Benedetto GARETH
La figura di Benedetto Gareth (Benet Garet – Benedetto Garretto), detto il Chariteo, si colloca nel cuore fervido della Napoli aragonese del tardo Quattrocento, crocevia luminoso di arti, lettere e sapienze, ove l’eco del rinnovamento umanistico si intrecciava con correnti più sottili e profonde, talora riconducibili a quell’alveo sapienziale che la posterità suole designare come tradizione ermetica 1 2. Nato verosimilmente a Barcellona intorno alla metà del XV secolo 3, egli giunse giovanissimo a Napoli al seguito della corte aragonese, entrando ben presto nell’orbita del raffinato ambiente culturale promosso da Alfonso V d’Aragona e consolidato sotto il regno del figlio Ferdinando I di Napoli 4.
In tale contesto, il Chariteo si distinse come poeta volgare e latino, acquisendo fama soprattutto per la raccolta lirica intitolata Endimione, opera nella quale l’eco della tradizione classica si fonde con accenti intimistici e simbolici, secondo una sensibilità che riflette il clima intellettuale del tempo 5. L’Endimione, si configura quale tessuto allegorico nel quale la figura dell’amata diviene principio mediatorio tra umano e divino, secondo una linea interpretativa che alcuni studiosi hanno posto in relazione con correnti neoplatoniche e, in senso lato, con la ricezione del corpus attribuito a Ermete Trismegisto 6.
La Napoli in cui il Chariteo operò era infatti segnata dalla presenza attiva di circoli umanistici di alto profilo, tra i quali spicca l’Accademia Pontaniana, fondata da Giovanni Pontano, nella quale convergevano intellettuali quali Jacopo Sannazaro, Antonio Beccadelli e altri cultori delle lettere e delle scienze naturali 7 8. Sebbene siano meno evidenti le citazioni storiche della partecipazione ufficiale del Chariteo a tale consesso accademico, la sua vicinanza culturale e stilistica a questi ambienti appare evidente, sia per affinità tematiche, sia per le comprovate frequentazioni e la comune adesione a un ideale di sapienza integrale che coniugava poesia, filosofia e osservazione del mondo naturale 9 10.
È in questo humus che si può cogliere, il plausibile contatto del Chariteo con quella che viene talora definita “scuola ermetica napoletana”, espressione moderna atta a designare un insieme non istituzionalizzato di interessi rivolti alla filosofia naturale, alla medicina spagirica e alla tradizione alchemica, alimentati dalla riscoperta dei testi greci e arabi tradotti in latino durante il Rinascimento 11 12. Napoli, infatti, nell’epoca aragonese, costituiva uno dei centri più vivaci per la circolazione di manoscritti e idee, ove si incontravano le correnti aristoteliche, neoplatoniche e magico-ermetiche, in dialogo continuo con le corti italiane e iberiche 13 14.
Non si posseggono, allo stato attuale delle ricerche, prove documentarie che attestino una pratica alchemica operativa diretta da parte del Chariteo, né la sua appartenenza a confraternite iniziatiche o sodalizi esoterici in senso stretto 15 16. Tuttavia, la simbologia presente nelle sue opere, unitamente al contesto culturale nel quale egli operò, consente di ipotizzare una sensibilità affine a quelle correnti che interpretavano l’amore, la natura e il cosmo come manifestazioni di un ordine superiore, leggibile attraverso chiavi allegoriche e corrispondenziali 17 18. In tal senso, il Chariteo può essere annoverato tra quei poeti che, pur senza dichiararsi esplicitamente filosofi naturali o ermetisti, parteciparono a quel clima di “sapienza velata” che ha caratterizzato il Rinascimento napolitano.
Tra gli eventi più significativi della sua attività si annoverano la partecipazione alla vita culturale della corte aragonese, la produzione poetica in volgare e latino, e la diffusione delle sue opere manoscritte e a stampa, che contribuirono alla definizione di un modello lirico meridionale distinto ma dialogante con le grandi correnti italiane 19. Il suo ruolo di poeta di corte lo pose inoltre in relazione con ambienti diplomatici e intellettuali di respiro europeo, favorendo la circolazione di idee e forme che travalicavano i confini locali 20.
Il Chariteo morì presumibilmente nei primi decenni del XVI secolo, lasciando un’eredità letteraria che, pur non essendo tra le più celebrate del Rinascimento italiano, conserva un valore peculiare per la comprensione del tessuto culturale napolitano e delle sue intersezioni con le correnti sapienziali del tempo 21. La sua figura, riletta alla luce di una prospettiva ermetica, lo colloca come anello sottile di una catena intellettuale nella quale poesia e filosofia convergono verso una medesima tensione conoscitiva.
Il suo contributo, unito a quel periodo di fermento culturale, poteranno Napoli a divenire uno dei centri più importanti del pensiero ermetico che trasse grande beneficio dalle Accademie e dai circoli culturali che armonizzarono saperi classici, alla sperimentazione scientifica ed in alcuni specifici casi anche operativa.
Questo contesto creò un Sottile filo d’oro che nei secoli contribuì la trasmissione di tali dottrine, anche ermetiche.
Questo specifica concentrazione sapienziale, giungerà al Principe di San Severo, per via del suo Maestro Fulvio Gherli, il quale trasmise al suo discepolo don Raimodo di Sangro, insegnamenti alchemici e spagirici che confluirono nel Circolo Ermetico della Rosa d’Ordine Magno, dalla quale nel 1747 prese vita il Rito Egizio Tradizionale 22 23 24 25 26.
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Note
- Eugenio Garin, “L’umanesimo italiano. Filosofia e vita civile nel Rinascimento”, Laterza, Bari, 1947, pp. 112–145.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 – ISBN 9788894296419.
- Dizionario Biografico degli Italiani, voce “Garret Benedetto (Chariteo)”, Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani al LINK.
- Jerry H. Bentley, “Politics and Culture in Renaissance Naples”, Princeton University Press, Princeton, 1987, pp. 55–78.
- Benedetto Gareth (Chariteo), “Endimione”, edizioni varie rinascimentali; cfr. anche analisi in: Marco Santagata, “La lirica del Quattrocento”, Il Mulino, Bologna, 1992, pp. 203–215.
- Brian P. Copenhaver, “Hermetica: The Greek Corpus Hermeticum and the Latin Asclepius”, Cambridge University Press, Cambridge, 1992, Introduzione, pp. XIII–XL.
- Giovanni Pontano, “Opera omnia”, Napoli, edizioni rinascimentali; cfr. anche: Francesco Tateo, “Umanesimo napoletano”, Laterza, Bari, 1972, pp. 89–134.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- Francesco Tateo, “La cultura letteraria a Napoli nel Rinascimento”, Liguori, Napoli, 1985, pp. 67–102.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Michela Pereira, “Arcana Sapienza. L’alchimia dalle origini a Jung”, Carocci, Roma, 2001, pp. 145–168.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Charles B. Schmitt, “Aristotle and the Renaissance”, Harvard University Press, Cambridge (MA), 1983, pp. 98–120.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- Dizionario Biografico degli Italiani, cit.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Ioan P. Culianu, “Eros e magia nel Rinascimento”, Bollati Boringhieri, Torino, 1987, pp. 55–89.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- Marco Santagata, op. cit., pp. 210–215.
- Bentley, op. cit., pp. 101–132.
- Treccani, voce citata.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 – ISBN 9788894296419.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402.
- In Enciclopedia TRECCANI, Voce: Massoneria, Sub: Cenni Storici al 2° Capoverso al LINK.
