Eliphas Lévi

Una volontà lucida può agire sulla massa della luce astrale e, col concorso di altre volontà

che essa assorbe e seco trascina, determinare grandi e irresistibili correnti  (E. Lévi)

 

Jeronimo Zahed

Eliphas Lévi

Eliphas Lévi, nom de plume Alphonse Louis Constant (Parigi, 8 ottobre 1811 – Parigi, 31 maggio 1878), è stato un esoterista, teosofo e occultista francese.

Da molti è reputato il più famoso studioso di esoterismo dell’Ottocento e dai più ritenuto il padre dell’Occultismo moderno ed il più famoso mago del secolo.

La sua figura è particolarmente legata al Rito Egizio Tradizionale, in quanto il suo Iniziatore e Maestro fu Don Antonio Marino 5° Gran Maestro e Sovrano Gran Hyerophante Generale del Rito Egizio Tradizionale.

Il Marino nel 1823 incontrò a Parigi l’abbé Frère-Colonna (1786- 1858), (profondo studioso del pensiero gioachinita e swedenborghiano), e grazie all’amicizia che a lui lo legava, entrò a far parte del corpo insegnanti del piccolo seminario di Saint-Nicolas du Chardonnet di cui il Frère-Colonna ne era direttore. A Saiht-Nicolas, il Marino avviò agli studi occulti il giovane seminarista, Alphonse Louis Constant, destinato negli anni a venire ad acquisire notorietà imperitura nell’orbe iniziatico col “nom de plume” di Eliphas Lévi 1. Il noto occultista francese, ebbe il merito di aver risvegliato molto l’interesse verso l’esoterismo che nella seconda metà del settecento era stato in una certa misura tralasciato a causa dello scetticismo illuministico e grazie anche al suo contributo riprese con vigore nell’Ottocento.

Tema natale di Eliphas Levi

Nel corso degli anni Eliphas Lévi, mantenne con il suo Maestro ed Iniziatore Don Antonio Marino, che lo avviò agli studi ermetici ed alla magia trasmutatoria, intensi rapporti epistolari ed ermetici creando con lui un Cenacolo Napolitano, che raccoglieva le meilleur del Martinismo, della Massoneria Egizia e del pensiero esoterico delle Due Sicilie 2 . Dopo il periodo di Studi Partenopei e la frequentazione del Cenacolo della “Scala di Napoli“, Eliphas Lévi acquisito lo Jeronimo di Zahed. Fece ritorno in Francia, ove pubblicò il suo studio più importante, Dogme et Rituel de la Haute Magie (apparsa a Parigi in due volumi tra il 1854 il Dogme ed il Rituel nel 1856), un’opera dedicata all’analisi delle più diverse branche dell’esoterismo antico e moderno, che egli definì “scienze occulte”. Nel corso degli anni a seguire con il suo Maestro ed Iniziatore Don Antonio Marino, continuò a mantenne rapporti epistolari ed ermetici vivificando il Cenacolo Napolitano. Questo fu possibile anche perché, nel mentre il suo Maestro Marino era divenuto uno dei Maestri Segreti e futuro Vertice della più importante Corrente Iniziatica di Rito Egizio Tradizionale (Scala di Napoli), grazie alla quale poté essere ammesso in un circolo Ermetico attivo a Napoli, nel quale trasfuse gli insegnamenti Martinisti appresi in Francia, essendo lui come il Lévi in stretto contatto, come attestano Archivi Storici dell’Ordine, con una società occultistica di Avignone, dedita a studi sul magnetismo 3.

Ebbe contatti a Parigi in più riprese, con importanti esponenti del Rito Egizio Tradizionale fra i quali Don Pasquale de Servis | Izar,  che succederà al Marino nel Governo del Venerabile Rito Egizio Tradizionale, Don Giustiniano Lebano | Sairtis Hus futuro successore di Izar ed al Barone Spedalieri, molto attivo nella Scala di Napoli, il quale ne diverrà suo futuro Discepolo Diretto.

Il Lévi essendo nato a Parigi da una famiglia non agiata, avendo i genitori compreso la natura brillante del giovane, lo avviarono agli studi seminaristici, al fine di potergli consentire una formazione adeguata.

Le rigide regole del seminario, non erano molto compatibili con la natura irrequieta del giovane Alphonse e pertanto raggiunto il semplice grado di diacono, fu costretto a lasciare il convento di Saint Sulpice a causa della sua condotta non in linea con i rigidi canoni del noviziato.

Nel suo primo periodo lavorativo diede lezioni e scrisse qualche pezzo per giornali locali, finché nel 1838 conobbe Alphonse Esquiros, uno scrittore molto eccentrico, che in seguito sarebbe diventato autore di un celebre romanzo, Le magicien. Esquiros apparteneva ad una società segreta che sosteneva i discendenti del defunto re Luigi XVI e di sua moglie Maria Antonietta, combattendo la dinastia dei Bonaparte, considerati usurpatori.

Tramite questo scrittore, Lévi venne in stretto contatto con un tal Ganneau, che sosteneva di essere la reincarnazione del defunto re Luigi; l’uomo fece ad Alphonse una grande impressione, tanto che egli, divenuto seguace della sua setta, scrisse la Bibbia della Libertà, un trattato politico a sostegno delle teorie anti–bonapartiste. Il libro fu censurato e lo fece finire anche in carcere per attività antigovernativa ed incitamento alla sedizione.

Perse le illusioni sul Ganneau, rivelatosi a suo dire un volgare imbroglione, Alphonse si dedicò allo studio delle dottrine dei mistici cristiani, della Cabala e degli antichi Grimori: questi ultimi furono per lui una vera rivelazione.

La magia divenne il suo interesse principale; egli riassunse le nozioni apprese durante i suoi studi, dando loro forma organica, e le pubblicò, con lo pseudonimo di Eliphas Lévi, nel Dogma dell’Alta Magia, che uscì nel 1854; a questa parte teorica seguì, due anni più tardi, il Rituale dell’Alta Magia, parte pratica operativa.

Appena pubblicato il Dogma, che ebbe un buon successo di pubblico, Lévi si recò in Inghilterra dall’amico Edward Bulwer Lytton, che nel 1842 aveva scritto il romanzo esoterico Zanoni, storia di un maestro di magia rosacrociano.

Lo scopo di Lévi era di dare lezioni di “occultismo”, un termine da lui stesso coniato, sfruttando la fama del suo libro di magia.

A seguire Lévi tornò in Francia; dopo aver dato alle stampe il Rituale, pubblicò il suo libro più noto, la Storia della Magia, un testo che suscitò grande interesse, che ha fatto scuola per lungo tempo, ed al quale si sono ispirati tutti gli autori posteriori, malgrado alcuni sostengano sia poco attendibile dal punto di vista storico.

Con La Chiave dei Grandi Misteri, Eliphas Lévi si fece conoscere in tutta l’Europa; i suoi libri gli fecero attribuire la qualifica di “più grande mago vivente”, anche se ciò appare peculiare, dato che in tutta la sua vita egli compì a quanto ci è stato tramandato un solo rituale magico.

Benché Iniziato al Martinismo da H. Delaage in realtà, egli era primariamente un abile curatore di testi scritti da altri autori, soprattutto dei Grimori medievali e rinascimentali, da lui romanticizzati e drammatizzati con l’aggiunta di particolari velati e spettacolari, degni di un romanzo d’appendice.

I suoi libri cominciarono a rendergli moltissimo denaro; inoltre le sue lezioni di occultismo, da lui definite “scienza sacra”, erano richiestissime dai rappresentanti del bel mondo parigino.

Morì nel 1875, ricco, felice, stimato e famoso.

 

Opere

Dogme et rituel de la Haute Magie, 1855-56 (trad. it. in 2 voll. Il Dogma dell’Alta Magia e Il rituale dell’Alta Magia, Atanor, rist. 1991)

Histoire de la Magie, 1860 (trad. it. La storia della Magia, Atanor, rist. 1989; anche Edizioni Mediterranee)

La Clèf des Grands Mystères, 1861 (trad. it. La chiave dei grandi Misteri, Atanor, rist. 1990)

Le sorcier de Meudon, 1861, romanzo

Fables et Symboles, 1861

 

Pubblicazioni postume

La Science des Esprits, 1894

Clèfs majeures et Clavicules de Salomon, 1895 (trad. it. Chiavi maggiori e Clavicole di Salomone, Atanor, rist. 1992; anche Edizioni Il Basilisco)

Le Catechisme de la Paix, 1896

Le Grand Arcane, 1898 (trad.it. Il grande Arcano, Atanor, rist. 1992)

Le Livre des Sages (trad. it. Il Libro degli Splendori, Atanor, rist. 1993)

Les Mystères de la Kabbale, 1921 (trad. it. I Misteri della Cabala, Atanor, 1990)

Paradoxes de la Science Supreme, 1925 (trad. it. Paradossi della Scienza Suprema, Atanor, 1994)

Correspondance d’Eliphas Levi avec le Baron Spedalieri, 1930

The magical ritual of Sanctum Regnum, London, 1896 (trad.it. Il rituale magico del ‘Sanctum Regnum’, Atanor (1992). Quest’opera, pur essendo solitamente attribuita a Levi, in realtà è apocrifa; come afferma lo storico dell’esoterismo Giordano Berti (Storia dei Tarocchi, pp.142-143), ne fu autore l’esoterista inglese William Wynn Westcott (1848-1925), solitamente ricordato per essere stato tra i fondatori dell’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata, o Golden Dawn.

Bibliografia

Paul Chacornac, Eliphas Levi, Paris, 1926

Charles McIntosh, Eliphas Levi and the Frenc occult revival, London, 1972

Alain Mercier, Eliphas Levi, Paris, 1974

Claude Buissett, Eliphas Levi: sa vie, son oeuvre, ses pensées, Paris, 1984

Giordano Berti, Alphonse Louis Constant (1810-1875), in Il Tarocco esoterico in Francia, Faenza, 1987

 

© Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli 2018.

 

Note

  1. Gaetano Lo Monaco Eliphas Lévi tra rivoluzionarismo e magismo in “Merkur”, anno I n. 7, sett. 1997
  2. A Cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos, Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti”– Napoli 7 Luglio 2017 – Ed. Riservata ISBN 9788894296433
  3. A cura di Domenico Vittorio Ripa Montesano Ristampa Anastatica degli Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli Edizione Originale Riservata Napoli 1911 – Ristampa 2017 ISBN 9788894296419