Lodovico LAZZARELLI
Lodovico Lazzarelli, anche conosciuto con lo pseudonimo di Septempedanus, nacque a San Severino Marche il 4 febbraio 1447 da Alessandro, medico, e da Lorenza Tosti; la cronologia tradizionale che indicava il 1450 è stata corretta dalla critica moderna sulla base della biografia composta dal fratello Filippo e di una notizia d’archivio che attesta la morte del padre già nel 1448 1.
Da recenti fonti documentate pare sia stato il primo a definirsi esplicitamente un «ermetista» 2 3 4.
Trasferitosi ancora fanciullo con la madre e i fratelli a Campli, presso Teramo, ricevette qui la prima educazione e manifestò precocemente un’inclinazione poetica non comune, attestata da un carme giovanile sulla battaglia di San Flaviano lodato da Alessandro Sforza 5. La sua formazione proseguì sotto la guida di Giovanni Antonio Campano, quindi a Venezia e a Padova, dove il De apparatu Patavini hastiludii testimonia la piena adesione alla cultura umanistica accademica; a questa stagione appartengono anche il Carmen bucolicum, il De gentilium deorum imaginibus e i Fasti Christianae religionis, nei quali la poesia si configura già come strumento di ordinamento simbolico e religioso della realtà 6.
La sua continua ricerca lo condusse poi ad Atri, dove fu istitutore del figlio del signore Matteo Capuano e compose un carme per la morte della duchessa Caterina Orsini del Balzo, quindi a Camerino, Roma, Ferrara e infine a Napoli, delineando una traiettoria che unisce corti, scuole e ambienti di alta cultura. È tuttavia con l’incontro con Giovanni Mercurio da Correggio che il Cammino del Lazzarelli subisce la sua svolta fondamentale: l’incontro databile con buona probabilità al 1481 e culminante nell’episodio romano dell’11 aprile 1484, che egli stesso narrò nell’Epistola Enoch come momento di rigenerazione interiore e di abbandono della poesia mondana per una sapienza superiore 7 8. In questa prospettiva si comprende la celebre autodefinizione dell’autore come quondam poeta nunc autem per novam regenerationem verae sapientiae filius, che non indica un semplice mutamento letterario, ma la pretesa di una rinascita spirituale 9.
A tale passaggio corrisponde anche un’operazione filologica di grande rilievo anche per il futuro sviluppo della via ermetica: nel manoscritto II.D.I.4 della Biblioteca Comunale degli Ardenti di Viterbo, datato 1482, Lazzarelli raccolse il Pimander tradotto da Marsilio Ficino, e volle unirlo all’Asclepius e le Definitiones Asclepii da lui stesso tradotte, creando un tomo unico che racchiudeva il Corpus Heremticum attribuito ad Ermete Trismegisto, precedendo il tutto con prefazioni indirizzate a Correggio 10 11 12 13.
Tale costruzione rappresenta una vera ricomposizione del corpus ermetico, nella quale il materiale ficiniano viene ampliato e riorientato in senso più esplicitamente iniziatico e cristiano, secondo un disegno unitario di rigenerazione dell’uomo. Il vertice di questa elaborazione è costituito dal Crater Hermetis, o De summa hominis dignitate dialogus qui inscribitur Via Christi et Crater Hermetis, composto a Napoli tra il 1486 e il 1494 e posto al centro dell’intera architettura dottrinale lazzarelliana. Nella sua redazione più antica il dialogo presenta, accanto a Lazzarelli, anche Giovanni Pontano e Ferdinando d’Aragona come interlocutori, segno evidente della volontà di inscrivere il messaggio ermetico entro il più alto contesto della cultura napoletana 14 15 16 17.
Il titolo rinvia direttamente al passo del Corpus Hermeticum nel quale il cratere inviato da Ermete consente agli uomini di partecipare al nous; Lazzarelli assume tale simbolo per costruire una via cristiano-ermetica della rigenerazione, nella quale il Cristo è identificato con il principio intellegibile che illumina l’anima e la conduce alla trasnìmutazione. La critica moderna, in particolare gli studi di Hanegraaff e Bouthoorn, ha mostrato come il Crater Hermetis costituisca uno dei più compiuti esempi di ermetismo cristiano del Rinascimento, nel quale la rigenerazione spirituale non è metafora, ma processo reale di elevazione dell’uomo fino alla partecipazione alla vita divina 18 19 20 21.
La centralità del Crater 22 si comprende pienamente solo nel contesto della Napoli aragonese, che rappresenta uno dei principali crocevia dell’umanesimo italiano. La corte di Ferrante e dei suoi successori, con l’Accademia guidata da Giovanni Pontano, costituiva un ambiente nel quale la cultura classica, la riflessione politica e la speculazione filosofica si intrecciavano in forma altamente elaborata schiudendosi ai temi crescenti dell’ermetismo 23 24 25 26. In tale contesto Lazzarelli si colloca come autore che tenta di offrire una sintesi ulteriore: egli introduce nel circuito napolitano un ermetismo orientato alla salvezza e alla trasformazione dell’uomo, stabilendo un ponte tra umanesimo, teologia e sapienza ermetica 27.
Accanto al Crater, altre opere contribuiscono a delineare questa architettura sapienziale. Il De bombyce, legato ai rapporti con Francesco e Angelo Colocci, sviluppa in forma simbolica il tema della trasmutazione; il Vade mecum definisce l’alchimia come naturalis magia e astrologia terrestris, collocandola entro un sistema più ampio nel quale magia, astrologia e filosofia naturale convergono verso la rigenerazione dell’uomo lungo la via ermetica 28 29 30 31. Gli studi di Chiara Crisciani hanno mostrato che Lazzarelli si considerava discepolo di un Maestro alchimista, Johannes Rigaud de Branchis, e che i suoi interessi alchemici non costituiscono un ambito separato, ma parte integrante della sua visione ermetica 32 33 34 35.
Recenti moderni studi hanno progressivamente restituito a Lazzarelli il posto che giustamente gli compete. Già Paul Oskar Kristeller mise in luce il suo ruolo nella diffusione delle idee ermetiche nel Rinascimento, mentre gli studi successivi, da Hanegraaff a Moreschini, da Saci a Crisciani, hanno mostrato come egli rappresenti uno dei punti di massima concentrazione dell’ermetismo cristiano quattrocentesco 36 37 38 39 40 41 42.
Alla luce di queste ricerche, Lazzarelli appare oggi come mediatore rigoroso e insieme visionario, capace di raccogliere, ordinare e reinterpretare il patrimonio ermetico in una forma coerente e orientata alla trasformazione interiore. In tal senso, il suo corpus nel quale poesia, teologia, cabala, astrologia e alchimia si compenetrano, costituisce una delle testimonianze più alte di quella tensione del Rinascimento verso una sapienza unitaria, nella quale il sapere non è fine a sé stesso, ma via di reintegrazione dell’uomo nel principio divino 43.
Il Crater Hermetis, benché testo ancora poco conosciuto e divulgato nel panorama ermetico occidentale, ebbe un ruolo significativo che fornì la chiave di fatto al famoso compendio di Cornelio Agrippa De occulta philosophia libri tres (1533). Nonostante le apparenze, l’opera di Agrippa oltre ad essere dedicata alla «magia e alla scienza» contemplava il messaggio lazzarelliano di rinascita spirituale e deificazione 44 45 46.
Questa sua articolata opera servì a trasferire a Napoli presso la Corte aragonese i saperi antichi che giungevano dalla Tradizione Egizia e dalla visione degli scritti di Ermete Trismegisto, figura sincretica greco-egizia nata dall’identificazione tra il dio greco Erme e il dio egizio Thot, dio della scrittura e della conoscenza, dove il nome “Trismegisto” significa “tre volte grandissimo” secondo la tradizione egizia, e l’Egitto rimane il luogo d’origine e il contesto culturale fondamentale dell’ermetismo poiché i Greci vedevano l’Egitto come la terra della conoscenza primordiale perduta e attribuire scritti a Thot-Ermete dava prestigio e autorità antica ai testi ermetici.
Sul piano dottrinale, Lazzarelli si colloca con nitore in una linea che armonizza, senza confonderle, teologia cristiana e teologia ermetica. Egli assume il linguaggio della prisca theologia, ma lo spinge oltre la misurata prudenza di Ficino, sostenendo in più luoghi la priorità cronologica di Ermete Trismegisto rispetto a Mosè, e dunque un’antichità della sapienza egizia che non si limita a precedere la legge mosaica, bensì la illumina da una distanza più remota e quasi originaria 47 48 49. Qui la continuità con Ficino è reale, ma non è subordinazione: Lazzarelli accetta il principio di una sapienza antichissima, diffusa per linee di mediazione e custodita da pochi, tuttavia rafforza il carattere rivelativo dell’ermetismo, che per lui non è un’eco filosofica tra le altre, bensì una via capace di predisporre il lettore alla comprensione del mistero cristiano.
È precisamente in questa tensione che il suo ermetismo acquista fisionomia propria: non ripetizione del ficinismo, ma sua radicalizzazione sacrale 50 51. Tutto questo humus fecondo si svilupperà progressivamente lungo i secoli nella Napoli dei Saperi Ermetici, fino a pervenire nel XVIII secolo direttamente al principe di San Severo, don Raimondo di Sangro, il quale ebbe modo di ricevere dal suo Maestro Fulvio Gherli una trasmissione alchemica ed operativa che volle traferire nel circolo ermetico noto come la Rosa d’Ordine Magno dalla quale nel 1747 prese vita il Rito Egizio Tradizionale 52 53 54 55 56.
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Note
- Guido Arbizzoni, “Lazzarelli Ludovico”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 64, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2005 in LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Wouter J. Hanegraaff & Ruud M. Bouthoorn, “Lodovico Lazzarelli (1447–1500): The Hermetic Writings and Related Documents” (Arizona Center for Medieval and Renaissance Studies, 2005).
- L’introduzione critica di Hanegraaff documenta che Lazzarelli fu un intellettuale di straordinaria unicità (VEDASI LINK) come attestato nella ricezione critica dell’opera. Questa autoidentificazione è documentata nelle prefazioni al manoscritto degli Hermetica dedicato a Correggio e nell’Epistola Enoch.
- Guido Arbizzoni, “Lazzarelli Ludovico”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 64, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2005 in LINK.
- Guido Arbizzoni, “Lazzarelli Ludovico”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 64, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2005 in LINK.
- Simona Foà, “Giovanni da Correggio”, in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana in LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Guido Arbizzoni, “Lazzarelli Ludovico”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 64, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2005 in LINK.
- “Pontano e l’umanesimo nella Napoli aragonese”, in Treccani al LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
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- “Giovanni Pontano”, in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana in LINK.
- Bibliotheca Philosophica Hermetica, scheda “Crater Hermetis” al LINK.
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- Wouter J. Hanegraaff, “Lodovico Lazzarelli and the Hermetic Christ”, in W. J. Hanegraaff, R. M. Bouthoorn, Lodovico Lazzarelli (1447–1500): The Hermetic Writings and Related Documents, Tempe, Arizona Center for Medieval and Renaissance Studies, 2005; vedasi URL.
- Wouter J. Hanegraaff, Ruud M. Bouthoorn (a cura di), “Lodovico Lazzarelli (1447–1500): The Hermetic Writings and Related Documents”, Tempe, 2005.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
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- Lazzarelli utilizzò alcune sequenze dei Tarocchi del Mantegna come fonte di ispirazione per comporre la sua opera poetica Crater Hermetis (dedicata a Ferdinando d’Aragona). Vedasi LINK.
- “Pontano e l’umanesimo nella Napoli aragonese”, in Treccani al LINK.
- “Giovanni Pontano”, in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana in LINK.
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- Guido Arbizzoni, “Lazzarelli Ludovico”, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 64, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2005 in LINK.
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- Chiara Crisciani, “Gli interessi e i testi alchemici di Ludovico Lazzarelli”, in “Adorare caelestia, gubernare terrena”, Turnhout, Brepols, 2011.
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- Paul Oskar Kristeller, “Marsilio Ficino e Lodovico Lazzarelli”, 1938. Paul Oskar Kristeller, “Marsilio Ficino e Lodovico Lazzarelli: Contributo alla diffusione delle idee ermetiche nel Rinascimento” in Id., Studies in Renaissance Thought and Letters, I, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1956, pp. 221-247, spec. p. 242.
- Claudio Moreschini, “Dall’Asclepius al Crater Hermetis”, Pisa, 1985.
- Maria Paola Saci, “Da Elicona a Sion”, Roma, 1999.
- Stefano Sosti, “Il Crater Hermetis”, 1984.
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- Symphorien Champier, “Domini Simphoriani Champerij lugdunensis Liber de quadruplici vita. Theologia Asclepii Hermetis Trismegisti discipuli cum commentariis eiusdem domini Simphoriani”, Lione, Jannot de Campis, per Stephani Gueynardi e Jacobi Huguetan, 1507.
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- Symphorien Champier, “Domini Simphoriani Champerij lugdunensis Liber de quadruplici vita. Theologia Asclepii Hermetis Trismegisti discipuli cum commentariis eiusdem domini Simphoriani”, Lione, Jannot de Campis, per Stephani Gueynardi e Jacobi Huguetan, 1507.
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- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 – ISBN 9788894296419.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402.
- In Enciclopedia TRECCANI, Voce: Massoneria, Sub: Cenni Storici al 2° Capoverso al LINK.


