Nicola Giuseppe Spedalieri

Rito Egizio Tradizionale

Barone Nicola Giuseppe Spedalieri

Nicola Joseph Spedalieri (Bronte, 1812 – Marsiglia, 16 dicembre 1887 1 ) è stato un esoterista italiano. Fu l’allievo prediletto di Eliphas Lévi.

Barone Nicola Giuseppe Spedalieri, nipote del famoso teologo e filosofo Nicola Spedalieri (1740-1795), nacque nel 1812 a Bronte, importante centro agricolo sulle pendici dell’Etna, dal barone Gioacchino Maria Spedalieri, proprietario di vasti vigneti negli aviti possedimenti di Adrano, e da una nobildonna di origine tedesca, Maria Carolina de Grafer, figlia del Visconte Andrea 2, il paesaggista del verde chiamato da Horatio Nelson quale primo amministratore della sua Ducea 3.

Il giovane Barone, di grande intelletto dimostrò da subito il suo amore per gli studi classici e grande erudizione (parlava correttamente il francese e l’inglese). Lo Spedalieri si consacrò poco più che ventenne allo studio delle dottrine esoteriche, prediligendo, oltre gli studi sul Martinez de Pasqually, anche il pensiero del Philosophe Inconnu, Louis Claude de Saint-Martin (1743-1803). Nel corso di uno dei suoi numerosi viaggi, pare intorno al 1831 il giovane aristocratico brontese conobbe a Napoli, il monaco agostiniano, Don Antonio Marino, 5° Sovrano Gran Hyerophante e Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli® e Gran Maestro del Martinismo Napolitano  4 figura di grande rilievo nel panorama ermetico ottocentesco, non solo italiano, ma anche internazionale 5, visto i suoi numerosi rapporti con Parigi e soprattutto con una società occultistica di Avignone, dedita a studi sul magnetismo 6.

Citando alcuni aspetti tratteggiati dal Maestro Francesco Brunelli conosciuto con lo jeronimo Nebo, il nome di “Martinisti Napolitani” indica un gruppo di ermetisti del Regno delle Due Sicilie, allievi di Don Antonio Marino e legati al Maestro francese Eliphas Lévi, fra i quali principalissimo il Barone Nicola Spedalieri, che era «Napolitano» di Catania e cioè siciliano, e come tale cittadino del Regno di Napoli «al di là del Faro», come allora si diceva 7.

A Saiht-Nicolas Don Antonio Marino avviò agli studi occulti un giovane seminarista, Alphonse Louis Constant (1810-1875), destinato negli anni a venire ad acquisire notorietà imperitura nell’orbe iniziatico col “nom de plume” di Eliphas Lévi 8 futuro maestro del Barone Spedalieri, il quale ebbe contatti con il Marino che tra l’altro era divenuto da prima uno dei Maestri Segreti del Sinedrio, fino a divenirne Gran Maestro e Gran Hyerophante del Rito Egizio Tradizionale 9 conosciuta anche come Scala di Napoli. Il forte legame del Barone, con la corrente Egizia lo portò ad accrescere il suo peso interno anche al fiorente Martinismo Napolitano attivo nella Capitale del Regno ed a mantenere in seguito da discepolo, lo stretto contatto epistolare con l’Ermetista Eliphas Lévi, e con la società occultistica di Avignone, posta sotto l’egida del suo Maestro dedita a studi sulla Kabbalah, Magia Eonica e sul Magnetismo.

Stabilitosi intorno al 1843-44 nella terra che considerava come sua seconda patria, la Francia, lo Spedalieri intrattenne rapporti con alcuni esponenti di organizzazioni iniziatiche locali, specificatamente martiniste.

La corrispondenza tra il barone Spedalieri ed Éliphas Lévi, cominciò con l’acquisto in una libreria di Marsiglia, nel luglio 1861, di una copia del Dogma e Rituale dell’Alta Magia, che segnò per il Barone brontese l’inizio di un rapporto di discepolato iniziatico e di profonda amicizia, che lo legherà al “magista” francese per ben quattordici anni, ossia fino alla morte di quest’ultimo avvenuta il 31 marzo 1875. Le relazioni tra i due uomini cominciarono, come ha scritto un biografo del Lévi, Paul Chaconrnac, “con l’invio che fece il Maestro a colui che, in poco tempo, doveva diventare il suo migliore e più sincero amico, di una copia delle Chiavi Maggiori e Clavicole di Salomone, e di un piccolo rituale, anch’esso manoscritto inserito in un esemplare dell’edizione latina del Trattato delle Seconde Cause dell’abate Tritemio, una sorta di commentario occulto alle clavicole salomoniche” 10. Il Lévi, tra l’altro, fece dono all’aristocratico brontese di alcuni suoi importanti manoscritti con la promessa di pubblicarli soltanto 20 anni dopo la sua morte.

Lo Spedalieri, pur rimanendo incardinato nella Piramide Partenope della Scala di Napoli, ebbe in seguito stretti rapporti iniziatici anche con altri illustri figure esoteriche dell’epoca quali, per non citare che le più famose, Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), fondatrice della “Società Teosofica”, di cui il barone era membro, Anna Bonus Kingsford (1846-1888) personalità di spicco nell’ambiente occultistico inglese, e Papus, al secolo Gerard Encausse (1865-1916).

Nicola Giuseppe Spedalieri si spense a Marsiglia, dove aveva sempre vissuto da quando si era trasferito in Francia dalla Sicilia, il 16 dicembre 1898, assistito amorevolmente dalla nipote, madamoiselle Laporte, che ereditò l’immensa biblioteca dello zio. Con la scomparsa dello Spedalieri si chiude un altro importante e misconosciuto capitolo della secolare storia dell’ermetismo, capitolo che attende ancor oggi di essere dovutamente approfondito.

© Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli 2018.


Note

  1. Alcune biografie riportano come data di morte il 16 dicembre 1898 (v: Archivio Flavio Beninati)
  2. C. Knight Il Giardino Inglese di Caserta. Un’avventura settecentesca. Napoli, 1986.
  3. B. Radice Memorie Storiche di Bronte – Ed. Banca Mutua Popolare di Bronte, 1984.
  4. A Cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos, Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti – Ed. Riservata Napoli 7 Luglio 2017.
  5. Gaetano Lo Monaco, L’Ordine Osirideo Egizio e la trasmissione pitagorica, Bassano del Grappa, 1999.
  6. Historia dell’Ordine R+C Egizio Osirideo di Misraim-Memphis – Scala di Napoli dal 1745 al 1995, a cura di Michele Di Iorio (dattiloscritto inedito)
  7. Francesco Brunelli Il Martinismo e l’Ordine Martinista – Volumnia, Perugia 1980, pp. 111-113.
  8. Su Eliphas Lévi vedasi, tra l’altro, il nostro: Eliphas Lévi tra rivoluzionarismo e magismo in “Merkur”, anno I n. 7, sett. 1997.
  9. Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli – Edizione Riservata Napoli 1911.
  10. P. CHACORNAC Éliphas Lévi, rénovateur de l’occultisme en France – Parigi, 1926, p. 206.