Rito Egizio di Adozione. Massoneria Femminile

Rito Egizio Tradizionale - Logge Femminili

… importanza del Sistro nel Risveglio della coscienza …

L’esistenza stessa di un Ordine Iniziatico non necessariamente risiede in ciò che ha in comune con altri Ordini, Comunioni od Obbedienze, ma spesso e senza contrapposizione violenta, in ciò che da essi differisce.

Questo poiché se a fondamento dell’esistenza stessa di tale Ordine Iniziatico poniamo quanto è inevitabilmente eguale, allora non vi sarebbe motivazione alla molteplicità dei Depositi Iniziatici, delle forme, e dei Rituali che Noi consideriamo tutti egualmente Sacri e tradizionalmente legittimi 1.

Ovviamente per alcuni di essi, storicamente e palesemente, non vi è altro motivo di esistenza che l’ego di taluni fratelli e gli interessi di bottega, ma la Saggezza del Nostro Rito Egizio Tradizionale tende a dare evidenza a quanto è vigoroso e non a quanto è degente, poiché si è certi che è nella varietà la ricchezza e non nella fatale livella della nociva eguaglianza o fratellanza esclusivamente e profanamente formale.

Tutti gli Ordini, Comunioni ed Obbedienze, Tradizionali nella loro Ortodossia Ritualistica, incarnano aspetti Iniziatici ed Operativi peculiari, in quanto molteplici sono i tipi di Iniziato a cui si rivolgono. Discende da ciò che le qualificazioni sono necessarie, proprio perché: ad ogni percorso corrisponde un iniziato e ad ogni iniziato corrisponde un percorso”. Non si tratta quindi di raggiungere, ad ogni costo, la vetta della montagna poiché porterebbe ad un inabile iniziato ed un cattivo iniziato porta ad un pessimo Maestro.

Pur nell’accettazione delle idee, delle visioni e delle posizioni altrui, noi consideriamo la Via Iniziatica Femminile (oggi comunemente chiamata Massoneria Femminile) quale evoluzione Isiaca con l’esaltazione della peculiarità dell’Essenza propria femminile 2 attraverso, appunto, la VIA EGIZIA 3.

Stimoliamo il raggiungimento dell’Equilibrio senza esaltare l’aspetto complementare, pur contemplando una “previsione di contatto” c.d. “stravaso4  5, ma in momenti appositamente previsti ed in condizione di Controllo Iniziatico 6.

Ulteriore elemento precipuo del Nostro Rito è la presa di distanza dalle derive kremmerziane che rimangono fuori dalla Tradizione del Rito Egizio Tradizionale di Helipolis sedente in Napoli® e dalla Rosa d’Ordine Magno. Il Kremmerz, non accettato sulla VIA Ermetica Egizia del c.d. “Cerchio Interno7 in precedenza creato da Don Raimondo di Sangro, Principe di San Severo, dovette generare una sua strada dalla quale noi ci distanziamo fermamente, perché riteniamo deriva sperimentale lontana dal Solco, che porrebbe in forte e pericolosa instabilità l’Armonia e l’Equilibrio psicofisico di Sorelle e Fratelli 8.

Dei Miti Eleusini “permeamo” la necessità della donna di percorrere una strada Ermetica di un ciclo di tre fasi, la “discesa” (la perdita), la “ricerca” e la conseguente “ascesa” per il ricongiungimento con la propria antica essenza e rigenerazione del proprio essere.

Della Magia Eonica propria di Caliel, sensibilizziamo le Sorelle Maestre a seguire le Sibille 9 10, Pupille “attive”, a riconoscere le azioni del S∴A∴D∴M∴ sui piani sottili tipicamente appartenenti al mondo dell’invisibile, e cioè alla corrente astrale 11 (Mondo del Divenire) e anche al disopra della corrente astrale (Mondo dell’Essere).

Della c.d. VIA Scozzese speculativa, a noi molto cara, allontaniamo la possibilità che sia anche minimamente attuabile 12 dalla Donna Massone che ha tutte le prerogative, nessuna esclusa, di operare nel Sacro e negli Antichi Misteri 13, sul piano Teurgico Magico e, entro linee sottili, anche sul piano Alchemico avendo anch’essa capacità di “VentoAlitare” sulla fiamma dell’Áthanor 14 per fare raggiungere all’Opera una “giusta temperatura” con un “fuoco dolce15.

Storia

Rito Egizio Tradizionale - Logge Femminili

… la Santa Scienza e … lo Psicopompo …

La tradizione del Rito Egizio Tradizionale di Helipolis e della sua linea Femminile specificamente Isiaca che opera in sintonia con la linea maschile di Maestri Osirificati, ha vissuto di perpetui Insegnamenti Ermetici (Docetici, Rituali e Cerimoniali) trasmessi dai suoi albori, come la tradizione insegna, da “bocca ad orecchio” per tramando diretto, assoluto ed ininterrotto da padre a figlio spirituale”.

Il Sovrano Grande Hyerophante Generale, Don Luigi Petriccione Caliel, riattivò il circolo delle Sibille (Pupille che, pur lontane da visibilità mondana, mai sospesero i loro Architettonici Lavori Latomici 16 ), in formula pienamente iniziatica dando emersione alle Logge Isiache Femminili di Adozione 17. Il lascito al suo successore Sovrano Grande Hyerophante Generale, Don Peppino CostaSitael, generò la successiva consacrazione ed installazione delle prime Logge negli Orienti Siciliani e Calabro Lucani oggi anche all’Oriente leccese e nella Grande Piramide ad opera dell’Erede legittimo Sovrano Grande Hyerophante Generale e Serenissimo G.·.M.·. ad Vitam Fratello Don Logos.

Tali Logge sono organizzate, all’interno del R∴ E∴ T∴ , su 4 Stadi Iniziatici: un’Iniziazione ad Apprendista Egizia, il successivo Innalzamento a Compagna d’Arte Egizia, l’Elevazione a Maestra Egizia e la Luce del completo magistero per le Maestre Perfette Egizie.

Il 5° Status, amministrativo, è riservato alla Grande Maestra Regina di Saba 18  19.

Operatività

Rito Egizio Tradizionale - Logge Femminili

… la Sibilla che proviene dal deserto del Libano …

Il Rito Femminile di c.d. Massoneria Femminile (come quello Maschile) lavora sotto gli Auspici dell’Imperatore Sovrano Grande Hyerophante Generale ad Vitam e le indicazioni del Gran Consiglio del Sinedrio; il Sovrano Gran Hyerophante delega alla Gran Maestra Regina di Saba alcuni suoi poteri amministrativi per una migliore organizzazione delle Logge.

Il Rito di Adozione è una linea di Massoneria prettamente Femminile 20 ed opera con specifici Rituali 21 congeniali alle qualificazioni femminili 22 e ad esse connaturati 23.

I Lavori del Rito Egizio Femminile si svolgono in formula Rituale, in Rispettabili Triangoli ed in RR∴LL∴ Giuste o in RR∴LL∴ Giuste e Perfette, e sono condotti e diretti da una Venerabile Maestra Agente (V∴M∴A∴) che presiede ai Lavori stessi e possiede piena capacità operativa 24 25.

Nei Lavori Rituali è prevista la presenza di un Fratello appositamente designato dal Gran Consiglio del Sinedrio, il quale iniziaticamente rappresenta il S∴G∴H∴G∴ .

Tale Rappr∴ del Rito, oltre ad avere uno specifico compito Rituale, garantisce la legittimità e la copertura iniziatica alla Tornata nonché dà una indispensabile collaborazione Energetica alla V∴M∴A∴ durante alcune fasi delle Iniziazioni.

Il Rito opera per portare in Luce nella donna le sue stesse potenzialità che, una volta RI-scoperte, valorizza ed esalta agevolandone la realizzazione sul piano della rigenerazione.

Constatato che la donna è portata a vivere principalmente nel piano emozionale, la strada che percorrerà da Iniziata l’aiuta a dominare tale piano, spostando la sua attenzione al piano Spirituale senza valorizzare l’aspetto complementare.

Tra un Iniziato maschio e un Iniziato femmina 26 preferiamo non disquisire se ci sia uguaglianza 27, ma diremo che tra di loro c’è PARITETICA funzione INIZIATICA ponendo l’accento sulla necessità che ciascuno dei due esseri “complementari” deve affermare e realizzare sempre di più le proprie innate qualità Ermetiche e qualificazioni Energetiche.

Da questa apparente contraddizione del concetto massonico di eguaglianza, concetto figlio dell’Illuminismo 28,  si evince la necessità che la VIA Iniziatica fra i due esseri non debba essere uguale, ma cercherà di raggiungere un eguale obiettivo con Rituali diversi lungo un Cammino specifico.

Le due Vie del Rito Egizio Tradizionale, quella di “Uomo Maschio” e quella di “Uomo Femmina”, sebbene diverse perché specifiche, non possono essere totalmente indipendenti l’una dall’altra disconoscendone l’uno il percorso dell’altra. Occorre che esse nascano e si sviluppino nello stesso “alveare” e Sistema Iniziatico Superiore, esse saranno legate nella Forza di Eggregoro da cui attingono e contemporaneamente a cui danno origine. Pertanto l’Iniziazione Femminile non potrà essere uguale a quella maschile e ne seguiranno “fila Ermetiche” differenti pur nella stessa Ortodossa Tradizione 29. Essa sarà quindi simile nel metodo, cioè deve essere Iniziazione Simbolica ed Ermetica e, seguendo il sistema di “ricerca” del V∴I∴T∴R∴I∴O∴L∴ , quale unico viatico, dovrà fare pervenire l’iniziata alla sua necessaria purificazione 30 successiva all’atto del “post fata resurgam”, elemento comune a tutti i Cammini ed alle Vie Iniziatiche che si concretizza all’interno del Gabinetto di Riflessione.

I Rituali del Rito Egizio Femminile (c.d. Massoneria Femminile) privilegiano nel I Grado 31: il lavoro per la piena realizzazione della propria femminilità. Imparare a conoscere se stessa, soprattutto nella propria personalità; riconoscere e comprendere lo stato caotico in cui ci si trova, i propri vizi, i propri difetti e provvedere alla purificazione 32, rettificazione e trasmutazione di essi nelle virtù ad essi corrispondenti.

La neofita deve prendere coscienza che, trovandosi all’estrema circonferenza del cerchio, deve ricercarne il centro facendosi conseguente silenzio/deserto attorno.

Nel II Grado: la necessita di acquisire la Conoscenza e la Profondità del Mondo Visibile.

Ci si avvia poi ad un’iniziazione al III Grado di presa visione di appartenenza all’Umanità tutta, recupero totale dei propri poteri legati alle proprie qualità e qualificazioni con conseguente completa rigenerazione Fisica, Morale e Spirituale quindi della reintegrazione individuale.

Il successivo IV Status Iniziatico farà della Sorella un ponte tra il mondo fisico e quello metafisico con piena attivazione delle proprie “facoltà intuitive” 33 con le quali la donna è maggiormente capace, rispetto all’uomo, di pervenire alla conoscenza ed al dominio dei poteri latenti che solo pochi uomini privilegiati posseggono e custodiscono nel Tempio della loro interiorità … ma questa sarà una pagina da scoprire con atteggiamento esoterico … !

Tutto quanto qui, è tracciato per «Amore e Carità».

Rito Egizio Tradizionale

Albero della Scienza del Bene e del Male di una delle Logge Femminili

Rito Egizio Tradizionale

Quadro di Loggia di una delle Logge del Rito Egizio Femminile

Rito Egizio Tradizionale

Quadro di Loggia

Rito Egizio Tradizionale

Simbolo dell’Albero della Scienza del Bene e del Male

 

 

 

 

 

 

© Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli® – 2018. #massoneriafemminile


Note

  1. Naturalmente una cosa è la “legittimità” sul piano del mondo sensibile, altra cosa è la “legittimità” sul piano spirituale ed iniziatico. Ma su ciò esiste un unico Tribunale Superiore e competente, presieduto dal S∴A∴D∴M∴ che sarà l’Ultimo a Giudicare. Liberamente tratto da Apis-Eleazar “I Riti Egizi” Vol.1, pag.21 – Ed. Mimesis  2014, ISBN 9788857524788.
  2. Ermeticamente il termine corretto è “femminino” ma lasciamo “passare” il lemma femminile per meglio essere compresi dal mondo profano.
  3. La Via Esoterico-Iniziatica si fonda sulla dimensione del Mistero e si propone il perfezionamento individuale contestualmente all’ampliamento della conoscenza al fine di svelare qualche mistero e riconoscere la presenza di molti altri: molte porte si possono trovare ed aprire, mentre molte altre non si sa come aprirle. L’iniziato ricerca sempre nuove porte e nuove chiavi per poterle aprire e poter guardare oltre le porte che erano rimaste chiuse. Mariano L. Bianca, La Massoneria Femminile nel Mondo – Ed. Atanòr, 2016, pag.21 ISBN 8871692926.
  4. Osmosi delle Energiefemminina” e “mascolina” atta a portare all’Equilibrio; Alchemicamente parleremmo di VIA:  Umida o Secca. Armonia tra il Solare ed il Lunare e complementarietà tra le Forze Energetiche. Ogni “linea” energetica ha le sue “peculiarità” ed assieme creano l’Armonia Universale.
  5. … “né con la Luna ne con il Sole, dominerete il serpente … ma con entrambi” … – Giusta citazione tratta dalla Somma Balaustra, Tracciata allo Zenit di Roma per il Solstizio d’Estate A∴M∴ 5776, dal Ven∴ e Pot∴ Fr∴ Filippo MANULI  33∴33° 90° 96°, succeduto al Fr∴ Peppino CostaSitael nella carica di Sovr∴ Gran Comm∴ del 33° ed ultimo Grado del R∴S∴A∴A∴ Comunione di Piazza del Gesù, nonché anche Gran Conservatore del Rito Egizio Tradizionale.
  6. Sono previsti momenti Rituali nei quali le Energie serpentine delle due polarità Maschile e Femminile si congiungono in Armonia controllata, nello svolgimento del proprio Cammino Ermetico, che pur essendo posto su Percorsi differenti, perseguono il medesimo obiettivo in forma “simbiotica.
  7. In Enciclopedia TRECCANI, Voce: Massoneria, Sub: Cenni Storici al 2° capoverso.
  8. A tal proposito ricordiamo la riflessione del Fratello Don Logos, attuale Sovrano Grande Hyerophante Generale, che tutti ci trova congiuntamente uniti: “il nostro Venerabile Rito Egizio Tradizionale non dovrà mai prendere derive non Tradizionali, ma rimanere saldamente nel Solco del più puro Ermetismo Solare, il quale vede la sua scaturigine nella più che millenaria Schola Alchemica Napolitana, ove fino ai nostri giorni sono stati custoditi e tramandati ininterrottamente gli insegnanti figli della più pura operatività trasmutatoria”.
  9. Identica scelta effettua il Rito Egizio del Cagliostro che, pur discendendo da altro filone ben lontano dalla nostra Tradizione, identifica nella denominazione SIBILLA, in ricordo delle “antiche Sibille”, il nome dato alle Sorelle che agiscono da Ufficiali e/o Dignitari all’interno di una Loggia Egizia. F. Faulks – R.L.D. Cooper, Cagliostro Mago Massone – La struttura della Massoneria del Rito Egizio di Cagliostro, Ed. Mediterranee, Pag.188, ISBN 978-272-2128-0.
  10. Vedasi anche Scala di Napoli, pagina contenuta in sezione Crogiuolo in questo stesso sito web.
  11. Il termine “Astrale” deriva da “alfa” privativa e “Stereon” = visibile, noi e qui intendiamo quindi il significato di “invisibile“.
  12. Lo specifico problema da noi ravvisato è da intendersi legato alla Ritualistica adottata, agli specifici Miti ai quali si fa riferimento nelle Logge Azzurre di “derivazione” scozzese, nonché al particolare percorso allegorico della Scala degli Alti Gradi del R∴S∴A∴A∴.
  13. I Riti Misterici hanno significati palesi, simbolici e trasmutativi. I primi (addobbi, squadra, compasso, oggetti vari ed utensili) possono essere compresi percettivamente anche dai profani e sono oggetti sostanzialmente ripresi dalla Massoneria Operativa propria delle Corporazioni di Mestiere. I secondi sono quelli di natura esoterica che fanno si che ogni oggetto nel Tempio sia usato per il suo valore simbolico prescindendo da quello palese. Cos’è per esempio il maglietto della V∴M∴A∴ possiede diversi significati come quello del “comando” e serve a sottolineare le diverse fasi rituali. Il terzo tipo di significati, quelli trasmutativi, fanno si che la ritualità sottenda una significazione Misterica. Tutto ciò non è manifesto nella Ritualità, è ciò che non appare ma genera una modificazione, sul piano interiore, dei partecipanti al Rito. Si tratta di Misteri perché sebbene si possa descrivere ciò che è avvenuto durante i lavori della tornata Rituale, non si può indicare ad altri ciò che è avvenuto nella coscienza individuale. A questi Misteri si aggiungono quelli relativi alle Elevazioni o ai Passaggi di Grado il cui rimane sempre attivo il processo Simbolico di Morte e Resurrezione (il famoso post fata resurgo); questi Misteri sono quelli precipui delle diverse iniziazioni relative ai vari Gradi. Liberamente tratto da Mariano L. Bianca, La Massoneria Femminile nel Mondo – Ed. Atanòr, 2016, pag.25/26 – ISBN 8871692926.
  14. Áthanor è un termine usato in Alchimia per designare un forno il cui calore serve ad eseguire la c.d. “digestione alchemica”. Il termine deriva dall’arabo at-tannūr (التنور) e dall’ebraico tanur che significa “forno”; tuttavia nella dottrina alchemica si fa risalire il termine al greco Α-Θάνατος (Thánatos) ovvero Morte, preceduto dalla “α” privativa, ovvero “senza-morte” per indicare la capacità della fornace di lavorare all’infinito. L’Áthanor è rappresentato in varie forme, da quella cubica o anche parallelepipeda a quella cilindrica. Esiste un’accurata descrizione dell’Áthanor fatta da Giovanni di Rupescissa nel suo De confectione veri lapidis philosophorum. Il Significato dell’Áthanor non è però quello di un comune forno in cui cuocere i metalli, “non è un forno della specie di quello dei chimici”; esso “di cui i filosofi hanno un gran segreto” altro non è che lo spirito umano, dove avvengono realmente le «combustioni» e arde il Fuoco Segreto. Attraverso la forma del forno con i suoi involucri, piani e vari strati non si vuole dare altro che una metafora semplificata del complesso delle qualità mentali, spirituali e fisiche dell’individuo, le trasformazioni delle quali lo condurranno al conseguimento della Pietra Filosofale alias Pietra conosciuta ai Filosofi. L’alchimista inoltre rispecchiava il proprio spirito nell’Áthanor: infatti l’Áthanor era in grado di “bruciare” le impurità di un metallo impuro quale il piombo sino a renderlo oro, e così l’alchimista doveva essere in grado di liberarsi dei propri “peccati” purificandosi e studiando sino a divenire Luce e Maestro alchimista. L’Áthanor, così come il laboratorio, rappresentavano un microcosmo, la semplificazione dell’Universo in una stanza e l’Áthanor simboleggiava il Sole, appunto il Fuoco Eterno.
  15. … nota in preparazione …
  16. A tal proposito ricordiamo che tutte le Istituzioni Esoterico Iniziatiche vennero sospese (messe in sonno) con la caduta dell’Impero Romano e la nascita del Cristianesimo o si trasformarono in Organizzazioni Monastiche dapprima solo maschili ed in seguito anche femminili con natura strettamente religiosa e non esoterico-iniziatica per cui non vi erano Riti di Iniziazione.
  17. Logge c.d. di “Adozione” poiché adottate da una Loggia Maschile che ne assume la paternità e se ne fà garante del Sole Ermetico e della presenza del seme che nell’Arte Alchemico-Trasmutatoria è la Via Secca. Tutte le prerogative di Trasmissione sono espresse dalla V∴M∴a∴ .
  18. Primo Libro dei RE cap. 10.
  19. Ella Governa il Rito Femminile, con Ampi Poteri, concessi per DELEGA di Sommo Decreto da parte del Sovrano Gran Hierophante Generale Serenissimo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale.
  20. La Donna per essere tale, deve incarnare tutte le valenze dell’Archetipo: RICETTIVA, PASSIVA, DUTTILE come l’acqua, CUSTODE dei RITMI della vita come la Luna, CONSERVATRICE delle FORME come la Terra, e DEPOSITARIA della POTENZA del FASCINO. … Essa è come un polo elettricamente carico che va isolato per preservarlo dalla “desaturazione”…. In ciò consiste la REALIZZAZIONE secondo la propria Natura, nel modo più conforme possibile all’Archetipo che s’incarna, per trascendersi. Edy Minguzzi, “Femminilita e Femminismo: saggio sulla donna del mondo della Tradizione”, Ed. Alkaest.
  21. Nei Rituali della “linea” Femminile del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli®, vengono “condensati” nei soli 4 Gradi/Stadi tutti i contenuti Ermetico-Misterici abitualmente diluiti nei 90e+ Gradi del Rito Egizio Tradizionale Maschile. Questo spiega la grandezza e bellezza dell’intero “impianto” rituale adottato dal nostro Venerabile Rito che non trova eguali, per miti ed allegorie, in nessuna delle Massonerie di estrazione “scozzesistica” ed è lontano dai “ritualismi” delle co-massonerie.
  22. Anche tra le righe degli scritti del “Gruppo di UR” troviamo che: “…. va considerata l’iniziazione aperta anche alle donne restando, a riguardo, il problema della VIA. Normalmente la via propria dell’uomo è quella <secca> ed il Rito è controllato in tutte le sue parti … fino alle fasi realizzatrici. Invece per una donna la via naturale sarebbe quella <umida>”; ovvero “dalle querce non nascono limoni” ed Aristotele disse: “l’uomo ed il Sole generano l’uomo”. Liberamente tratto da Vittorio Vanni, L’iniziazione Femminile in Massoneria, Gruppo Editoriale Bonanno, Roma 2016, pag.18. ISBN 978-88-6496-259-7.
  23. Non è quindi un problema che attiene alla lesione dei Diritti dell’Uomo. La concezione sociale massonica sostiene che vi siano Diritti Inalienabili. Tuttavia, la medesima concezione massonica, richiede “semplicemente” che ogni Struttura Sociale preveda forme, pur diverse, con cui i Diritti Inalienabili abbiano una concreta ed efficace attuazione. Mariano L. Bianca, La Massoneria Femminile nel Mondo – Ed. Atanòr, 2016, pag.25/26 – ISBN 8871692926.
  24. In senso completamente opposto è il G.O.I. che sostiene: “essendo la nostra Iniziazione Solare, le donne NON POSSONO ESSERE AMMESSE ai nostri Misteri“. Vittorio Vanni, L’iniziazione Femminile in Massoneria, Gruppo Editoriale Bonanno, Roma 2016, pag.13. ISBN 978-88-6496-259-7.
  25. L’affermazione la nostra Iniziazione è Solare” di cui alla precedente nota, al contrario di quanto si crede comunemente, è un inserimento recente del G.O.I. operato nella revisione del Rituale avvenuta nel 1969. Alcuni membri della Commissione Rituale dell’epoca, interpellati sulla questione, risposero che nei Rituali G.O.I. del 1949 e del 1955, vi era stata un’omissione della parte relativa alla consegna del secondo paio di guanti “da donna”, poi reintegrata con la contestuale inclusione della frase “iniziazione solare” inserita per dare una motivazione all’originaria esclusione. Liberamente tratto da Vittorio Vanni, L’iniziazione Femminile in Massoneria, Gruppo Editoriale Bonanno, Roma 2016, pag.14. ISBN 978-88-6496-259-7.
  26. Sin dal 1256 sembra che alcune donne furono Iniziate in Massoneria (allora esclusivamente Operativa) partecipando, in varie forme, a Gilde o Corporazioni di Mestiere. Tra queste ricordiamo una donna norvegese, tale Gunnilda, menzionata nel Calendar for Close Rolle del 1256. All’inizio del XIV sec. Sembra che Dama Sabina von Steinbach, figlia del Maestro Architetto che dirigeva la costruzione della Cattedrale di Strasburgo, abbia lavorato alla costruzione dell’Opera (cosa impensabile per il tempo). Anche nel famoso Poema Regius del 1390, famosissimo documento che ha originato parecchi princìpi della Massoneria Moderna, si trovano riferimenti alla partecipazione delle donne ai lavori Sacri di Costruzione come anche negli scritti del 1408 della Gilda del Corpus Christi di York si afferma: “si deve obbedire a un Maestro o a una Dama”. Le donne erano anche membro effettivo della London Mason Company ed in un manoscritto di York (il n.4 del 1693) è testualmente scritto: “egli o ella deve essere fatto(a) Massone”. In Francia, Enrichetta Maria di Borbone, ultima figlia di Enrico IV di Francia e di Maria de’ Medici, sorella del Re di Francia Luigi XIII e vedova di Carlo I Stuart, fondò un’Associazione Massonica femminile con propri Simboli, Cerimonie e Parole di Passo. Nella Russia del 1712, la Zarina Caterina fondò un Ordine massonico strettamente femminile. Liberamente tratto da Mariano L. Bianca, La Massoneria Femminile nel Mondo – Ed. Atanòr, 2016, pag.83 – ISBN 8871692926.
  27. Lasciamo tali disquisizioni al mondo profano e della scienza medica.
  28. Non è l’illuminismo che generò la Massoneria, al contrario fu il pensiero massonico ed esoterico, precedente alla fondazione del 1717, che ebbe una certa influenza sulla formazione dell’illuminismo come fenomeno filosofico e culturale …”, Mariano L. Bianca, La Massoneria Femminile nel Mondo – Ed. Atanòr, 2016, pag. 20, ISBN 8871692926.
  29. Nella medesima direzione andò anche la Loggia Regolare, del Grande Oriente di Francia, dal Titolo Distintivo “Le Temple des Familles” costituita a Parigi nel 1896, che effettuava INIZIAZIONI Femminili con apposito Rituale. Tale tradizione è considerata purtroppo collocata al di fuori della Gran Loggia Unita d’Inghilterra e alle Massonerie ad essa collegate e da essa riconosciute poiché ancora oggi non ammettono l’Iniziazione Massonica Femminile. Mariano L. Bianca, La Massoneria Femminile nel Mondo – Ed. Atanòr, 2016, pag.104, ISBN 8871692926.
  30. Purificazione intesa come segreto della Catarsi e rettificazione di tutto ciò che c’è di distorto nella nostra interiorità.
  31. Definiamo “Grado”, per comodità esplicativa, lo Stadio a cui perviene la Sorella.
  32. Purificazione intesa come segreto della Catarsi e rettificazione di tutto ciò che c’è di distorto nella nostra interiorità.
  33. Da qui Pupilla ed ancor maggiormente SIBILLA col dono della “chiaroveggenza“.