Federico GUALDI
Federico Gualdi, Nobile Patrizio Veneziano, fu Alchimista e Maestro della Tradizione Rosacrociana del XVII Secolo.
Nel cuore tenebroso e fulgente del Seicento europeo, epoca in cui la Filosofia Ermetica e l’Arte Reale dell’Alchimia raggiungevano il culmine della loro ultima, grande fioritura in Occidente, si staglia la possente figura di Federico Gualdi, personaggio tra i più enigmatici e affascinanti dell’intera storia dell’Ermetismo operativo. Alchimista di origine tedesca, noto altresì sotto i nomi latinizzati di Fridericus Gualdus o Gualdianus, Gualdi rimane oggi avvolto in uno spesso velo di mistero dal quale emergono tuttavia, attraverso pazienti ricerche archivistiche, sufficienti tracce documentali per delinearne il profilo di adepto autenticamente consacrato alla Grande Opera 1 2 3.
La storiografia ermetica più recente concorda nell’identificarlo come una figura cardine dell’Aurea Rosacroce operativa italiana ed europea, al punto che alcuni studiosi, primo fra tutti il ricercatore Carlos Gilly, tra i massimi esperti mondiali di storia del Rosacrocianesimo, hanno avanzato l’ipotesi che egli ne fosse addirittura l’Imperator, il “capo supremo” 4.
A dispetto del nome italianizzato con cui è comunemente noto, Federico Gualdi era con ogni probabilità un tedesco, come attestano diverse fonti coeve e gli studi di Alessandro Boella e Antonella Galli, i più profondi ricercatori contemporanei della sua opera 5. Anche Karl Christoph Schmieder, studioso molto apprezzato da Alexander von Bernus, confermava le origini germaniche di Gualdi, aggiungendo che egli si sarebbe recato in Italia inviato direttamente dalla Confraternita della Rosacroce, portando con sé la “Pietra dei Saggi” come credenziale della propria missione.
Versatile ed eclettico, poliglotta padrone di più lingue europee, astronomo, matematico e consumato conoscitore dell’arte mineraria, Gualdi incarnava il tipo umano dell’Adepto rinascimentale, alla pratica operativa di bottega alchemica, il philosophus per foc et ignem che unisce la speculazione teoretica 6.
Il soggiorno di Federico Gualdi nella Serenissima Repubblica di Venezia, documentato con ragionevole certezza almeno dal 1650 al 1682, rappresenta il cuore pulsante della sua attività ermetica in Italia e costituisce il crocevia di relazioni intellettuali e iniziatiche di straordinaria rilevanza per la storia dell’Ermetismo secentesco 7. Giunto nella città lagunare tra il quarto e il quinto decennio del Seicento, Gualdi si impose rapidamente all’attenzione degli ambienti più elevati della nobiltà veneziana grazie a una personalità dal fascino e dal carisma irresistibile e a competenze poliedriche che spaziavano dalla progettazione ingegneristica alla medicina universale, dall’arte mineraria alla magia naturale. Nel 1662 propose alla Repubblica Serenissima un audace progetto di sbarramento mobile della laguna per arginare il fenomeno dell’acqua alta, i cui disegni preparatori sono stati recentemente pubblicati, benché tale iniziativa non giungesse mai ad esecuzione 8.
Dal 1663 al 1666 esercitò il mestiere di mercante di minerali gestendo un’importante azienda mineraria della ricca famiglia Crotta nella Valle Imperina, in provincia di Belluno, dove sperimentò con straordinario successo un nuovo procedimento di fusione del minerale secondo la duplice “via secca” e “via umida” dei filosofi, ottenendo un sensibile aumento della produzione del rame e un proporzionale arricchimento suo e dei suoi committenti 9. Questo episodio rivela con chiarezza come Gualdi fosse non soltanto un teorico dell’Arte ma un “operativo” di sicura padronanza, capace di tradurre i principi della Filosofia Ermetica in applicazioni concrete di metallurgia alchemica, secondo la tradizione paracelsiana che vedeva nella lavorazione dei metalli un riflesso della Grande Opera cosmica.
L’alto tenore di vita che Gualdi menava a Venezia, viveva in appartamenti sontuosi dove riceveva numerosi ospiti, aristocratici, mecenati e confratelli di diverse Fratrìe, non tardò a suscitare le gelosie e le denunce di ambienti ostili. Nel 1676 il Tribunale della Santa Inquisizione di Venezia aprì un fascicolo a suo carico, intestato a “Federico Gualdi inquisito per magia”; tuttavia il processo non ebbe mai luogo, a conferma delle relazioni autorevoli che egli intratteneva nei circoli più altolocati del patriziato veneto e le relative protezioni delle quali godeva 10. Dai verbali del Sant’Uffizio, che contengono decine di testimonianze, emerge il ritratto di un uomo conducente vita sobria e schiva: non frequentava donne, vestiva sempre di scuro, usciva pochissimo di casa ma riceveva molte visite, e appariva quale capo riconosciuto di una cerchia i cui adepti, oltre al vincolo del segreto, nutrivano profondo interesse per i segreti della natura e per gli esperimenti chimici 11 12.
Quella cerchia era la Fraternitas Aureae Crucis, o Confraternita dell’Aurea Rosacroce, al cui capo Gualdi si trovava almeno a partire dagli anni sessanta del secolo. Il sodalizio era organizzato in due cerchie concentriche: una interna di 12 adepti più vicini al Maestro, e una esterna di altri 72 affiliati con legami che si estendevano ben oltre i confini veneziani, raggiungendo Firenze, Roma e soprattutto Napoli ove con molte probabilità la Confraternita vide la sua prima luce, nonché in numerose città della Germania e dell’Impero 13 14 15 16. I confratelli si riunivano regolarmente, leggevano la Steganographia di Tritemio, testi di alchimia, di cabala e di medicina, discutevano d’arte e di politica internazionale, e praticavano quelli che gli statuti dell’Ordine definivano come i lavori propri dei Cavalieri: l’alchimia operativa, la creazione nel Sottile, la generazione artificiale, la fabbricazione di medicinali ed elisir 17 18 19. L’importanza di questa confraternita per la storia del Rosacrocianesimo europeo è attestata da un manoscritto conservato a Napoli, datato 1678, che ne testimonia l’esistenza in Italia e in Germania già nel 1542, ben prima dunque della data convenzionalmente assegnata alla fondazione dell’Aurea Rosacroce 20 21.

Il “Filosofia Ermetica” di Federico Gualdi. Vera, reale e sincera descrizione della Pietra Filosofale.
Il corpus scritto che con certezza si attribuisce a Federico Gualdi è esiguo ma di straordinaria densità dottrinale. L’opera principale, la Philosophia Hermetica, nota anche come Philosophia Hermetica Compendiolum de praeparatione Lapidis, è un testo redatto in forma di ode alchemica che presenta in simboli poetici l’intera struttura dell’Opera Ermetica, dimostrando non soltanto una conoscenza teorica dei principi alchimici ma anche, come riconoscono unanimemente gli studiosi più autorevoli, una sicura esperienza pratica di laboratorio 22. Quest’opera, che circolò a lungo come manoscritto prima di essere pubblicata in epoca moderna, divenne il modello diretto e confessato della Lux Obnubilata del suo discepolo Francesco Maria Santinelli, attestando così il trasmettersi di una medesima corrente operativa.
Il De Lapide Philosophorum è un lungo trattato redatto originariamente in tedesco e latino, del quale si conosce attualmente una copia eseguita nel XVIII secolo da un certo Christophorus Trokhmayr, custodita nella Leopold-Sophie-Bibliothek di Überlingen con la segnatura 159, e parecchi adattamenti parziali italiani intitolati “Filosofia Ermetica” 23. L’opera è divisa in cinquantacinque paragrafi, ai quali si aggiunge un supplemento in latino dedicato alla realizzazione pratica della Pietra Filosofale. La struttura simbolica del trattato raggiunge la sua espressione più peculiare in un gioco di lettere che Gualdi costruisce intorno alla parola latina plumbum (piombo): eliminando la lettera P si ottiene lumbum, e sostituendo la S con la M si recupera il termine nascosto che svela il principio alchimistico recondito nell’opera. Il numero delle lettere di lumbus evoca i sei giorni della Creazione, e la settima lettera di plumbum richiama il giorno del riposo divino, in cui l’opera cosmica si compì 24. Con questa figura stilistica dall’ermeneutica volutamente multipla, Gualdi conferma simbolicamente il principio fondamentale della sua concezione ermetica: il simbolico e il reale non sono due dimensioni separate ma aspetti di un’unica realtà integrata, dove la lettera custodisce il segreto della materia e la materia svela il segreto del Logos 25.
Opera minore ma significativa è l’Opera Universale, scritta in italiano e contenuta nel già menzionato manoscritto 159 di Überlingen. Il corpus gualdiano comprende inoltre una serie di lettere di soggetto alchimistico tra Federico Gualdi e alcuni anonimi corrispondenti, pubblicate in appendice alle edizioni della “Critica della Morte” di Sebastiano Casizzi (Venezia, 1690), opera che costituisce la prima fonte narrativa documentata sulla figura del nostro ermetista 26.
Le lettere, quasi tutte datate tra l’estate e l’inverno del 1678, rivelano un pensatore di specchiata erudizione che padroneggia con uguale disinvoltura la cabala pratica, la medicina spagirica e la dottrina della trasmutazione dei metalli. Nel 1695 la Critica veniva già citata dall’alchimista napolitano Scipione Severino, segno che il nome e l’opera di Gualdi avevano già raggiunto, in vita o quasi, la lontana cerchia ermetica della capitale del Regno 27 28 29 30 31.
Per comprendere appieno l’eredità di Federico Gualdi occorre porla all’interno del vasto e ramificato contesto della tradizione ermetica e alchimistica napolitana, che nel XVII secolo viveva una stagione di straordinaria fioritura, raccogliendo i frutti seminati nel secolo precedente dalle istituzioni culturali più innovative del Regno. Napoli era, in quell’epoca di transizione tra il dominio spagnolo e l’emergere di nuove sensibilità scientifiche, un crocevia privilegiato di correnti intellettuali dove la filosofia naturale, la medicina spagirica e la speculazione ermetica si intrecciavano in modo organico e fecondo 32. La città partenopea aveva conosciuto il Magistero esemplare di Giambattista della Porta, fondatore intorno al 1560 dell’Academia Secretorum Naturae, considerata la prima accademia scientifica d’Europa 33, nella quale si praticavano esperimenti di magia naturale e si coltivavano le scienze della distillazione e della trasmutazione, accogliendo tra i suoi frequentatori illustri pensatori quali Ferrante Imperato, Giulio Cesare Capaccio, Giambattista Basile e, successivamente, Tommaso Campanella e Fabio Colonna 34 35. L’Accademia dei Segreti o Secreti di Giovanbattista della Porta, soppressa dall’Inquisizione nel 1580 per ordine di papa Gregorio XIII dopo che il cardinale Scipione Rebiba aveva aperto la pratica inquirente al Sant’Uffizio, non cancellò tuttavia la tradizione operativa che vi si coltivava: questa continuò a scorrere, come “fiume segreto“, attraverso cerchie più riservate e meno esposte alle persecuzioni 36 37 38 39.
Quando nel 1603 il Marchese Federico Cesi fondò la rinnovata Accademia dei Lincei, affidata per la sede nella Capitale del Regno proprio a della Porta, l’ambiente della scienza naturale e dell’ermetismo napolitano trovò nuovi canali di espressione e nuove reti di relazione internazionale, attraverso le quali gli scambi con la cultura alchemica dell’Europa centrale e settentrionale si intensificarono notevolmente. L’attività dell’Accademia dei Lincei napolitana diede un contributo rilevante all’espansione della chimica e della medicina spagirica, fondate sugli antichi concetti ermetici e sulle opere di Paracelso, il grande medico-filosofo svizzero del XVI secolo 40 41.
È in questo milieu che la presenza indiretta di Federico Gualdi divenne progressivamente riconoscibile, soprattutto attraverso la fitta rete di relazioni che il suo circolo veneziano intratteneva con gli ambienti ermetici delle principali città italiane. La rete rosacrociana organizzata da Gualdi a partire dagli anni sessanta del Seicento si estendeva, come attestano le ricerche di Federico Barbierato e Adelisa Malena dell’Università di Venezia, anche verso Napoli, città nella quale il manoscritto del 1678, contenente gli statuti integrali della Confraternita dell’Aurea Rosacroce e una ricca raccolta di testi alchemici pratici, sarebbe stato conservato e trasmesso, a testimonianza dell’esistenza di una diramazione napoletana del sodalizio 42 43 44 45.
Tale manoscritto, già menzionato negli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli”, trascritto e a seguire pubblicato per la prima volta in epoca moderna da Alessandro Boella e Antonella Galli, costituisce un documento di importanza capitale per la comprensione delle origini e della struttura interna dell’Aurea Rosacroce, e getta una luce nuova sui legami che univano il laboratorio veneziano di Gualdi al mondo ermetico-alchemico della Napoli seicentesca 46 47 48 49. Appare inoltre significativo che l’alchimista napoletano Scipione Severino, figura di notevole rilievo nel panorama dell’ermetismo del Regno, citasse già nel 1695 la Critica della Morte con il racconto sulle vicende veneziane di Gualdi, a dimostrazione che la reputazione del Maestro aveva penetrato le cerchie ermetiche napoletane mentre egli era ancora, almeno in teoria, in vita 50 51 52.
La tradizione ermetica egizia napolitana, nelle sue strutture più tarde del XVIII e XIX secolo, avrebbe poi esplicitamente riconosciuto il contributo dottrinale di Gualdi come uno degli affluenti che, attraverso il Santinelli, il Gherli avevano alimentato l’operatività alchemica presente all’interno della cerchia ermetica egizia della Rosa d’Ordine Magno di don Raimondo di Sangro Principe di Sansevero, che fu trasferita direttamente ai suoi discepoli del Rito Egizio Tradizionale e in particolare al barone di Tschoudy 53 54 55 56 57 58.
Tra tutti i discepoli che gravitarono intorno al magistero di Federico Gualdi, la figura di Francesco Maria Santinelli è senza alcun dubbio la più importante, tanto per la qualità dell’insegnamento ricevuto quanto per la fecondità con cui egli seppe trasmettere e rielaborare creativamente la dottrina del Maestro, consegnando alla posterità opere di straordinaria densità ermetica che avrebbero influenzato la tradizione alchemica europea fino al Settecento inoltrato 59 60 61 62. L’incontro con Federico Gualdi avvenne a Venezia, dove Santinelli si recò probabilmente intorno agli anni sessanta del Seicento nell’ambito dei suoi numerosi spostamenti diplomatici e letterari. Fu in quella città che il nobile pesarese divenne discepolo diretto del Maestro tedesco, entrando in contatto con il circolo operativo della Fraternitas Aureae Crucis e ricevendo gli insegnamenti pratici della Grande Opera che avrebbero ispirato la sua produzione ermetica 63 64 65. Dai verbali inquisitoriali veneziani emerge che Santinelli frequentava assiduamente l’appartamento del Gualdi, essendo tra i visitatori più abituali del Maestro, insieme al dottore Vincenzo Pezzi, il quale in una lettera indirizzata proprio a Santinelli e datata Venezia, 29 maggio 1677, descrive in modo vivido e commosso la tensione del rapporto con il Maestro: «Io non ho compagno che sappia, e questo è il mio male et li maestri che è il signor Federigo [il Gualdi] è un invidioso crudelissimo e non vuole che habbia la grazia se no quando a lui piacerà. Et pure sono sforzato continuamente provare le sue tirannie e sperare nella crudeltà. Procura levarsi di opinione buona: sicome per il contrario si mostra benigno nel levarsi dalla cattiva e così fra due contrarij me la passo con sola speranza.» 66.
Questa testimonianza, di rara immediatezza psicologica, illumina il carattere ermetico e sovente impenetrabile del Gualdi come pedagogo iniziatico, il quale secondo la migliore tradizione dei Maestri dell’Arte, dispensava la propria sapienza con parsimonia, sottoponendo i discepoli a prove di pazienza e di perseveranza prima di rivelare le più alte Verità dell’Opera. Il rapporto tra i due, Maestro e discepolo, non fu tuttavia soltanto di dipendenza verticale: le testimonianze documentano una frequentazione reciproca, nella quale Santinelli recava al Maestro non soltanto devozione ma anche contributi intellettuali di prima qualità, come dimostra la prossimità dottrinale quasi identica tra la Philosophia Hermetica del Gualdi e la Lux Obnubilata del Santinelli. Il periodo napoletano del marchese Santinelli costituisce uno dei capitoli meno esplorati della storia dell’Ermetismo meridionale, eppure potenzialmente fecondissimo di implicazioni per la comprensione della trasmissione della dottrina gualdiana verso gli ambienti ermetici del Mezzogiorno d’Italia 67 68 .
Il vincolo iniziatico che lega il Gualdi alla presenza di Santinelli a Napoli, fu resa ancora più complessa e umanamente intensa, dalla sua tumultuosa relazione sentimentale con la duchessa di Ceri, Maria Aldobrandini Cesi, donna di grande fascino e cultura che era stata allontanata da Roma e relegata nella città campana per volontà del Papa Alessandro VII, il quale intendeva impedire una unione matrimoniale che avrebbe arrecato disdoro alla corte pontificia 69. Questa circostanza biografica, proietta Santinelli e attraverso di lui l’eredità dottrinale del suo Maestro Gualdi, nel cuore della vita aristocratica e culturale della Napoli seicentesca, aprendo ulteriori possibilità di contatti con gli ambienti ermetici locali 70 71 72.
La città di Napoli era in quel periodo, come testimonia la tradizione della Scuola Napolitana, uno spazio iniziatico di primaria importanza, nel quale la trasmissione orale e pratica dell’Ermetismo si perpetuava attraverso reti di relazioni nobiliari e intellettuali di straordinaria complessità 73 74. Le origini del Rito Egizio Tradizionale affondino le radici in quella tradizione ermetica egizia napolitana che, nel corso del Seicento e del Settecento, accolse e rielaborò molteplici correnti iniziatiche, tra le quali quella rappresentata dall’operatività alchemica del Gualdi, trasmessa attraverso il Santinelli occupa un posto di rilievo 75 76 77 78. La cerchia ermetica che gravitava attorno alla figura del Principe Raimondo di Sangro di Sansevero nella Napoli del XVIII secolo, quale anello di congiunzione tra la tradizione ermetica egizia napolitana e le strutture iniziatiche massoniche successive del Rito Egizio Tradizionale, trovano nel retroterra dottrinale gualdiano e santinelliano uno dei loro affluenti più diretti e riconoscibili 79 80 81 82.
La relazione tra la Philosophia Hermetica del Gualdi e la Lux Obnubilata del Santinelli è di filiazione diretta e intenzionale: il discepolo riconobbe esplicitamente il modello del Maestro, trasponendo nella forma della canzone barocca italiana la medesima struttura operativa che Gualdi aveva elaborato in forma più dottrinale 83. Questa catena di trasmissione non si interruppe con Santinelli: il barone Henri de Tschoudy discepolo del San Severo, quando nel 1766 fondò a Metz la Loggia di stretta osservanza ermetica L’Étoile Flamboyante, aggiunse agli statuti un Catechismo e un’Ode Alchemica che ricalca quasi fedelmente la Lux Obnubilata, la quale a sua volta era pressocché identica alla Philosophia Hermetica del Gualdi. Attraverso questa ininterrotta catena, Gualdi, Santinelli, Gherli e San Severo, che transita dal Rito Egizio Tradizionale e Tschoudy l’operatività alchemica gualdiana venne integrata negli insegnamenti presenti all’interno della cerchia ermetica egizia napoletana di Raimondo di Sangro e nelle successive strutture massoniche di ispirazione ermetica 84 85 86 87 88 89 90.
Il milieu ermetico nel quale Federico Gualdi operò era popolato da figure di straordinario interesse, che formavano una costellazione di personalità interconnesse attraverso legami di amicizia, discepolato, corrispondenza e appartenenza a comuni sodalizi iniziatici. Accanto al già citato Francesco Maria Santinelli, che ne fu il discepolo più insigne, vanno menzionati altri protagonisti di questo straordinario capitolo della storia dell’Ermetismo europeo. Il medico Vincenzo Pezzi, assiduo frequentatore dell’appartamento veneziano del Gualdi insieme al Santinelli, appare nelle testimonianze inquisitoriali come uno degli adepti più prossimi al Maestro, anche se i documenti rivelano una relazione non priva di tensioni e incomprensioni 91. Giuseppe Francesco Borri (1627–1695), il medico-avventuriero milanese che aveva percorso tutta l’Europa offrendo ai regnanti i propri servigi come alchimista e guaritore universale, aveva frequentato la corte di Cristina di Svezia, come il Santinelli, ed era poi finito nelle prigioni di Castel Sant’Angelo. Condivideva con Gualdi non soltanto la frequentazione dei medesimi ambienti intellettuali ma anche la reputazione di possessore di segreti alchemici straordinari e la comune appartenenza all’universo del Rosacrocianesimo operativo 92 93 94. Il marchese Massimiliano Savelli Palombara, costruttore della Porta Alchemica di Piazza Vittorio a Roma nel XVII secolo, era parte del medesimo cenacolo ermetico romano che includeva il Santinelli, Athanasius Kircher e Cassini, e rappresentava il raccordo tra la tradizione ermetica romana e quella veneziana nel cui centro irradiante si trovava il Gualdi 95. Il gesuita Athanasius Kircher (1602–1680), uno degli intellettuali più poliedrici del Seicento, autore di monumentali opere sull’Egitto antico, sulla simbologia ermetica e sulla filosofia naturale, era il punto di riferimento accademico e culturale di quell’ambiente romano che gravitava attorno alla corte di Cristina di Svezia e nel quale il Santinelli e indirettamente il Gualdi era inserito 96 97. Non va trascurato il fatto che tra i testimoni della reputazione di Gualdi figuri, in tempi più tardi, anche Giacomo Casanova, il quale nell’anno 1763 dichiarò di aver incontrato un uomo che si presentava come il Gualdi medesimo; mentre l’eco della sua leggenda si propagò fino a influenzare la personalità letteraria di Zanoni, il protagonista dell’omonimo romanzo di Edward Bulwer-Lytton, il quale nella onniscienza e nell’immortalità del suo caldeo ermetico volle ritrarre il tipo ideale dell’Adepto compiuto, di cui il Gualdi rimane per eccellenza il modello storico 98 99.
Nel 1682 Federico Gualdi scomparve da Venezia con la medesima misteriosità con cui vi era apparso, senza lasciare alcuna traccia documentale della propria partenza né della propria destinazione finale 100. La sparizione aggiunse un ultimo, potente elemento alla leggenda che già durante la sua vita si era formata intorno alla sua figura: quella del vecchio di quattrocento, di duecento, di almeno un centinaio di anni, il cui aspetto era quello di un uomo di quaranta, come avrebbe dimostrato un ritratto dipinto da Tiziano, il che era cronologicamente impossibile giacché il grande pittore veneziano era morto nel 1576, esattamente centosedici anni prima dell’ultimo avvistamento, e che avrebbe posseduto, secondo i suoi contemporanei, il segreto dell’Elisir di lunga vita e della Medicina Universale tanto per i corpi umani quanto per i metallici 101 102.
La leggenda gualdiana non si esaurì con la sparizione del protagonista ma anzi si intensificò nel secolo successivo, alimentata da una serie di personaggi che pretesero di incarnarne l’identità o di averne ricevuto la trasmissione iniziatica. Tra questi, il più noto è il medico Melech Auguste Hultazob, sedicente principe d’Achem, che nel XVIII secolo percorse le corti europee producendo trasmutazioni alchemiche davanti al Re Augusto II di Polonia, incontrando Federico II di Prussia e lo Zar Pietro il Grande, e intrattenendo una corrispondenza con Anna Ivanovna, duchessa di Curlandia e futura imperatrice di Russia 103. Anche il controverso sedicente Conte di Cagliostro Giuseppe Balsamo, tentò in varie occasioni di farsi passare per Federico Gualdi, nel quadro della sua complessiva strategia di costruzione di un’identità iniziatica di alta levatura, mentre il Conte di Saint-Germain dichiarava di averlo personalmente conosciuto 104. Hargrave Jennings nel suo The Rosicrucians, their Rites and Mysteries affermò che il Gualdi rappresentava il grado di Zelator, lo zelante apprendista alchimista, divenendo uno dei protettori della Societas Rosicruciana in Civitatibus Foederatis 105.
Federico Gualdi non fu soltanto un personaggio storico avvolto nella nebbia della leggenda: fu un operatore iniziatico di primo piano, il cui contributo alla storia dell’Ermetismo europeo si misura su almeno tre livelli distinti e complementari. Sul piano dottrinale, la sua Philosophia Hermetica rappresenta uno dei rari documenti di alchimia operativa autenticamente trasmessa da una scuola rosacrociana di tipo genuino, in cui simbolico e reale formano una sola unità indissolubile 106. Sul piano pedagogico, il suo ruolo di Maestro nei confronti di Santinelli e attraverso di lui di Fulvio Gherli e di tutte le generazioni successive di ermetisti, costituisce il canale attraverso il quale la sua dottrina è penetrata nelle strutture portanti della tradizione iniziatica italiana ed europea 107 108 109 110 111.
Sul piano istituzionale, la Fraternitas Aureae Crucis da lui governata rappresenta un contributo fondamentale alla storia del Rosacrocianesimo operativo italiano e Napolitano, anticipando di decenni le strutture dell’Aurea Rosacroce di Antico Sistema tedesca e collegando in modo organico le tradizioni ermetiche del Nord e del Sud Europa. L’eco della sua operatività si avverte ancora, sulle origini del Rito Egizio Tradizionale, nelle strutture sapienziali della cerchia ermetica egizia napolitana, dalla quale scaturì, attraverso complesse mediazioni storiche e iniziatiche, quella corrente di Massoneria Egizia che ancora oggi custodisce e trasmette la grande tradizione dell’Ermetismo mediterraneo 112 113 114 115.
Federico Gualdi rimane così, a oltre tre secoli dalla sua misteriosa sparizione, una presenza viva e attiva nella memoria della Tradizione, un faro ancora ardente nel cammino di chi cerca, nell’oscura notte dell’Opera, la Luce che risplende per propria natura 116 117 118.
© Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli® – 2018. Agg.to del 01/03/2026 E∴V∴ .
Note
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Per un primo inquadramento della figura di Federico Gualdi si veda la voce enciclopedica: Wikipedia, Federico Gualdi, disponibile al LINK . Si veda inoltre di Alessandro Boella e Antonella Galli (con il nome di Alexandre de Danann), “Un Rose-Croix méconnu entre le XVIIe et le XVIIIe siècles: Federico Gualdi ou Auguste Melech Hultazob prince d’Achem. Avec de nombreux textes et de documents rares et inédits pour servir à une histoire de la Rose-Croix d’Or”, Archè, Milano 2006. Per la citazione dell’opera da parte dell’alchimista napoletano Scipione Severino nel 1695, si veda la voce Wikipedia sopra citata.
- La possibilità che Gualdi fosse l’Imperator dell’Aurea Rosacroce è discussa in: Federico Barbierato e Adelisa Malena, “Rosacroce, libertini e alchimisti nella società veneta del secondo Seicento: i Cavalieri dell’Aurea e Rosa Croce”, Università di Venezia, disponibile in formato PDF al link: https://iris.unive.it/retrieve/e4239ddb-6048-7180-e053-3705fe0a3322/Barb_Mal-gualdi.pdf . Per Carlos Gilly fra i maggiori esperti di storia del Rosacrocianesimo, si veda il sito del forum: https://www.freeforumzone.com/mobile/d/2731214/Federico-Gualdi/discussione.aspx .
- Sulle origini tedesche di Gualdi, si veda: Alessandro Boella e Antonella Galli, “Philosophia Hermetica: seguita dall’Opus philosophicum dello stesso autore”, Edizioni Mediterranee, Roma 2015, disponibile in anteprima su Google Libri al link: https://books.google.com/books/about/Philosophia_Hermetica.html?id=A9bQCgAAQBAJ . Il nome “Gualdo” è di origine germanica come dimostra la famiglia Gualdo di Vicenza, il cui fondatore fu un certo Waldo stabilitosi a Vicenza nel 962.
- La descrizione di Gualdi come poliglotta, astronomo e matematico si trova in: sito Alchimia la Scienza dei Folli, “Federico Gualdi Philosophia Hermetica”, disponibile al link: https://www.alchimialascienzadeifolli.net/philosophia-hermetica-di-federico-gualdi.html . Per Schmieder, si veda la pagina Everand dedicata alla Philosophia Hermetica: https://www.everand.com/book/582112422/Philosophia-Hermetica .
- Il soggiorno veneziano di Gualdi è datato dal 1650 al 1682 in tutte le fonti principali. Si vedano in particolare: Wikipedia, Federico Gualdi, cit.; e Boella-Galli, Philosophia Hermetica, cit. La scheda biografica sintetica di Federico Gualdi è disponibile anche al LINK .
- Il progetto di sbarramento della laguna del 1662 è documentato in: Wikipedia, Federico Gualdi, cit.; e Boella-Galli, Philosophia Hermetica, cit. I disegni preparatori dei due progetti di Gualdi sono stati recentemente pubblicati ma, trattandosi solo di studi preparatori, non ebbero mai alcun inizio di esecuzione.
- L’attività mineraria nella Valle Imperina dal 1663 al 1666 è documentata in: Wikipedia, Federico Gualdi, cit.; e IniziazioneAntica, Federico Gualdi, disponibile al LINK . Per la famiglia Crotta e i giacimenti della Valle Imperina, si veda la stessa fonte.
- L’indagine del Sant’Uffizio di Venezia del 1676 è documentata in: Boella-Galli, Philosophia Hermetica, cit., p. 83; e nel sito Freeforumzone, Federico Gualdi, cit. La mancata apertura del processo è confermata da tutte le fonti storiche disponibili, inclusa la ricerca universitaria di Barbierato e Malena, cit.
- Le testimonianze dei verbali inquisitoriali veneziani sono citate in: Freeforumzone, Federico Gualdi, cit. Le descrizioni delle abitudini di vita di Gualdi, il vestire sempre di scuro, il non frequentare donne, il ricevere molte visite, provengono da questi verbali. La citazione della lettera di Pezzi al Santinelli del 29 maggio 1677 è riprodotta nel sito Alchimia la Scienza dei Folli, cit.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- ”L’alchimia della confraternita dell’aurea Rosacroce” a cura di Alessandro Boella, Antonella Galli, Ed. Mediterranea Roma, ed. 2013 – ISBN 9788827222591.
- La struttura della Fraternitas Aureae Crucis in due cerchie concentriche di 12 e 72 membri è documentata in: Università di Verona, Dipartimento di Culture e Civiltà, “Manifestazioni rosacrociane nell’Italia del ’600: Federico Gualdi e i Cavalieri dell’Aurea e Rosa Croce”, disponibile al LINK. Le reti di relazione con Firenze, Roma e Napoli sono analizzate in: Barbierato-Malena, cit.
- Le pratiche della Fraternitas Aureae Crucis, alchimia operativa, creazione di spiriti familiari, homunculi, medicinali ed elisir, sono elencate negli statuti dell’Ordine, parzialmente pubblicati in: Boella-Galli, Un Rose-Croix méconnu, cit., e riassunti in: sito ASEQ, Un Rose-Croix méconnu Federico Gualdi, disponibile al link: https://www.aseq.it/rosicrucianesimo/21273-un-rose-croix-meconnu-federico-gualdi.html .
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- ”L’alchimia della confraternita dell’aurea Rosacroce” a cura di Alessandro Boella, Antonella Galli, Ed. Mediterranea Roma, ed. 2013 – ISBN 9788827222591.
- Il giudizio sulla Philosophia Hermetica come opera di alchimia operativa autentica è espresso da Boella-Galli nella presentazione dell’edizione moderna: Edizioni Mediterranee, scheda prodotto disponibile al link: https://shop.cavouresoterica.it/products/philosophia-hermetica-federico-gualdi .
- ”Il De Lapide Philosophorum”, la copia di Christophorus Trokhmayr e il manoscritto 159 della Leopold-Sophie-Bibliothek di Überlingen sono descritti in: Wikipedia, Federico Gualdi, cit.; e IniziazioneAntica, Federico Gualdi, cit. La divisione in 55 paragrafi con supplemento in latino è documentata nelle stesse fonti.
- La figura stilistica del gioco di lettere intorno a plumbum/lumbus e il suo significato ermetico-simbolico sono analizzati in: Wikipedia, Federico Gualdi, cit.; IniziazioneAntica, Federico Gualdi, cit. Per il testo completo del De Lapide Philosophorum in forma manoscritta con illustrazioni: https://www.labirintoermetico.com/01Alchimia/Gualdi_F_Philosophia_Hermetica_(ms._colori).pdf.
- Fr. Logos~, “Regula Ritus Aegyptiaci Traditionalis «Arcana Arcanorum» Corpus fundamentale scientiæ hermeticæ et commentarium regulæ ad usum filiorum sanctae scientiae”, Editio Napoli 1923 pubblicati in Roma nel 2026 – ISBN 9788894296440 – al LINK . Ibidem “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli”, Fondo Napoli, sezione “Fratelli XVIII secolo”.
- La “Critica della Morte” di Sebastiano Casizzi (Venezia 1690) con il Racconto sulle vicende veneziane del Gualdi e le lettere alchemiche è descritta in: Wikipedia, Federico Gualdi, cit. . Le cinque riedizioni dell’opera (1694, 1697, 1699, 1704 e 1717) sono elencate nelle stesse fonti. La citazione di Scipione Severino del 1695 è in: Wikipedia, Federico Gualdi, cit.. Un reprint del Racconto del 1704 è apparso nella rivista “Alchemica e Spagirica” n. 1, Primavera 1987, edita da Atanòr.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402 – al LINK.
- Fr. Logos~, “Regula Ritus Aegyptiaci Traditionalis «Arcana Arcanorum» Corpus fundamentale scientiæ hermeticæ et commentarium regulæ ad usum filiorum sanctae scientiae”, Editio Napoli 1923 pubblicati in Roma nel 2026 – ISBN 9788894296440 – – al LINK . Ibidem “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli”, Fondo Napoli, sezione “Fratelli XVIII secolo”.
- Per la tradizione ermetica e alchimistica napoletana nel XVII secolo si veda: Cose di Napoli, La Napoli Esoterica, disponibile al link: https://cosedinapoli.com/itinerari/napoli-esoterica-un-affascinante-viaggio-tra-illustri-personaggi-ed-antichi-riti-di-alchimia-e-massoneria-nella-napoli-del-700/ .
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- L’Accademia dei Segreti di Giambattista Della Porta è documentata in: Wikipedia, Accademia dei Segreti, disponibile al link: https://it.wikipedia.org/wiki/Accademia_dei_Segreti . Si veda anche: Esserealtrove, Giovanbattista della Porta e l’Accademia dei Segreti, disponibile al link: https://www.esserealtrove.it/contenuti/napoli/giovanbattista-della-porta-e-l-accademia-dei-segreti/ . Per il ruolo di Ferrante Imperato, Giulio Cesare Capaccio e Giambattista Basile, si vedano le stesse fonti.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- La chiusura dell’Accademia dei Segreti nel 1580 per ordine di Papa Gregorio XIII e il ruolo del cardinale Scipione Rebiba e di Jean Bodin nell’accusa contro Della Porta sono documentati in: Wikipedia, Accademia dei Segreti, cit. . Il Bodin definì Della Porta «Mago venefico» e «Grand Sorcier Neapolitain» nel suo testo “Démonomanie des sorciers” del 1580.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- L’Accademia dei Lincei napoletana affidata a Della Porta da Federico Cesi nel 1603 è descritta in: “AsciaCatascia”, Giambattista Della Porta: lo scienziato alchimista, disponibile al link: https://www.asciacatascia.it/bio/giambattista-della-porta-lo-scienziato-alchimista/ . Il contributo dell’Accademia allo sviluppo della chimica e della medicina spagirica è documentato in: Cose di Napoli, Tour Napoli Esoterica, disponibile al link: https://cosedinapoli.com/luoghi-da-visitare/chiese-e-palazzi/tour-napoli-esoterica/ .
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- La ricerca di Federico Barbierato e Adelisa Malena sulle reti rosacrociane italiane con estensione a Napoli è documentata in: Barbierato-Malena, cit. . Il manoscritto napoletano del 1678 contenente gli statuti dell’Aurea Rosacroce è pubblicato in: Alessandro Boella e Antonella Galli, “L’alchimia della Confraternita dell’Aurea Rosacroce”. Documenti inediti sulle origini italiane. Trascrizione del manoscritto napoletano 1678, Edizioni Mediterranee, Roma 2016, disponibile su Google Libri al link: https://books.google.com/books/about/L_alchimia_Della_Confraternita_Dell_Aure.html?id=kU2BCwAAQBAJ .
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- La ricerca di Federico Barbierato e Adelisa Malena sulle reti rosacrociane italiane con estensione a Napoli è documentata in: Barbierato-Malena, cit. . Il manoscritto napoletano del 1678 contenente gli statuti dell’Aurea Rosacroce è pubblicato in: Alessandro Boella e Antonella Galli, “L’alchimia della Confraternita dell’Aurea Rosacroce”. Documenti inediti sulle origini italiane. Trascrizione del manoscritto napoletano 1678, Edizioni Mediterranee, Roma 2016, disponibile su Google Libri al link: https://books.google.com/books/about/L_alchimia_Della_Confraternita_Dell_Aure.html?id=kU2BCwAAQBAJ .
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- La citazione della Critica della Morte da parte di Scipione Severino nel 1695 è documentata in: Wikipedia, Federico Gualdi, cit.; e IniziazioneAntica, Federico Gualdi, cit. Per Scipione Severino quale alchimista napoletano di rilievo, si vedano le medesime fonti e la sua biografia sul sito del Rito Egizio Tradizionale.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Il riconoscimento dell’eredità gualdiana nella tradizione ermetica egizia napolitana è esplicitato nella pagina “La Storia” del R∴E∴T∴.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402 – al LINK.
- In Enciclopedia TRECCANI, Voce: Massoneria, Sub: Cenni Storici al 2° Capoverso , LINK.
- I dati biografici essenziali di Francesco Maria Santinelli sono tratti da: Treccani, Enciclopedia, voce SANTINELLI, Francesco Maria, disponibile al link: https://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-maria-santinelli_(Dizionario-Biografico)/ . Si veda inoltre la scheda biografica pubblicata dal R∴E∴T∴.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Le numerose accademie di cui Santinelli fu membro sono elencate in: Treccani, SANTINELLI, cit. Per la fondazione dell’Accademia dei Disinvolti a Pesaro nel 1645 e a Venezia nel 1648, si veda la stessa fonte.
- Il cenacolo ermetico-alchemico di Cristina di Svezia con le figure di Borri, Palombara, Cassini e Kircher è descritto in: Treccani, SANTINELLI, cit.; e IniziazioneAntica, Francesco Maria Santinelli, disponibile al link: https://iniziazioneantica.altervista.org/1600-1700/santinelli/francescomariasantinelli.htm . Si veda anche: Anna Maria Partini, Cristina di Svezia e il suo Cenacolo Alchemico, Edizioni Mediterranee, Roma 2010.
- L’incontro di Santinelli con Gualdi a Venezia e il suo diventarne discepolo diretto sono documentati in: Rito Egizio Tradizionale, “Francesco Maria Santinelli”, cit.; e IniziazioneAntica, Francesco Maria Santinelli, cit. . La Treccani descrive l’amicizia veneziana con Fridericus Gualdus (Friedrich Walter) come «una costante materia di pettegolezzo».
- La lettera di Vincenzo Pezzi al Marchese Santinelli, Venezia 29 maggio 1677, è riprodotta nel sito: Alchimia la Scienza dei Folli, Philosophia Hermetica di Federico Gualdi, cit. Il testo originale è conservato negli archivi veneziani.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- La relazione di Santinelli con la duchessa di Ceri, Maria Aldobrandini Cesi e la sua relegazione a Napoli per volontà di papa Alessandro VII sono documentate in: Rito Egizio Tradizionale, “Francesco Maria Santinelli”, cit.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Per la Scuola Napolitana e la sua tradizione di trasmissione orale dell’Ermetismo, si veda anche una differente chiave di lettura in: Daniele Mansuino, “Cagliostro e la Scuola Napoletana”, disponibile al link: https://www.riflessioni.it/esoterismo/cagliostro_scuola_napoletana.htm .
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Il ruolo della tradizione ermetica gualdiana e santinelliana nelle origini del Rito Egizio Tradizionale è discusso in: Rito Egizio Tradizionale, nella pagina “La Storia” del R∴E∴T∴.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402 – al LINK.
- In Enciclopedia TRECCANI, Voce: Massoneria, Sub: Cenni Storici al 2° Capoverso , LINK.
- La relazione di filiazione diretta tra la “Philosophia Hermetica” del Gualdi e la “Lux Obnubilata” del Santinelli è discussa in: Boella-Galli, Philosophia Hermetica, cit.; Il Santinelli stesso riconobbe il modello del Maestro nella costruzione della propria ode.
- La “Lux Obnubilata suapte natura refulgens” (Venezia 1666) e la sua attribuzione allo pseudonimo di Fra Marc’Antonio Crassellame Chinese sono documentate in: Treccani, SANTINELLI, cit.; IniziazioneAntica, Francesco Maria Santinelli, cit.; Massimo Marra, Crasselame, Ode Alchemica, disponibile al link: https://www.massimomarra.net/crasselame-ps-di-francesco-maria-santinelli-ode-alchemica-con-una-nota-introduttiva-di-massimo-marra . Il carattere anagrammatico dello pseudonimo è rilevato dallo stesso Marra.
- Il ruolo di Pericle Maruzzi nella definitiva attribuzione della “Lux Obnubilata e gli studi di Anna Maria Partini” sono documentati in: IniziazioneAntica, Francesco Maria Santinelli, cit.; e Bizzi, cit. Per l’edizione moderna: Crassellame, Lux Obnubilata, con prefazione di Mino Gabriele, a cura di S. Andreani, Edizioni Mediterranee, Roma 1980.
- La catena di trasmissione Gualdi – Santinelli – Tschoudy e la sua integrazione ne la “Étoile Flamboyante” (Metz, 1766) sono analizzate in: Henri de Tschoudy, “Il catechismo ermetico-massonico della Stella Fiammeggiante”, Atanòr, Roma 1984.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402 – al LINK.
- Il medico Vincenzo Pezzi come frequentatore dell’appartamento veneziano del Gualdi e le tensioni nel rapporto con il Maestro emergono dai verbali inquisitoriali, citati in: Freeforumzone, Federico Gualdi, cit.; e Alchimia la Scienza dei Folli, cit.
- Giuseppe Francesco Borri (1627–1695) e i suoi rapporti con la corte di Cristina di Svezia e con l’ambiente ermetico rosacrociano sono descritti in: Treccani, SANTINELLI, cit.; e About Art Online, La “Porta Alchemica del marchese Palombara”, disponibile al link: https://www.aboutartonline.com/la-porta-alchemica-del-marchese-palombara-a-p-za-vittorio-banco-di-prova-per-tutti-i-cultori-di-simbologia-ed-ermetismo/. Per le edizioni moderne degli scritti del Borri: Boella-Galli (cur.), Il libro del Cavalier Borri, Edizioni Mediterranee.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Il marchese Massimiliano Savelli Palombara e la Porta Alchemica di Piazza Vittorio a Roma sono descritti in: About Art Online, “La Porta Alchemica del marchese Palombara”, cit. Per l’opera ermetica del Palombara: Anna Maria Partini, Massimiliano Palombara filosofo incognito. Appunti per una biografia inedita di un alchimista rosacrociano del XVII secolo, La Lepre Edizioni, Roma 2016, disponibile su Academia.edu al link: https://www.academia.edu/22329926/Massimiliano_Palombara_filosofo_incognito .
- Il ruolo di Athanasius Kircher nel cenacolo romano-veneziano dell’ermetismo seicentesco è documentato in: Treccani, SANTINELLI, cit.; e IniziazioneAntica, Francesco Maria Santinelli, cit. Per una visione complessiva dell’ambiente romano del XVII secolo: Roma alchemica del Seicento, Gangemi Editore, Roma 2025, disponibile al link: https://gangemi.com/prodotto/roma-alchemica-del-seicento/ .
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Casanova e l’incontro del 1763 con un sedicente ed improbabile Gualdi, nonché il romanzo Zanoni di Bulwer-Lytton come ispirato alla leggenda gualdiana, sono documentati in: Pedemontanus de Rebus, Federico Gualdi, disponibile al link: https://www.esoterismo.blog/alchimia/pedemontanus-de-rebus-federico-gualdi/ . Per Hargrave Jennings e la S.R.I.C.F., si veda la stessa fonte.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- L’ultimo avvistamento di Gualdi a Venezia nel 1682 e la sua misteriosa sparizione sono documentati in: Wikipedia, Federico Gualdi, cit.; e IniziazioneAntica, Federico Gualdi, cit.
- La leggenda dell’età straordinaria di Gualdi (200, 400 o 600 anni) e il ritratto attribuito a Tiziano sono documentati in “Pedemontanus de Rebus”, Federico Gualdi, cit.; e Boella-Galli, “Un Rose-Croix méconnu”, cit. Tiziano Vecellio morì nel 1576, esattamente 106 anni prima dell’ultimo avvistamento documentato del Gualdi (1682).
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Melech Auguste Hultazob e le sue attività nelle corti europee del XVIII secolo sono documentati in: Boella-Galli, “Un Rose-Croix méconnu”, cit.; e ASEQ, “Un Rose-Croix méconnu Federico Gualdi”, cit.
- Il tentativo di Cagliostro di identificarsi con il Gualdi e la dichiarazione del Conte di Saint-Germain sono documentati in: Wikipedia, Federico Gualdi, cit. . La tradizione che fa di Gualdi il maestro di Cagliostro è accennata anche in: Boella-Galli, “Philosophia Hermetica”, cit.
- Hargrave Jennings, “The Rosicrucians, their Rites and Mysteries”, Londra 1870 (e successive edizioni). Il riferimento al grado di Zelator e alla S.R.I.C.F. è documentato in: “Pedemontanus de Rebus”, Federico Gualdi, cit.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Per una valutazione complessiva del contributo dottrinale di Gualdi all’Ermetismo europeo, si vedano in particolare: Boella-Galli, “Philosophia Hermetica” cit.; e la voce enciclopedica Wikipedia, “Federico Gualdi”, cit. Per il ruolo di Fulvio Gherli come discepolo di Santinelli a Napoli e continuatore della tradizione gualdiana: in Rito Egizio Tradizionale al LINK della pagina dedicata a Francesco Maria Santinelli, cit.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402 – al LINK.
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- Domenico Vittorio Ripa Montesano, “Origini del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – ISBN 9788894296488 – al LINK.
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.
- Domenico Vittorio Ripa Montesano “Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale” – Napoli 2011 – ISBN 9788894296402 – al LINK.
- L’espressione finale che si richiama al titolo della “Lux Obnubilata” del Santinelli, «la Luce che risplende per propria natura» è una citazione implicita del sottotitolo originale dell’opera: “suapte natura refulgens”. Per il ruolo di Raimondo di Sangro nella tradizione ermetica egizia napoletana e per le lettere del 1753 sul Lume Eterno: Rito Egizio Tradizionale al LINK .
- Ristampa Anastatica degli “Archivi Storici del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli” – Edizione Originale riservata Napoli 1911 – Ristampa Napoli 2017 -ISBN 9788894296419 – al LINK .
- A cura del Sovrano Gran Hyerophante Generale e Gran Maestro Fratello Logos “Rito Egizio Tradizionale Storia Riti e Miti” – Napoli 7 luglio 2017 – ISBN 9788894296433 – al LINK.


