Barone di Tschudy

Claude Henry Theodor Barone de Tschudy (Metz in Francia, 21 agosto 1724 – Parigi, 1769) è stato un massone, alchimista ed ermetista francese.

Rito Egizio Tradizionale

Blasone della Famiglia De Tschudy

II Barone de Tschudy apparteneva ad una Nobile famiglia originaria della Svizzera. Suo padre era Consigliere del Parlamento di Metz, capitale dell’Alsazia. E’ stato un Ermetista attivo nella Cerchia Interna 1 della Loggia Napoletana La Perfetta Unione nota come Rosa d’Ordine Magno”  2, creata nel 1747 da Don Raimondo di Sangro Principe di San Severo, con preciso intento di custodire e trasmettere gli Arcana Arcanorum, sviluppati oltre il sistema degli Alti Gradi Massonici.

 

Il Barone de Tschudy fu Discepolo diretto del Gran Maestro Don Raimondo 3 che trasmise a lui, a suo figlio Don Vincenzo di Sangro 4 ed a Don Paolo d’Aquino Principe di Palena, gli insegnamenti Ermetici ed Alchemici che aveva studiato e codificato per il suo ristretto “Cenacolo Iniziatico”  5.

In quel 3° Battaglione militava il Barone H. de Tschudy

Bandiera del Battaglione del Reggimento Svizzero “Niederist”

Il giovane Barone giunse, nell’autunno del 1741, nella Capitale del Regno 6 a soli 17 anni in qualità di Cadetto del 3° Battaglione Niederist 7 del Reggimento Svizzero della Guardia del Re, d’istanza a Napoli, il cui comando era stato affidato a suo zio il Maresciallo Luigi Leonardo de Tschudy 8. Fu iniziato alla Massoneria in una Loggia Militare attiva nel suo reggimento, che praticava il Regime degli Alti Gradi. Il suo percorso Latomistico lo vide affiliato alla Loggia Perfetta Unione nel 1745, ove direttamente il Principe di San Severo lo volle come Discepolo nell’Officina che già egli stesso dirigeva dal 1744 con la Dignità di Venerabile Maestro 9. Tra il Febbraio ed il Marzo del 1751 il de Tschudy ricoprì, a soli 27 anni, la Dignità di Venerabile Maestro della Loggia che a seguire gemmò per volere di Don Raimondo 10.

Barone di Tschudy : “Il Catechismo Ermetico-Massonico della Stella Fiammeggiante”.

Raimondo di Sangro ne divenne Mentore e Maestro e lo tenne in grandissima considerazione per la Costituzione del Rito Egizio Tradizionale 11. La sua trasmissione Docetica fu da guida per il futuro Cammino del Barone, il quale scrisse sotto l’influsso degli insegnamenti alchemici del Principe l’importante testo Ermetico, Il Catechismo Ermetico-Massonico della Stella Fiammeggiante 12, pare nel 1754, e a seguire pubblicato nel 1766 13. Nel periodo partenopeo creò, sotto la guida attenta del Principe di San Severo, un rito Cavalleresco di ispirazione fortemente Rosacruciana, respirando le profonde influenze che questo movimento Ermetico aveva stratificato nel corso di numerosi secoli nella Capitale del Regno ove, secondo recenti attestati studi, pare ne vide la genesi 14.  Dopo le persecuzioni antimassoniche poste in essere dal Ministro Tanucci a seguito della enciclica di Papa Lambertini (Benedetto XIV), il Barone de Tschudy dovette fuggire da Napoli. Si tramanda che cercò dapprima rifugio e protezione nel Feudo Pugliese di Torremaggiore di Don Raimondo di Sangro, per poi, a seguire, abbandonare l’Italia (a causa di un suo pamphlet anti papale che diede alle stampe pare in esilio, con il titolo “Etrennes au Pape,ou le Francs-Maçons vengés, réponse à la boulle du Pape Benoit XIV, lancée l’an 1751” pubblicato con il nom de plume Chevalier de Lussy che, come tramandano note d’Archivio, molto irritò il papa il quale era già intervenuto per mezzo del suo Nunzio di Napoli direttamente per ostracizzarlo) 15 .

Dal suo esilio nei Feudi del San Severo, mantenne rapporti epistolari con il suo Maestro Principe di Sangro. Da note riportate negli Archivi del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli, risulta che gli pervennero Tracciati recanti istruzioni Alchemiche, Sacramentari e Rituali, con la precisa direttiva del Principe Raimondo di Custodirli e Trasmetterli, cosa che il Barone si premurò di fare lasciando ad Avignone una parte significativa dei Saperi della Scala di Napoli. Questi Saperi, contenenti alcune Chiavi degli Arcana Arcanorum, creeranno quel vincolo fortissimo fra le due Comunità Ermetiche di Avignone e della Scala di Napoli, tanto che illustri Gran Hyerophanti del Rito Egizio Tradizionale, quali il Lebano ed il De Servis, unitamente al Barone Nicola Joseph Spedalieri (1812-1887), più volte si recheranno ad Avignone, come gli stessi Fratelli francesi fecero, visitando la Capitale del Regno delle Due Sicilie come attestano i viaggi partenopei con le numerose frequentazioni nel golfo, dello stesso Eliphas Levi e gli intensi carteggi 16.

Dopo la fuga dall’Italia, il Barone de Tschudy si recò in Olanda (ove si affiliò ad una Loggia a l’Aia) e poi in Russia, dove entrò nella Loggia Le Silence a San Pietroburgo. Nella Capitale ricoprì l’incarico di Oratore in una Loggia che gemmava in Russia sotto la protezione della Zarina Caterina II.

Henry Theodor de Tschudy rientrò quindi in Francia dove il suo pensiero e le sue Opere, come si tramanda negli ambienti ermetici, favorirono la Genesi del Rito Scozzese. Egli ritornò nelle terre natie della Francia, stabilendosi prima a Marsiglia, entrando in stretto contatto con il monaco Alchimista Antoine Joseph Pernety, conosciuto negli ambienti Ermetici con lo jeronimo Dom Pernety, personaggio influente nel mondo esoterico d’oltralpe, la cui scuola di Avignone 17 più volte intersecherà il suo cammino, anche negli anni a seguire con quello del Rito Egizio Tradizionale 18.

Dal 1760 soggiornò dapprima a Metz, ove risvegliò la Loggia Saint Jean de l’Amitié, e poi a Parigi, dove fondò il Collège de Saint Jean d’Ecosse e lo Chapitre des Chevaliers de Palestine. Nel 1766 creò un ordine Ermetico che chiamò Ordre de l’Etoyle Flamboyante“, nel quale trasfuse gli insegnamenti Ermetici ricevuti dal Principe di San Severo. L’Ordine fortemente Operativo e Trasmutatorio era suddiviso in tre Gradi Apprendista, Compagno, Professo o Filosofo 19. Venne anche conosciuto come Ordine dei Filosofi Incogniti perché si rifaceva espressamente al pensiero del Sendivogius 20.

A conferma che il Barone conservò sempre buoni rapporti con il Principe di San Severo, nel testo dell’Etoyle Flamboyante troviamo un “Discorso pronunciato all’ammissione di molti Apprendisti nella Loggia del Principe di S. S. a Napoli nel 1745″, il che confermerebbe l’origine napoletana dell’Ordine 21.

L’opera fondamentale del barone de Tschudy (L’Etoyle flamboyante, ou la Société des franc-macons considérée sous tous les aspects…, Francofort-Paris 1766, 2 voll) contiene Il Catechismo, gli Statuti, discorsi per lo più tenuti in Logge di rito scozzese, e vari articoli di carattere ermetico-massonico. Di particolare rilievo è il suo sistema dei Rituali alchemici al cui interno figura una tardiva e preziosa Istruzione per fare la Grande Opera. Questo importante testo alchemico operativo integrato dal de Tschudy nel suo sistema massonico è il punto culminante dei Rituali ed è considerato a tutt’oggi segretissimo 22. Esso contiene, tranne poche varianti, le stesse istruzioni per confezionare due tipi di oro potabile che ritroviamo in un altro importante manoscritto fino a poco tempo fa conservato nella Biblioteca municipale di Avignone ed ora ormai irreperibile, perché probabilmente trafugato: il Manoscritto del dottor Bouge che descrive nei particolari le operazioni ermetiche della Società di Avignone per la fabbricazione dell’oro filosofico 23. Gli Statuti dell’Ordine, divisi in trenta capitoli, furono strutturati in maniera quasi identica agli Statuts des Philosophes Inconnus del Sendivogius. Nelle pagine di introduzione al testo (Idée generale de la Maconnerie considérée sous un point de vue philosophique, sous le nom de La Societé Des Philosophes Inconnus), il Barone de Tschudy sottolinea il carattere ermetico dei gradi e dei simboli massonici, dimostrando l’originaria connessione tra Massoneria ed Ermetismo (o Arte Regale) 24. Ricopiando gli antichi regolamenti dei “Filosofi Incogniti”, il de Tschudy sanciva la regola (art. 11) che gli affiliati e proseliti “non solo fossero sconosciuti agli estranei, ma che non si conoscessero neanche tra loro […] e di mantenere il silenzio sul loro operato”. “Non basta (art. 8) che i loro costumi siano impeccabili, ma occorre che i nostri associati abbiano un autentico desiderio di penetrare nei segreti della chimica, e una curiosità che sembra venire dal fondo dell’anima; di conoscere non le false ricette dei ciarlatani, ma le ammirevoli operazioni della Scienza Ermetica…”.

Il carattere essenzialmente “operativo” dell’arte alchemica viene ribadito nei 175 punti che compongono il Catechismo Ermetico-Massonico della Stella Fiammeggiante, dove sotto forma delle classiche domanda e risposta vengono delineati i principi e le basi fondamentali dell’Opera Alchemica: la Materia dell’Opera, i Regimi, i Gradi e i Fuochi, i Tempi, l’Arte di comporre filosoficamente il Solfo, il Mercurio e il Sale in vista della Pietra Filosofale, la dottrina dello Spiritus Mundi ripresa dalla dottrina del Cosmopolita e del Santinelli (la cui famosa Ode viene annessa allo stesso catechismo). In questo importante CATECHISMO OPERATIVO  vengono inoltre suggeriti gli autori (Lullo, Sendivogius, Paracelso, Geber, Villanova, Zaccaria, Trevisano, Bacone, D’Espagnet) e i testi classici a cui fare riferimento per portare avanti il lavoro ermetico.

Dal punto di vista ermetico-massonico, l’opera che maggiormente caratterizzò il suo percorso fu Rituel des Grades Alchimiques, che ancora oggi rappresenta una parte rilevante del Corpus Ermeticum del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli®. Il Barone de Tschudy elaborò gli insegnamenti alchemici del suo Maestro il Principe di San Severo, che nascevano dalle quotidiane esperienze trasmutatorie, mediate in laboratorio “ai Fuochi” .

Applicò una parte significativa degli insegnamenti al fine di sviluppare una strutturata docetica interiore che si estrinsecasse in una specifica Ritualità di Loggia, tesa al perfezionamento dei Fratelli Adepti, ammessi nel Circolo Interno 25 della Rosa di Ordine Magno, che prevedeva anche una operatività di laboratorio.

Questo Cerchio Interno 26 rappresentò il nucleo di base del Rito Egizio Tradizionale, dal quale poi si sviluppò il Sinedrio divenendone il Governo del Rito, che in quasi tre secoli ha continuato l’ininterrotto tramando della dottrina alchemica, che trae la sua propria scaturigine dalla Schola Alchemica Napolitana, la quale vide personaggi del peso di Michele Scoto, Gian Battista della Porta, Fra Elia da Cortona, Giovanni Gioviano Pontano, Girolamo Ruscelli, Federico Gualdi, Francesco Maria Santinelli, Fulvio Gherli.

Ancora oggi, il Rito Egizio Tradizionale custodisce, pratica e trasmette Gradi alchemico-operativi quale il Cavaliere del Sole, il Supremo Comandante degli Astri ed il Cavaliere della Fenice, unitamente ad altri gruppi di Gradi quale il Cavaliere dell’Iris ed il Cavaliere dell’Occidente. Un altro gruppo di Gradi racchiude il Vero Massone Cavaliere dell’Iris, il Cavaliere degli Argonauti ed il Cavalier del Toson d’Oro.

Questa Piramide Iniziatica, porta al raggruppamento dei Gradi Rosacruciani suddivisi in tre classi:

  • Cavaliere dell’Aquila Nera detto Rosa+Croce di Prima Classe (probatorio)
  • Cavaliere dell’Aquila Nera detto Rosa+Croce di Seconda Classe (confirmatorio)
  • Cavaliere dell’Aquila Nera detto Rosa+Croce di Terza Classe (operativo)

Bibliografia

  • Claude Henry Theodor Barone di Tschudy, Il Catechismo Ermetico Massonico della Stella Fiammeggiante del Barone di Tschudy – Edizioni Atanor 1984.
  • Baron de Tschudy, l’Etoile Flamboyante ou la Société des Francs-Maçons considérée sous tous les aspects. Tome Premier et Second, Gutenberg Print 2006.
  • Henry Theodor de Tschudy, Rituel des grades alchimiques du Baron de Tschudy, prèfacé, remis en forme et en clair par Jean Solis – Cadix. Ed. de la Hutete 2009.
  • M. VOLPE, Il “Discorso” del Cavaliere de Ramsay e il suo influsso nello Scozzesimo, http://www.massoneriascozzese.it (Visitato Settembre 2012).
  • Su Internet: http://www.esonet.it/News-file-print-sid-674.html (Visitato Settembre 2012).
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Note

  1. In Enciclopedia TRECCANI, Voce: Massoneria, Sub: Cenni Storici al 2° capoverso.
  2. Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Ed. Riservata Napoli 2011
  3. Don Raimondo di Sangro ove definisce nella sua “Lettera Apologetica” dell’Esercitato Accademico della Crusca contenente la Difesa del Libro Intitolato le Lettere d’Una Peruana Per rispetto alla supposizione De’ Quipu scritta dalla Duchessa di S… e dalla medesima fatta pubblicare, Napoli, Morelli 1750, il Barone di Tschudy  “un coltissimo Ufficiale di quella Nazione (Svizzera) mio amico”
  4. Testamento Olografo di Don Raimondo di Sangro, stipulato in Napoli il 7 Agosto 1770 depositato in copia presso gli Archivi del Rito Egizio Tradizionale: “E poiché so che capo, principio e fondamento di ogni Legittimo e ben regolato Testamento è l’Istituzione del proprio Erede; perciò in primo luogo nomino, ordino e instituisco mio Erede Universale particolare il Duca di Torremaggiore D. Vincenzo di Sangro, mio dilettissimo Figlio primogenito già Casato, procreato in costanza di Legittimo Matrimonio colla Sig.ra Principessa D.a Carlotta Gaetani d’Aragona mia amatissima e stimatissima Moglie, perché a me succeda a tutti e qualsivogliano miei Beni, sien Feudali e titolati di qualunque titolo, sien Borgensatici e Allodiali, Stabili e Mobili, sien deni o in Casa o né Banchi esistenti, sien gioje, ori e argenti lavorati …”
  5. Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli – Edizione Riservata ISBN 9788894296488.
  6. A Cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos, “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 Luglio 2017 – Ed. Riservata, ISBN 9788894296433
  7. Ciro La Rosa, Gli Svizzeri nell’Esercito Napoletano (1734-1861) Napoli e Palermo – Centro Culturale e di Studi Storici “Brigantino – il Portale del Sud”
  8. Carlo Francovich “Storia della Massoneria in Italia dalle Origini alla rivoluzione francese” – Nuova Italia, Firenze 1974, ristampa anastatica del 1989, EAN: 9788822107657 – ISBN: 8822107659, Pagg. 106 e 107.
  9. Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli – Edizione Riservata Napoli 1911
  10. Ruggiero di Castiglione, Alle Sorgenti della Massoneria – Ed. Atanor Roma 1988 pag. 121.
  11. Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli – Edizione Riservata ISBN 9788894296488.
  12. Il Barone di Tschudy stampò il suo l’Etoile Flamboyante simbolicamente “à l’Orient chez le Silence“, A cura di Anna Maria Partini F.M. Santinelli – Androgenes Hermeticus 2000 Roma Ed. Mediterranea  Pag. 12.
  13. Nell’opera del Tschudy custodita negli Archivi storici del Rito Egizio Tradizionale è riporta una Allocuzione tenuta in Loggia dal suo Maestro il Principe di Sangro, in occasione di una Iniziazione al Grado di Apprendista
  14. Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli – Edizione Riservata Napoli 1911.
  15. A cura di Domenico Vittorio Ripa Montesano, Ristampa Anastatica degli Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli – Edizione Originale Riservata Napoli 1911 – Ristampa 2017 ISBN 9788894296419
  16. A cura di Domenico Vittorio Ripa Montesano, Ristampa Anastatica degli Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli – Edizione Originale Riservata Napoli 1911 – Ristampa 2017 ISBN 9788894296419.
  17. Joanny Bricaud, Les Illuminés d’Avignon. Étude sur Dom Pernety et son Groupe, Paris, Librairie Critique Emile Nourry, 1927.
  18. A cura di Domenico Vittorio Ripa Montesano Ristampa Anastatica degli Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli – Edizione Originale Riservata Napoli 1911 – Ristampa 2017 ISBN 9788894296419
  19. Il titolo di Filosofo Incognito, non va confuso con quello derivante dalla tradizione ereditata dal Martinismo francese, anche se in verità a seguire questo concetto verrà rielaborato ampliamente da Louis-Claude de Saint-Martin (1743-1803)
  20. Il Sendivogius Alchimista che pare sia stato Rosacruciano
  21. cfr. Anna Maria Partini, capitoli introduttivi all’Androgenes Hermeticus di Francesco maria Santinelli, p. 21, ed. Mediterranee 2000
  22. Presente integralmente nel Corpus Hermeticum, del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli. Si può ancora reperire in diversi mss. del XVIII secolo, fra cui il Ms. Verginelli-Rota 30 della Biblioteca dell’Accademia dei Lincei: La Verité extraite des ténebres. La Révélation de la parole cauchée par la Saggesse des anciens, ou la vraye généalogie de la mére du mercure des philosophes, trascritta ed edita da Bernard Biebel, Paris, Arma artis, 1978
  23. Manuscrit du docteur Bouge donnant le détail des opérations hermétiques de la Société d’Avignon pour la fabrication de l’or philosophique, ms. 2089
  24. Cfr. Anna Maria Partini, capitoli introduttivi all’Androgenes Hermeticus di Francesco Maria Santinelli, p. 24, ed. Mediterranee 2000.
  25. In Enciclopedia TRECCANI, Voce: Massoneria, Sub: Cenni Storici al 2° capoverso.
  26. In Enciclopedia TRECCANI, Voce: Massoneria, Sub: Cenni Storici al 2° capoverso.