Antonio DE FERRARIS
Antonio de Ferraris, detto il Galateo, nacque in Terra d’Otranto a Galatone fra il 1444 e il 1448 e, dal luogo natale, trasse il nome accademico che lo avrebbe accompagnato nella posterità; rimasto presto orfano di padre, fu avviato ai primi studi dai padri basiliani del paese e poi nelle scuole umanistiche di Nardò, dove coltivò con singolare assiduità la letteratura greca e latina, la filosofia antica, la geografia e la medicina 1.
Intorno al 1465 si trasferì a Napoli, Capitale del Regno e vero crocevia dell’umanesimo meridionale, dove proseguì gli studi e si addestrò nell’arte medica; verso il 1470 fu accolto nell’Accademia Alfonsina, sodalizio sorto sotto la protezione aragonese e divenuta a seguire, con Giovanni Pontano, l’Accademia Pontaniana 2 3.
In tale ambiente entrò in relazione con Pontano, con il Cariteo, con il Panormita, con Teodoro Gaza, con Jacopo Sannazaro, con i Caracciolo, con Pietro Summonte e con altri protagonisti della cultura napolitana, condividendo una stagione in cui il latino umanistico, la filologia, la medicina e la politica di corte risultavano strettamente connessi 4 5 6 7. La sua figura si colloca così nel cuore della civiltà aragonese di Napoli: le sue arti mediche furono particolarmente apprezzate alla corte di Ferdinando I, e la sua presenza accanto ai sovrani e agli umanisti della capitale lo rese testimone privilegiato della trasformazione del regno tra splendore cortigiano, guerra e crisi dinastica 8 9 10.
Nel 1474 conseguì a Ferrara il privilegio in arti e medicina; tornato in area meridionale, nel 1478 sposò Maria Lubelli, si ritirò in parte a Gallipoli e poi, durante la guerra d’Otranto del 1480-81, si rifugiò a Lecce, da dove trasse notazioni che confluiranno nel De dignitate disciplinarum, nel De situ Iapygiae e in altre pagine della maturità 11 12. Tra il 1481 e il 1482 compose l’epistola Ad Hermolaum Barbarum, testimonianza di un rapporto strutturato con l’umanesimo veneto e con la sua polemica contro la pedanteria retorica; negli anni seguenti, sino al 1495, alternò dimore salentine e soggiorni napolitani, lasciando una serie di lettere e trattati nei quali medicina, moralità, pedagogia e osservazione civile si fondono in un profilo di rara coerenza 13.
La morte di Ferrante d’Aragona nel 1494 e quella di Alfonso II nel 1495 lo colpirono da vicino; alla scomparsa del Re compose l’Antonius Galateus medicus in Alphonsum regem epitaphium e lasciò Napoli per tornare stabilmente in Terra d’Otranto, dove con alcuni amici fondò l’Accademia Lupiense, segno che l’esperienza accademica napolitana non si era esaurita, ma si irradiava in provincia come un modello di conversazione colta e di disciplina delle lettere 14. Nel 1496, distrutta dalle fiamme la villa di Trepuzzi, scrisse l’Ad Chrysostomum De villae incendio; due anni più tardi fu richiamato a Napoli da Federico d’Aragona e vi restò sino al 1501, in un torno di tempo reso instabile dall’aggravarsi delle guerre franco-spagnole e dalla conseguente ridefinizione degli equilibri politici del Mezzogiorno 15.
Nel 1503 si trovava a Bari presso Isabella d’Aragona, dove svolse funzioni di medico e precettore e dove nacquero alcune delle sue opere più note, tra cui l’Ad Chrysostomum de pugna tredecim equitum, che costituisce la prima testimonianza letteraria della disfida di Barletta e attesta il suo vivo coinvolgimento negli eventi militari e simbolici del tempo 16 17. In quello stesso orizzonte si collocano l’Accio Sannazario suo…, il De situ Iapygiae e l’Esposizione del Pater Noster, unica opera in volgare a noi pervenuta, segno che il Galateo, pur essendo soprattutto latinista, non disdegnò di rivolgersi a un pubblico più ampio quando l’esigenza pastorale o morale lo richiedeva 18 19. Nel 1503-1505 elaborò anche il De educatione, nel quale la riflessione pedagogica si salda alla critica dei costumi, mentre negli anni successivi trattò con crescente decisione temi di nobiltà interiore, beneficenza, morte, peregrinazione gerosolimitana e rapporto fra lettere e vita civile, mostrando un ideale umanistico che non è ornamentale ma operativo 20. Nel 1510 si recò a Roma per omaggiare Giulio II con una copia manoscritta della Donazione di Costantino, gesto che conferma la sua propensione a intervenire nel dibattito politico-religioso del suo tempo; negli stessi anni concluse il De situ Iapygiae, pubblicato poi a Basilea nel 1558, opera che, pur muovendo da una corografia della Terra d’Otranto, si amplia in un’analisi del Mezzogiorno, delle memorie antiche, dei paesaggi, delle consuetudini e dei caratteri civili della regione 21 22.
Morì a Lecce il 22 novembre 1517, lasciando un corpus di epistole e trattati che documenta la traiettoria di un umanista di frontiera, sospeso fra corte e provincia, fra filologia e medicina, fra osservazione naturalistica e meditazione morale 23 24.
Quanto ai rapporti con la scuola ermetica napoletana, con gli alchimisti e con la Spagiria, occorre una precisazione: nelle fonti non appare Galateo come membro documentato di una confraternita ermetica; tuttavia egli partecipò, da medico e filosofo, al grande dibattito napolitano sulle virtù ermetiche, sull’astrologia naturale, sui fenomeni meravigliosi della natura e sulla legittimità della medicina quale sapere della natura, dibattito che la storiografia più recente ha ricostruito come uno degli antecedenti della successiva stagione di magia naturale, ermetismo colto e spagiria napolitana culminante in figure come Giovan Battista della Porta 25 26 27.
In tale prospettiva, la sua opera va letta come una delle matrici intellettuali dell’Umanesimo meridionale in cui medicina, filosofia naturale, astrologia e osservazione del mondo si toccano senza ancora confondersi 28 29 30. Per questo il Galateo merita di essere ricordato non solo quale cronista delle cose salentine e consigliere dei principi aragonesi, ma anche quale testimone d’un passaggio decisivo: dalla grande stagione dell’Accademia Pontaniana alla più tarda elaborazione napolitana dei saperi naturali, dove la tradizione letteraria e quella ermetica avrebbero poi trovato nuove forme di espressione 31 32 33 34.
Forme che si svilupparono nei periodi a seguire a Napoli, giungendo sino al XVIII secolo ove trovarono grande espansione in Circoli Ermetici quali la Rosa d’Ordine Magno creata dal principe di San Severo dal quale nel 1747 prese vita il Rito Egizio Tradizionale 35 36 37 38 39.
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Note
- Angelo Romano, “DE FERRARIIS Antonio”, in Dizionario Biografico degli Italiani, volume 33, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1987, vai al LINK.
- Bruno Figliuolo, “PONTANO Giovanni”, in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana, al LINK.
- ”Accademia Antoniana”, voce enciclopedica di Treccani, al LINK.
- Angelo Romano, “DE FERRARIIS Antonio”, in Dizionario Biografico degli Italiani, volume 33, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1987, vai al LINK.
- Bruno Figliuolo, “PONTANO Giovanni”, in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana, al LINK.
- ”Accademia Antoniana”, voce enciclopedica di Treccani, al LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- Angelo Romano, “DE FERRARIIS Antonio”, in Dizionario Biografico degli Italiani, volume 33, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1987, vai al LINK.
- ”Accademia Antoniana”, voce enciclopedica di Treccani, al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Angelo Romano, “DE FERRARIIS Antonio”, in Dizionario Biografico degli Italiani, volume 33, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1987, vai al LINK.
- Domenico Defilippis, “A. De Ferrariis Galateo – La Iapigia (Liber de situ Iapygiae)”, scheda e abstract in FAIR – Università degli Studi di Foggia consultabile al LINK.
- Angelo Romano, “DE FERRARIIS Antonio”, in Dizionario Biografico degli Italiani, volume 33, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1987, vai al LINK.
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- Angelo Romano, “DE FERRARIIS Antonio”, in Dizionario Biografico degli Italiani, volume 33, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1987, vai al LINK.
- La Disfida di Barletta, saggio in PDF pubblicato da Viella e consultabile al LINK.
- Angelo Romano, “DE FERRARIIS Antonio”, in Dizionario Biografico degli Italiani, volume 33, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1987, vai al LINK.
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- Angelo Romano, “DE FERRARIIS Antonio”, in Dizionario Biografico degli Italiani, volume 33, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1987, vai al LINK.
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- Domenico Defilippis, “A. De Ferrariis Galateo – La Iapigia (Liber de situ Iapygiae)”, scheda e abstract in FAIR – Università degli Studi di Foggia consultabile al LINK.
- Angelo Romano, “DE FERRARIIS Antonio”, in Dizionario Biografico degli Italiani, volume 33, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1987, vai al LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- Donato Verardi, “La scienza e i segreti della natura a Napoli nel Rinascimento. La magia naturale di Giovan Battista Della Porta”, Firenze University Press, 2018, vedasi LINK.
- Luana Rizzo, recensione del 23 agosto 2020 al testo di Donato Verardi, “La scienza e i segreti della natura a Napoli nel Rinascimento”, in “Cahiers de recherches médiévales et humanistes”, per OpenEdition consultare il LINK .
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Donato Verardi, “La scienza e i segreti della natura a Napoli nel Rinascimento. La magia naturale di Giovan Battista Della Porta”, Firenze University Press, 2018, vedasi LINK.
- Luana Rizzo, recensione del 23 agosto 2020 al testo di Donato Verardi, “La scienza e i segreti della natura a Napoli nel Rinascimento”, in “Cahiers de recherches médiévales et humanistes”, per OpenEdition consultare il LINK .
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Bruno Figliuolo, “PONTANO Giovanni”, in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana, al LINK.
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- Donato Verardi, “La scienza e i segreti della natura a Napoli nel Rinascimento. La magia naturale di Giovan Battista Della Porta”, Firenze University Press, 2018, vedasi LINK.
- Luana Rizzo, recensione del 23 agosto 2020 al testo di Donato Verardi, “La scienza e i segreti della natura a Napoli nel Rinascimento”, in “Cahiers de recherches médiévales et humanistes”, per OpenEdition consultare il LINK .
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 – ISBN 9788894296419.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402.
- In Enciclopedia TRECCANI, Voce: Massoneria, Sub: Cenni Storici al 2° Capoverso al LINK.