Scipione SEVERINO
Scipione Severino è un alchimista napoletano del XVII secolo, indicato nei frontespizi come “nobile D. Scipione Severino napolitano”.
Appare, nelle fonti oggi reperibili, come una figura meno nota e tardivamente ricondotta alla storia dell’alchimia napolitana: la documentazione biografica diretta è poco ampia, e ciò che si può stabilire con qualche sicurezza proviene soprattutto dai frontespizi delle sue opere e dalle ricognizioni bibliografiche posteriori 1. Dal suo modo di autorappresentarsi si può dedurre la sua appartenenza ad ambienti aristocratici e di lignaggio: in altri testi egli si dichiara “nobile D. Scipione Severino napolitano discendente di Boetio Romano”, le letture moderne lo collegano infatti al casato dei Severino Longo, famiglia nobiliare del Sedile di Porto, dunque a quella Napoli vicereale nella quale il rango, il patrocinio e la legittimazione culturale si riverberavano a vicenda 2 3.
La sua figura si lascia cogliere attraverso una costellazione di opere che le fonti attribuiscono concordemente a lui, benché con una necessaria prudenza filologica: Il Cannocchiale chimico del nobile Scipione Severino napolitano, tradizionalmente datato al 1631 ma considerato incerto perché di quel testo sopravvive essenzialmente il frontespizio; Il Pulicinella Filosofo Chimico, dalli Filosofi spalleggiato col modo di fare Oro e Argento, dove vi è incluso il dittionario filosofico, del 1681 ; la Glosa sopra Raimondo Lullo e sopra la Turba Filosofica per prodursi oro et argento mediante la natura e l’arte, del 1684; e la Filosofia Alchimia seu scienza vigorativa dell’anima aurea, del 1695 4 5.
A queste si aggiunge, per via indiretta e con ogni cautela, un possibile Trionfo dell’Alchimia del 1691 riportato da Ferguson sulla scorta di Gmelin, senza però ulteriori riscontri certi 6 7 8.
Il Pulicinella filosofo chimico occupa un luogo singolare nella sua produzione, perché si presenta come dialogo tra Pulcinella e Graziano di Bologna e si rivolge ai “sig. Filosofi Chimici Napoletani”, segno di un pubblico cittadino, colto e specializzato, vicino tanto alle conversazioni dottrinali che alle officine della spezieria; in quel testo l’alchimia severiniana emerge come linguaggio simbolico e come disciplina dell’interpretazione 9.
Anche la Glosa sopra Raimondo Lullo e sopra la Turba Filosofica lo mostra immerso nel deposito classico dell’ermetismo latino-medievale, e la tradizione bibliografica la giudica opera di autore “poco noto”, capace tuttavia di maneggiare i classici dell’arte con sostanziosa, benché talora diseguale, consapevolezza dottrinale 10.
La sua Filosofia Alchimia seu scienza vigorativa dell’anima aurea segna il vertice della sua inclinazione spirituale, perché già nel titolo la finalità dell’opera si sposta dall’oro materiale alla “anima aurea”; e nel 1695 Severino cita anche la Critica della Morte, lasciando intravedere un dialogo con la letteratura ermetica coeva e con la figura di Federico Gualdi, allora oggetto di ampia circolazione nei dibattiti alchemici 11 12.
Quanto ai collegamenti con le accademie, nessuna delle fonti esaminate documenta una sua iscrizione nominale a una specifica accademia napolitana; nondimeno la sua opera si colloca con evidenza nel medesimo orizzonte storico che, a Napoli, aveva visto l’Accademia dei Secreti di Giovan Battista della Porta, i rapporti lincei di della Porta con Roma e, più tardi, l’Accademia degli Investiganti, nata nel 1650 sotto la protezione del marchese di Arena, e legata alle ricerche mediche, chimiche e naturalistiche del tempo 13.
In questo stesso mondo intellettuale si staglia il confronto con Giuseppe Donzelli, spagirista napoletano e autore del Theatro farmaceutico dogmatico e spargirico, la cui opera conserva una forte impronta iatrochimica e farmaceutica; Severino, invece, secondo la lettura più persuasiva delle fonti moderne, tende verso una scrittura più simbolica, meno laboratoriale e più ermetico-filosofica, quasi a rappresentare una delle ultime fioriture di una lunga tradizione napolitana in cui natura, arte, medicina e speculazione spirituale restano ancora intimamente congiunte 14 15 .
In tal senso Scipione Severino si presenta come uno degli ultimi testimoni, ancora in pieno Seicento, di quella linea napolitana che da della Porta agli ambienti lincei, dagli sperimentatori agli Investiganti, cercò di tenere insieme osservazione della natura, lettura dei segni e trasmutazione interiore della materia 16.
La sua opera sicuramente contribuì a far crescere quel novero di saperi alchemici che pervennero al principe di San Severo per mezzo del suo Maestro Fulvio Gherli nel XVIII secolo e confluirono nel Circolo Ermetico Interno che egli costituì fra i suoi adepti, dal quale nel 1747 prese vita il Rito Egizio Tradizionale 17 18 19 20 21.
©Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli® – 2018. Agg.to del 20/04/2026 E∴V∴ .
Note
- Massimo Marra, “Scipione Severino”, Iniziazione Antica, 20 marzo 2021, e Massimo Marra, “Magia e alchimia nella Napoli del Seicento”, Aispes, Biblioteca Ars Regia, con richiamo alla scarsità delle notizie biografiche e al profilo generale dell’autore; LINK di riferimento e anche al LINK.
- Massimo Marra, “Scipione Severino”, Iniziazione Antica, 20 marzo 2021, e Massimo Marra, “Magia e alchimia nella Napoli del Seicento”, Aispes, Biblioteca Ars Regia, con richiamo alla scarsità delle notizie biografiche e al profilo generale dell’autore; LINK di riferimento e al LINK.
- Nobili Napoletani Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d’Oro Napolitano al LINK.
- Massimo Marra, “Magia e alchimia nella Napoli del Seicento”, Aispes, Biblioteca Ars Regia; Scipione Severino, “Il Cannocchiale chimico del nobile Scipione Severino napolitano”, Venezia, 1631; Scipione Severino, “Il Pulicinella Filosofo Chimico, dalli Filosofi spalleggiato col modo di fare Oro e Argento, dove sta incluso il dittionario filosofico”, Venezia, 1681; Scipione Severino, “Glosa sopra Raimondo Lullo e sopra la Turba Filosofica per prodursi oro et argento mediante la natura e l’arte”, Venezia, 1684; Scipione Severino, “Filosofia Alchimia seu scienza vigorativa dell’anima aurea”, Venezia, 1695; Johann Friedrich Gmelin, “Geschichte der Chemie, 1799”, richiamato da John Ferguson, Bibliotheca Chemica al LINK di riferimento.
- Libreria Neapolis, scheda “Il Pulicinella filosofo chimico di Severino Scipione (1681)”; Massimo Marra, Il Pulicinella filosofo chimico di Severino Scipione (1681): uomini e idee dell’alchimia a Napoli nel periodo del viceregno, Milano, Mimesis, 2000; scheda WorldCat dell’opera; al LINK di riferimento.
- Libreria Neapolis, scheda “Il Pulicinella filosofo chimico di Severino Scipione (1681)”; Massimo Marra, Il Pulicinella filosofo chimico di Severino Scipione (1681): uomini e idee dell’alchimia a Napoli nel periodo del viceregno, Milano, Mimesis, 2000; scheda WorldCat dell’opera; al LINK di riferimento.
- Bibliotheca chemica: a bibliography of books on alchemy, chemistry and pharmaceutics. London: Derek Verschoyle, 1954, 2 voll.
- Gmelin, Johann Friedrich. Geschichte der Chemie seit der Wiederherstellung der Wissenschaften bis an das Ende des achtzehnten Jahrhunderts. Göttingen: Johann Georg Rosenbusch, 1797–1799, 3 vol. – N.B.: Il titolo “Trionfo dell’Alchimia (Venezia, 1691)” è attestato unicamente nella tradizione bibliografica secondaria: cfr. J. Ferguson, Bibliotheca chemica, Glasgow 1906, II, p. 379, sulla scorta di J. F. Gmelin, Geschichte der Chemie, Göttingen 1797–1799, senza tuttavia riscontro in esemplari noti o cataloghi coevi .
- Libreria Neapolis, scheda “Il Pulicinella filosofo chimico di Severino Scipione (1681)”; Massimo Marra, Il Pulicinella filosofo chimico di Severino Scipione (1681): uomini e idee dell’alchimia a Napoli nel periodo del viceregno, Milano, Mimesis, 2000; scheda WorldCat dell’opera; al LINK di riferimento.
- Catalogo del Fondo Verginelli-Rota, Accademia Nazionale dei Lincei, voce “Scipione Severino. Glosa sopra Raimondo Lullo e sopra la turba filosofica Venetia 1684”.
- Massimo Marra, nota bibliografica introduttiva ad “Anonimo – la Critica della Morte overo l’Apologia della Vita (1690)”, in cui si segnala che nel 1695 Severino cita la Critica della Morte; al LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- Antonio Clericuzio, “Le accademie scientifiche del Seicento”, in Il Contributo italiano alla storia del Pensiero: Scienze, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, 2013; voce “Accademia degli Investiganti”, Treccani al LINK di riferimento.
- Antonio Clericuzio, “Le accademie scientifiche del Seicento”, in Il Contributo italiano alla storia del Pensiero: Scienze, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, 2013; voce “Accademia degli Investiganti”, Treccani al LINK di riferimento.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 – ISBN 9788894296419.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402.
- In Enciclopedia TRECCANI, Voce: Massoneria, Sub: Cenni Storici al 2° Capoverso al LINK.