in Platonismo e aristotelismo nel Mezzogiorno d’Italia (secc. XIV-XVI), testi della VII Settimana Residenziale di Studi Medievali, Carini, 19-25 ottobre 1987, a cura di G. Roccaro, Officina di Studi Medievali, Palermo, pp. 159-172.
- 2004 — Ornella Pompeo Faracovi, In difesa dell’astrologia: risposte a Pico in Bellanti e Pontano, in Nello specchio del cielo. Giovanni Pico della Mirandola e le Disputationes contro l’astrologia divinatoria, Atti del Convegno di studi, Mirandola, 16 aprile 2004 – Ferrara, 17 aprile 2004, a cura di Marco Bertozzi, Olschki, Firenze, 2008, pp. 47-66.
- 2007 — Franco Bacchelli, Appunti sulle concezioni religiose di Giovanni Pontano, Antonio Galateo, Mario Equicola e Pier Andrea da Verrazzano, in Il pensiero simbolico nella prima età moderna, a cura di A. Angelini e P. Caye, Olschki, Firenze, 2007, pp. 21-57.
- 2008 — Ornella Pompeo Faracovi, In difesa dell’astrologia: risposte a Pico in Bellanti e Pontano, in Nello specchio del cielo. Giovanni Pico della Mirandola e le Disputationes contro l’astrologia divinatoria, Atti del Convegno di studi, Mirandola, 16 aprile 2004 – Ferrara, 17 aprile 2004, a cura di Marco Bertozzi, Olschki, Firenze, 2008, pp. 47-66.
- 2011 — Matteo Soranzo, Giovanni Gioviano Pontano (1429–1503) on Astrology and Poetic Authority, «Aries», 11, n. 1, 2011, pp. 23-52.
- 2012 — Giovanni Pontano, La fortuna, a cura di F. Tateo, Napoli.
- 2015 — Bruno Figliuolo, Pontano Giovanni, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 84, 2015, pp. 729-740.
- 2018 — Donato Verardi, La scienza e i segreti della natura a Napoli nel Rinascimento. La magia naturale di Giovan Battista Della Porta, Firenze University Press, Firenze, 2018, pp. 47-51.
- 2020 — Iskander Israel Rocha Parker, Conflicting Conceptions of Hermetic Thought in Fifteenth Century Italy: The Writings of Marsilio Ficino and Lodovico Lazzarelli, tesi magistrale, Central European University, Budapest.
- 2021 — Lodi Nauta, Giovanni Pontano on Language, Meaning, and Grammar, in Philosophy and the Language of the People: The Claims of Common Speech from Petrarch to Locke, Cambridge University Press, pp. 71–94.
- 2022 — Matthias Roick, Pontano Giovanni, in Encyclopedia of Renaissance Philosophy, Springer, Cham.
- s.d. — Accademia Pontaniana, Cenni Storici, sito ufficiale dell’Accademia Pontaniana.
- s.d. — Encyclopaedia Britannica, Giovanni Pontano.
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Note
- Encyclopaedia Britannica, “Giovanni Pontano”, e Matthias Roick, “Pontano Giovanni”, in Encyclopedia of Renaissance Philosophy; le fonti concordano sull’attività napoletana, sul servizio alla corte aragonese e sul ruolo di cancelliere, ma divergono sulla nascita, che alcune collocano nel 1426 e altre nel 1429; vedasi LINK e LINK.
- Matthias Roick, “Pontano Giovanni”, in Encyclopedia of Renaissance Philosophy, Springer, 2022. La voce lo definisce filosofo, poeta e politico, e sottolinea il suo primato nell’Italia meridionale della seconda metà del Quattrocento; LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- Accademia Pontaniana, “Cenni Storici”. La pagina ufficiale documenta l’origine del cenacolo nel 1443, la continuità delle adunanze dopo il 1458, la presidenza di Pontano dal 1471 al 1503, il tempietto del 1492 in via Tribunali e i temi discussi nelle riunioni al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Accademia Pontaniana, “Cenni Storici”. La stessa fonte elenca i principali membri del circolo e la successione di Summonte, Carbone e Sannazaro dopo il 1503 vedasi LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- Encyclopaedia Britannica, “Giovanni Pontano”. La voce enumera i principali scritti di Pontano: De bello neapolitano, De prudentia, De fortuna, Urania, i dialoghi, Lepidina e De amore coniugali; al LINK.
- Lodi Nauta, “Giovanni Pontano on Language, Meaning, and Grammar”, in Philosophy and the Language of the People: The Claims of Common Speech from Petrarch to Locke, Cambridge University Press, 2021. Il capitolo mostra il legame di Pontano con Valla, il nesso fra lingua e sociabilità e la centralità del De sermone. Consultare LINK.
- Matteo Soranzo, “Giovanni Gioviano Pontano (1429–1503) on Astrology and Poetic Authority”, Aries 11, no. 1 (2011), pp. 23–52; e la relativa scheda riassuntiva consultata in rete, che segnala il nesso fra astrologia, autorità poetica, Centiloquium, Urania, Actius e De Rebus Coelestibus. Consultare LINK e LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Iskander Israel Rocha Parker, Conflicting Conceptions of Hermetic Thought in Fifteenth Century Italy: The Writings of Marsilio Ficino and Lodovico Lazzarelli, tesi magistrale, Central European University, Budapest, 2020. Il lavoro segnala un interesse di Pontano per il pensiero ermetico mediato dal Pymander ficiniano, ma al tempo stesso ne sottolinea il carattere non pienamente dimostrabile, dunque da trattare con prudenza. Vedasi il LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Iskander Israel Rocha Parker, “Conflicting Conceptions of Hermetic Thought in Fifteenth Century Italy: The Writings of Marsilio Ficino and Lodovico Lazzarelli”. La tesi documenta la presenza di Pontano nel Crater Hermetis di Lazzarelli e il contesto napoletano degli anni 1485–1495; allo URL.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Accademia Pontaniana, “Cenni Storici”; Lodi Nauta, “Giovanni Pontano on Language, Meaning, and Grammar”; Matteo Soranzo, “Giovanni Gioviano Pontano (1429–1503) on Astrology and Poetic Authority”. L’inquadramento qui proposto come “clima ermetico” è una sintesi interpretativa fondata su fonti diverse e non la prova di una militanza alchemica diretta. Agli URL, URL e URL.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
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- Dizionario storico delle scienze naturali a Napoli dal Rinascimento all’Illuminismo – Storia della Campania. Vedasi Pontano Giovanni.
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- Dizionario storico delle scienze naturali a Napoli dal Rinascimento all’Illuminismo – Storia della Campania. Vedasi Pontano Giovanni.
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- Giovanni Pico della Mirandola, “Disputationes adversus astrologiam divinatricem (1496)”, ed. postuma consultabile al LINK o negli archivi allo URL.
- Agostino Nifo e altri, trattati astrologici napoletani del XVI secolo , vedasi URL.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Giovanni Pontano, “De rebus coelestibus”, il proemio sul LINK o ed. critica in Latin Library su URL.
- Giovanni Pico della Mirandola, “Disputationes adversus astrologiam divinatricem (1496)”, ed. postuma consultabile al LINK o negli archivi allo URL.
- Critica piciana alle judiciarie individuali, cfr. Disputationes, libro II, vai al LINK.
- Pontano, “De rebus coelestibus”, capitoli sull’influsso celeste consultabili al LINK.
- Giovan Battista Della Porta, “Magia naturalis (1589)”, libro II, consultabile su URL.
- Della Porta, “De humana physiognomia (1586)”, sezione sull’influsso temperamentale al LINK.
- Encyclopaedia Britannica, “Giovanni Pontano”; Accademia Pontaniana, “Cenni Storici”. Le fonti concordano sulla morte a Napoli nel 1503 e sulla continuità della sua eredità accademica. Al LINK e al LINK .
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 – ISBN 9788894296419.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402.
- In Enciclopedia TRECCANI, Voce: Massoneria, Sub: Cenni Storici al 2° Capoverso al LINK.

